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Col conflitto in Ucraina a catalizzare l’attenzione del grande pubblico, si è un po’ perso di vista il mondo delle nuove costruzioni nel settore degli armamenti. Per quanto riguarda quello aeronautico, e guardando alla Russia, merita di essere portata all’attenzione dei lettori la notizia, diffusa dalla Tass lo scorso 24 marzo, che Sukhoi, il famoso bureau di progettazione, ha brevettato quello che i russi definiscono come “nuovo velivolo tattico leggero monomotore”, noto come Checkmate o Su-75 (nella sua denominazione provvisoria). Il brevetto, pubblicato dal Servizio federale per la proprietà intellettuale, riporta che la data di registrazione risale al 23/03/2022 e che quanto depositato riguarda “velivoli tattici leggeri a bassa visibilità radar”.

In dettaglio è stato depositata una serie di “innovazioni” come la coda del caccia a forma di V, la forma della presa d’aria nella parte inferiore della fusoliera e il design di controllo aumentato della stabilità in grado di non compromettere le prestazioni di invisibilità radar.

Il Checkmate era stato presentato al pubblico per la prima volta durante il Maks, il salone internazionale dell’aerospazio, tenutosi lo scorso luglio presso l’aeroporto di Mosca-Zhukovsky.

Il caccia pesca a piene mani dalle linee del Su-57, il velivolo stealth di quinta generazione russo. Le derive verticali, interamente mobili, sono a V, il muso ricorda molto quello del Felon, ma ovviamente, essendo monomotore, la presa d’aria è totalmente diversa: ad angolo acuto, sotto l’abitacolo, e con una paratia lungo la linea di mezzeria. A quanto sembra dovrebbe avere la stessa motorizzazione del Su-57, quindi lo “Izdelye 30” della Npo Saturn, che però fatica ancora ad arrivare, essendo stato caratterizzato da una gestazione particolarmente lunga e assillata da non pochi problemi pertanto a equipaggiare il Checkmate sarà inizialmente l’Izdeliye 117 (AL-41F1), cioè il propulsore utilizzato dal Sukhoi Su-35 che sarà opportunamente modificato per un velivolo monomotore. Restando sull’impianto di propulsione apprendiamo da Analisi Difesa che secondo l’ex generale dell’aeronautica Vladimir Popov, già capo della Direzione federale per la ricerca aerospaziale, il motore avrà spinta vettoriale con l’asse dell’ugello in grado di cambiare assetto sia verso l’alto che in basso. Molto probabilmente anche sul Su-75 verrà adottata la stessa soluzione per l’ugello vista sull’Ucav S-70, ovvero una sezione rettangolare a bordi frastagliati per ridurre le emissioni Ir e la segnatura radar.

Il Checkmate ha il carrello anteriore disassato verso il lato sinistro del velivolo e presenta un Flir davanti all’abitacolo di conformazione sferica, così come quello del Su-57: fattore che, ancora una volta, sottolinea la scelta russa di non dare troppo peso alle caratteristiche stealth delle loro macchine. Interessanti anche le estremità alari trapezoidali così come la suite di armamenti che dovrebbe essere in dotazione al nuovo velivolo: oltre ai vari missili aria-aria spicca il vettore da crociera Kh-59MK aria-superficie, per l’attacco antinave.

In termini di prestazioni, si dice che l’aereo abbia un carico utile di 7400 chilogrammi, una velocità massima di Mach 1.8 e un raggio di combattimento di 1700 chilometri senza serbatoi di carburante aggiuntivi (3mila con serbatoi secondo i russi). È stato anche affermato che il nuovo velivolo sia in grado di manovrare a 8 g e di volare a velocità supersoniche. L’aereo potrà anche operare Uav (Unmanned Air Vehicles) e pertanto potrebbe avvalersi dell’esperienza maturata con il Su-57, che si sta integrando con l’Ucav (Unmanned Combat Air Vehicle) S-70 Okhotnik-B. Il carico bellico totale è disposto in tre baie (una ventrale di grandi dimensione e due laterali in fusoliera in prossimità delle semiali) che si ritiene possano ospitare oltre sette tonnellate di carico bellico. Fonti russe affermano che il radar di bordo permetterà di ingaggiare sino a sei bersagli contemporaneamente.

Il costo unitario del velivolo, secondo Rostec, dovrebbe aggirarsi sui 25/30 milioni di dollari: poco rispetto alla fascia di mercato in cui si posiziona, che comprende lo svedese Jas-39 Gripen, l’Eurofigther Typhoon, il Dassault Rafale e il caccia stealth della Lockheed Martin F-35 Lightning II. Secondo alcuni esperti il velivolo apparterrebbe alla generazione 4++ piuttosto che alla quinta.

Il Checkmate è un prodotto nato principalmente per l’esportazione, in particolare verso i paesi dell’Africa, l’India e il Vietnam, come ha affermato il vice primo ministro Yuri Borisov, anche se fonti ufficiali da noi sentite alla sua presentazione moscovita affermano che non escludono che in futuro la Vks (l’aeronautica militare russa) possa dotarsi del velivolo, probabilmente in sostituzione della linea composta dai Mig-29.

In concomitanza con le “novità” depositate in sede di brevetto, gli sviluppatori del nuovo caccia russo hanno affermato che, durante la creazione del velivolo, hanno tenuto conto e corretto le carenze del caccia stealth americano Lockheed F-117А Nighthawk. Il documento, infatti, confronta il “nuovo velivolo tattico leggero monomotore” con il Nighthawk, che ha una bassa visibilità radar. “Tuttavia, lo svantaggio di questo velivolo sono le scarse caratteristiche di decollo e atterraggio, nonché l’insufficiente stabilità e controllabilità” si afferma nel testo del brevetto come riportato da Tass. Si sottolinea anche che il compito degli sviluppatori del Su-75 era quello di eliminare le carenze di altri noti velivoli di livello simile “quindi, il risultato tecnico ottenuto è quello di aumentare la stabilità e la controllabilità dell’aeromobile senza deteriorare le caratteristiche della visibilità radar”.

Il Checkmate ha fatto la sua prima uscita ufficiale al di fuori della Federazione Russa durante il Dubai Air Show del novembre dello scorso anno e Mosca prevede che effettuerà il suo primo volo nel 2023 con l’avvio della produzione nel 2025. Queste date, però, molto difficilmente saranno rispettate in quanto la Russia sta subendo un embargo economico e commerciale che difficilmente le permetterà di rispettare le tempistiche di sviluppo non solo del nuovo caccia, ma anche di tutte le altre costruzioni del settore militare, inoltre Mosca dovrà, per forza, razionalizzare ulteriormente il proprio bilancio per la Difesa per sostenere efficacemente quello che è l’unico strumento di deterrenza che ha: il suo arsenale nucleare strategico.

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