Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE
Difesa /

Mentre Italia e Francia si accordano per una partnership rafforzata, in Germania si fa largo l’esecutivo “semaforo”, cioè composto da Spd, Liberali e Verdi e i cui colori ricordano appunto le luci che regolano il traffico. I tre partiti vengono da culture diverse e non sempre convergenti. In politica interna ed estera Verdi, Liberali e socialisti hanno concezioni diverse che devono far coincidere per provare a mandare avanti il governo a guida Olaf Scholz, ministro dell’era merkeliana. E c’è un settore che più degli altri può essere la cartina di tornasole di dove si dirigerà questo nuovo governo federale: la Difesa. Un dicastero che sarà guidato da un socialista.

Nell’accordo di governo, la Germania, stando a quanto riporta Nova, si impegna a investire circa il 3% del Prodotto interno lordo nell’azione internazionale. Una prospettiva che include anche le forze armate e le organizzazioni di cui Berlino fa parte, a cominciare dalla Nato. In questo senso, interessante la scelta di puntare all’investimento del 3% del Pil, senza però indicare un data precisa. La Nato da tempo considera prioritario il raggiungimento di almeno i due punti percentuali di investimenti nel settore della difesa, e per ora le voci che si elevano dalla coalizione semaforo appaiono in linea con queste richieste, pur non considerando un arco temporale in cui esaudire le richieste atlantiche. Daniela Schwarzer, direttrice esecutiva per l’Europa di Eurasia Open Society Foundations, ha affermato alla Cnbc che la nuova coalizione tedesca aumenterà comunque la spesa militare a prescindere dalla pressione degli Stati Uniti. Intervistata per la Cnbc, Schwarzer ha detto confermato che “la spesa per la difesa è aumentata nel tempo” e che “per l’opinione pubblica tedesca è molto importante sottolineare che non è il presidente degli Stati Uniti a chiederlo, ma è un impegno preso dal precedente governo”.

E sempre a proposito di Nato, i tre partiti di governo, nonostante la storia tormentata sul punto di Spd e Grune, sembrano avere deciso per una presa di posizione in favore della deterrenza nucleare atlantica. Una scelta che blinda quindi in quel preciso e fondamentale settore strategico i rapporti tra Germania e Stati Uniti in una fase in cui non sembra essere grande sintonia tra i due paesi.

Interessanti anche altri due aspetti che dovrebbero essere confermanti con la formazione definitiva del governo a guida Scholz. Per quanto riguarda l’utilizzo dei droni armati, nell’accordo di coalizione – spiega anche Adnkronos – è previsto la legalizzazione dell’utilizzo di droni armati ma solo per proteggere i soldati tedeschi impegnati all’estero e non completamente autonomi. Un punto delicato, dal momento che Verdi e socialisti, come per quanto riguarda la deterrenza nucleare, non hanno mai avuto un rapporto positivo con questi velivoli senza piloti. E lo dimostrano anche le più recenti discussioni in seno ai partiti di maggioranza. Velivoli considerati il frutto di un’assenza di etica di guerra, letali e chirurgici, e che non sono mai piaciuti tanto né alle forze ecologiste né a quelle socialdemocratiche. Spd e Verdi ottengono che non vi siano uccisioni mirate, perché i droni sarebbero utilizzati a condizioni vincolanti e trasparenti”. Ma quello che conta è che la Bundeswehr alla fine potrebbe avere i droni armati, da utilizzare insieme a quelli di ricognizione. Sempre all’estero – tengono a precisare dalla Germania – per quelle missioni che tutti e i tre partiti intendono riesaminare “in maniera più critica con riguardo a obiettivi e possibilità”.

Su tecnologie e modernizzazione, invece, i tre partiti di governo ritengono essenziale che la Bundeswehr, abbia forze “più efficaci ed efficienti in modo da aumentare la prontezza operativa”. I Tornado sono pronti a essere sostituti da nuovi sistemi. Secondo molti osservatori, come preventivato dal ministro uscente Annegret Kramp-Karrenbauer (in quota Cdu), a sostituirli saranno gli F-18 Super Hornet.

Uno dei principali banchi di prova della nuova Germania post-Angela Merkel sarà dunque proprio quello del rafforzamento delle forze armate tedesche. In un momento in cui si parla di difesa comune europea e in cui Francia e Italia rafforzano la cooperazione anche in questo settore, il ruolo di Berlino potrebbe essere dirimente per comprendere il futuro della sicurezza comune europea e – naturalmente – della politica del Vecchio Continente.

Qual è il crocevia del mondo di domani?
È lì che vogliamo portarvi