Dall’aspetto futuristico e poco noto, le armi antidrone spalleggiabili in dotazione alle specifiche unità dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare schierate per garantire la sicurezza dello spazio aereo del Vaticano e di Roma sono state osservate durante i funerali di Papa Francesco che si sono tenuti ieri nella Basilica di San Pietro.
Vengono chiamati “Bazooka” o “Fucili” e sono sistemi C-Uav, ossia Counter-Unmanned Aerial Vehicle spalleggibaili, simili a armi convenzionali dal profilo futuristico che invece dei proiettili possono fermare un drone attraverso il loro jammer, ossia un disturbatore di frequenza che provoca interferenze nelle trasmissioni tra il drone e il segnale dell’operatore che lo conduce in remoto attraverso un radio comando o un semplice telefono cellulare.
Nello specifico, quelli osservati nelle mani degli operatori dell’Esercito e dell’Aeronautica, distribuiti a “coppie” come tiratore e osservatore negli angoli di via della Conciliazione e in altri tratti a rischio della processione che condotto le esequie del Santo Padre presso la basilica papale di Santa Maria Maggiore, luogo di sepoltura, sono fucili Watson. Un sistema d’arma antidrone in grado di emettere fino a 120 W su 15 bande di frequenza, e considerato come la più recente ed efficace “soluzione portatile” contro i Micro- e Mini-Droni dal Comando Artiglieria Controaerei, che inquadra il Centro di Eccellenza Counter Mini/Micro Aeromobili.
La no-fly zone su Roma
Il fucile Watson può disturbare i sistemi di navigazione satellitare, i collegamenti drone-pilota, i Wi-Fi e i telefoni cellulari e satellitari per una portata massima di 1.000 metri, e dispone di una serie di antenne da installare per “ottimizzare la reazione contro specifiche minacce”.
L’arrivo dei capi di Stato di tutto il mondo, che hanno portato il loro ultimo saluto a Papa Francesco, ha richiesto l’innalzamento di un dispositivo di sicurezza nella città di Roma, che ha imposto una No-fly zone per 24 ore e ha richiesto uno sforzo di pianificazione e risorse in pochi giorni. Sforzo che sembra aver dimostrato le ottime capacità dell’apparato nel suo dispiegamento delle risorse e nella conduzione delle operazioni.

