La Groenlandia al centro della Difesa dei “segnali”, ecco come risponderà l’Europa

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L’Artico sta diventando un punto “caldo” della geopolitica e la Groenlandia, al centro delle cronache per l’interesse reclamato dagli Stati Uniti, viene considerata un’area fondamentale per la sicurezza europea. Da quando la Russia ha intensificato le sue azioni di jamming satellitare e navale nella regione, soprattutto nel settore delle Isole Svalbard, gli analisti hanno registrato una estensione della “guerra elettronica” che interessa questa regione strategica, dove sta aumentando, al contempo, l’attività militare che sempre interessato, seppur marginalmente, queste gelide latitudini, mettendo a nudo una serie di vulnerabilità nelle comunicazioni europee che passano per il Polo.

L’ESA, Agenzia spaziale europea, ha appena annunciato un contratto con l’azienda lituana di tecnologia spaziale e di difesa Astrolight, attraverso la sua sussidiaria danese, per costruire la prima stazione di terra ottica resistente ai jamming della regione. Utilizzando collegamenti laser non intercettabili, la stazione proteggerà grandi volumi di dati satellitari in un’area in cui la Russia interrompe regolarmente i sistemi a radiofrequenza.

Sarà la stazione di terra ottica più settentrionale mai costruita e la prima nell’Artico, destinata a fornire comunicazioni oltre 10 volte più veloci e sicure a un costo inferiore del 70%, risolvendo un enorme “collo di bottiglia“.

https://twitter.com/EsaTelecoms/status/1988700905173311757

Abbiamo intervistato Laurynas Mačiulis, CEO di Astrolight, che spiega perché la Groenlandia sta diventando strategicamente essenziale per la sicurezza satellitare, come la comunicazione laser bypassa le interferenze russe e cosa questo significa per la resilienza artica dell’Europa.

Come è noto, la regione artica è sempre più considerata una delle principali aree di competizione strategica tra NATO, Russia e Cina. In questo contesto già teso e in evoluzione, quali rischi corrono le infrastrutture di comunicazione europee e quali contromisure possono essere realisticamente messe in atto?

“Nell’Artico, come altrove, l’Europa è esposta ai rischi della guerra ibrida: danni ai cavi sottomarini e alle infrastrutture critiche, aumento delle attività di sorveglianza e di ricognizione, interferenze e spoofing del GPS. In risposta, la NATO ha rafforzato la sua presenza nelle acque artiche. Per quanto riguarda le interferenze GPS, l’Alleanza ha lanciato l’iniziativa Northlink per creare una rete di comunicazioni satellitari sicura e resiliente per l’Artico. Un’altra contromisura efficace ai rischi per la sicurezza nell’Artico è l’uso di comunicazioni laser resistenti alle interferenze come alternativa o backup alle radiofrequenze, sia in mare che nello spazio”.

La Groenlandia è un punto particolarmente “caldo” rispetto ad altre aree artiche, nonostante il suo noto clima estremo? Quali sono i principali punti di forza del vostro piano e della “stazione” che Astrolight intende installare? In qualità di azienda specializzata in tecnologia spaziale e difesa, quale ruolo intende svolgere Astrolight in questo scenario e qual è la missione principale che perseguite?

“La Groenlandia è diventata infatti sempre più importante nel contesto della sicurezza delle comunicazioni satellitari. Tradizionalmente, Svalbard è stata una località chiave per le comunicazioni satellitari grazie alla sua vicinanza alle orbite polari: la stazione di terra di Svalbard fornisce servizi a più satelliti di qualsiasi altra struttura al mondo. Tuttavia, con la crescente presenza della Russia nell’Artico, comprese attività come la sorveglianza delle navi e il jamming satellitare, Svalbard sta affrontando una maggiore vulnerabilità. La stazione di terra ottica che stiamo costruendo in Groenlandia sarà la prima in assoluto sull’isola e offrirà un’alternativa più sicura e un backup affidabile all’infrastruttura esistente di Svalbard. Inoltre, la stazione utilizzerà la comunicazione laser, che è molto più sicura dei tradizionali sistemi a radiofrequenza utilizzati a Svalbard. A differenza delle radiofrequenze, i raggi laser sono stretti e focalizzati, il che li rende quasi impossibili da disturbare o intercettare. Tutto ciò ci aiuterà a rendere l’infrastruttura di comunicazione satellitare nell’Artico più resiliente e affidabile”.

Avete già riscontrato o documentato casi significativi di interferenze che hanno compromesso le comunicazioni nelle regioni che monitorate o in cui operate?

“Finora, l’Europa ha registrato il maggior numero di casi documentati di interferenze. Ad esempio, i satelliti del Regno Unito sono stati recentemente disturbati per settimane. Abbiamo anche riscontrato casi isolati di interferenze, come quando il disturbo del segnale GPS da parte della Russia ha costretto l’aereo con a bordo la presidente Ursula von der Leyen a passare alla navigazione di riserva. Nella regione del Mar Baltico, le interferenze GPS hanno ripetutamente disturbato le navi e gli aerei dei Paesi circostanti. L’Amministrazione marittima svedese afferma che i marinai stanno ora tornando a misure “vecchia scuola” come i fari, dato che le interferenze russe si intensificano.

Anche i servizi commerciali sono stati colpiti. Ad esempio, l’anno scorso Finnair ha dovuto sospendere temporaneamente i voli per Tartu, in Estonia, a causa delle interferenze GPS. I funzionari estoni hanno collegato questo fatto agli attacchi della Russia. Non ci sono informazioni rese pubbliche sui tentativi di interferenza con i satelliti statunitensi. Tuttavia, alti funzionari della US Space Force hanno ripetutamente messo in guardia sul crescente rischio che le capacità di interferenza di Russia e Cina, comprese le interferenze e gli attacchi informatici, rappresentano per le risorse spaziali e militari degli Stati Uniti”.

A titolo più personale, in qualità di cittadino europeo e lituano, posso chiederle se è sinceramente preoccupata non solo per l’ingerenza russa nell’area NATO, ma anche per la possibilità di un confronto con la Federazione Russa che potrebbe andare oltre la zona grigia della guerra ibrida – compresa la guerra elettronica e dei segnali – e portare a un coinvolgimento diretto sul campo?

“Sì, sono preoccupata, e questo è uno dei motivi per cui sto investendo molto del mio tempo in Astrolight per migliorare le capacità di difesa del nostro Paese”.

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