La riunificazione dell’Isola di Taiwan alla Cina Continentale rappresenta uno degli obbiettivi centrali nell’ottica della grand strategy di Pechino. La costruzione di una solida flotta di navi da sbarco risulta essere un passo decisivo nel conseguimento di tale obbiettivo. A tal proposito, la Repubblica Popolare Cinese sta avviando la costruzione di imponenti hovercraft in grado trasportare un grosso numero di truppe e sistemi d’arma in vista di una futura invasione.
La classe Zubr
Le imbarcazioni di classe Zubr, appartengono alla famiglia dei Lcac (Landing Craft Air Cushioned), consistenti in grossi hovercraft in grado di svolgere funzioni analoghe a quelle delle navi da sbarco. I Lcac di classe Zubr dispongono di un sistema di propulsione composto da tre turbine a gas M35-1 (o in alternativa M70FRU2&2R), due turbine M35-2, quattro supercharger NO10 e tre eliche Av-98, il quale garantisce una velocità di circa 60 nodi e un range operativo di 560 km. L’imbarcazione è inoltre dotata di contromisure elettroniche, flare e di un radar MP-411 ESM, nonché di un armamento comprendente quattro lanciarazzi spalleggiabili “Manpads” Strela 3 dotati di 32 missili, o due lanciatori da quattro tubi Strela 2, ai quali vanno aggiunti due cannoni AK-630, due lanciarazzi Ogon con 132 razzi disponibili e infine circa 80 mine navali.
Il grande punto di forza della classe Zubr è tuttavia rappresentato dalla grande capacità di carico. Tali imbarcazioni rappresentano infatti il più grande sistema hovercraft esistente e possono trasportare alternativamente tre carri armati, dieci veicoli corazzati con 230 truppe, otto veicoli da combattimento e infine 500 truppe da sbarco.
I programmi di costruzione cinesi
La Repubblica Popolare Cinese ha originariamente acquistato due Lcac classe Zubr dall’Ucraina entrate in servizio nel 2014, costruendo successivamente in-house due ulteriori modelli entrati in servizio nel 2018. In seguito la produzione pareva essersi fermata, tuttavia di recente sono emersi nuovi dettagli che hanno rivelato come due imbarcazioni di classe Zubr stiano per entrare in servizio, indicando come la produzione sia ripartita. I nuovi Lcac presentano una differenza rispetto ai quattro già in servizio, consistente nella presenza di nuovi fire control radar, atti a direzionare il fuoco verso bersagli navali o terrestri.
Contemporaneamente le nuove unità presentano anche un diverso design relativo al radar di navigazione e alle strumentazioni per la comunicazione, oltre ad un nuovo equipaggiamento salvavita. Attualmente non si conoscono esattamente i piani relativi alla classe Zubr, ma la costruzione di due nuove imbarcazioni testimonia la volontà da parte della Cina di investire molto più di quanto originariamente preventivato nel progetto, testimoniando inoltre come un’azione militare per risolvere la disputa nello Stretto di Taiwan rappresenti un’opzione assolutamente possibile.
L’utilità in caso di guerra
In caso di conflitto nello stretto di Taiwan la Cina dovrebbe eseguire un’operazione militare altamente complessa, dovendo preservare gran parte della propria forza di fronte alle possenti difese taiwanesi, compito divenuto ben più complesso a seguito della stesura della nuova strategia militare taiwanese, l’Overrall Defense Concept, la quale indica le navi da sbarco come centro di gravità delle forze cinesi durante la prima fase del conflitto. Le imbarcazioni di classe Zubr svolgerebbero un ruolo assolutamente funzionale in tal senso, esse presentano infatti elevate velocità e manovrabilità, qualità che li rendono estremamente atti a sgusciare attraverso la possente bolla A2/AD messa in piedi da Taiwan, evitando contestualmente gli attacchi delle veloci corvette di Taipei.
Ciò si incrocia con la loro l’imponente capacità di carico, la quale consente il trasporto di grossi quantitativi di forze militari in tempi ridotti. Al contempo gli hovercraft sono noti per la loro estrema versatilità, perfettamente rappresentata dalla capacità di operare anche su coste frastagliate. Ciò aiuterebbe le forze cinesi a superare un ulteriore ostacolo, rappresentato dalla morfologia delle coste taiwanesi, le quali presentano pochissimi punti d’approdo facilmente fortificabili.
L’invasione russa dell’Ucraina ha dimostrato come nel terzo millennio siano ancora possibili conflitti su vasta scala tra due nazioni. Tale conflitto è scoppiato, al netto della messa in essere di un imponente riforma militare da parte dell’Ucraina, a causa di un grave errore di calcolo del Presidente russo Vladimir Putin, incrociatosi con i problemi strutturali delle forze russe e i risultati delle riforme ucraine. Per quanto un’invasione di Taiwan appaia parimenti e sotto certi aspetti addirittura più irrazionale, in virtù della maggiore complessità nell’eseguire un’invasione su vasta scala per via marittima, la storia ha dimostrato che le nazioni aventi ambizioni territoriali che investono pesantemente nel proprio apparato militare, spesso, in ultima analisi, ne fanno ricorso. La riunificazione con Taiwan rappresenta un obbiettivo centrale per il governo cinese, il quale potrebbe eventualmente spingersi anche a questo passo.
Foto in copertina: Ministro della Difesa russo.