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Sabato 18 e domenica 19 settembre, a Rivolto (Ud), sede del Secondo Stormo dell’Aeronautica Militare ma soprattutto del 313esimo Gruppo Addestramento Acrobatico, si è tenuta la manifestazione aerea per il sessantesimo anniversario della fondazione della Pattuglia Acrobatica Nazionale: le Frecce Tricolori.

La nostra Arma Azzurra ha una lunghissima tradizione acrobatica: i primi esercizi si fanno risalire al periodo tra le due guerre quando nacque l’Aeronautica come forza armata separata il 28 marzo 1923. Dopo gli eventi bellici del Secondo Conflitto Mondiale, agli inizi degli anni ’50, l’Aeronautica Militare valutò la possibilità di costruire un reparto espressamente dedicato all’addestramento acrobatico, con l’obiettivo di perfezionare la preparazione dei piloti e non disperdere le esperienze maturate in un campo del tutto particolare come quello dell’acrobazia aerea. A Rivolto nacque così la cosiddetta “Unità Speciale”, la prima cellula delle odierne Frecce Tricolori. Era il 1 marzo 1961. Pochi sanno, invece, che dopo la guerra la nostra Aeronautica riprese la tradizione secondo cui gli stormi da caccia esprimevano le proprie doti acrobatiche con formazioni di piloti che, oltre alla normale vita operativa, si dedicavano a questa particolare manifestazione del volo. Iniziò, allora, una rotazione fra i reparti dell’Am per garantire nel tempo una pattuglia acrobatica alla Forza Armata: i “Getti Tonanti”, le Tigri Bianche, il Cavallino Rampante, i Diavoli Rossi e i Lanceri Neri furono le formazioni che meglio espressero, negli anni ’50, lo sviluppo dell’acrobazia italiana.

L’esigenza di razionalizzare sia l’impegno degli uomini sia degli aeroplani portò a costituire una pattuglia “permanente”. Il 3 marzo del 1961 arrivarono così, a Rivolto, i primi sei piloti a bordo dei CL-13 Sabre Mk 4, gli F-86E costruiti su licenza in Canada: sulle code degli aeroplani il Cavallino Rampante del Quarto Stormo.

Il primo maggio dello stesso anno venne organizzata la prima esibizione sull’aeroporto di Trento di quella che già allora veniva chiamata Pattuglia Acrobatica Nazionale e che, a distanza di due mesi, venne ufficialmente denominata 313° Gruppo Addestramento Acrobatico.

Quest’anno, in occasione del loro 60esimo anniversario, le Frecce Tricolori si sono esibite “in casa” in una due giorni ricca di emozioni date anche grazie alla partecipazione di altre pattuglie acrobatiche europee e grazie a un airshow che ha visto la presenza di molti velivoli dell’Aeronautica Militare. Nel lungo programma di volo, cominciato verso l’una del pomeriggio e proseguito quasi ininterrottamente sino alle 19, si sono esibite le pattuglie acrobatiche di Polonia, Finlandia, Spagna e Svizzera. La pioggia, che nella giornata di domenica 19 a tratti ha assunto i contorni di un vero e proprio nubifragio, non ha intaccato la bellezza delle esibizioni: dopo il passaggio del Tricolore, appeso a un elicottero HH-139A dell’Am che ha aperto ufficialmente la manifestazione, ai sette velivoli Pzl-130 Orlik dell’aeronautica polacca è toccato effettuare la prima esibizione acrobatica della giornata. A seguire i quattro Bae Hawk finlandesi dei Midnight Haws che hanno preceduto gli spagnoli della Patrulla Aguila (che vola su sette Casa C-101) e da ultimi i sei F-5E Tiger della Patrouille Suisse.

Dopo l’esibizione degli svizzeri l’airshow ha parlato solo italiano: un Eurofighter Typhoon ha effettuato una dimostrazione di decollo in “scramble” (su allarme) a tutto motore, e la fiamma dei postbruciatori – ed il loro rumore assordante – ha squarciato il grigio cielo di Rivolto.

È toccato poi a un C-27J Spartan dimostrare le proprie doti di volo: il biturboelica da trasporto della nostra Aeronautica Militare ha impressionato per le sue doti di maneggevolezza effettuando una virata stretta quasi “a coltello” sul sedime aeroportuale e un tonneau che ha lasciato gli spettatori letteralmente senza fiato. Senza dimenticare l’atterraggio effettuato in modalità “tattica”, ovvero con una ripidissima discesa (quasi in scivolata d’ala) seguita dalla richiamata appena prima di toccare la pista, dove lo Spartan si è fermato in pochissime centinaia di metri. C’è stato spazio anche per l’M-346A, il nuovo velivolo biposto da addestramento di Leonardo, che ha dimostrato il perché del suo successo in campo internazionale: l’aereo è stato venduto ad Israele e all’Azerbaigian e al Turkmenistan nella sua versione FA da attacco leggero. In volo anche l’Amx Ghibli, che ha partecipato, insieme a Tornado e Typhoon, ad una dimostrazione di esfiltrazione da parte di un distaccamento di incursori del 17esimo Stormo, scesi dagli elicotteri HH-101A e decollati a bordo di un C-130J che ha dimostrato di avere ancora molte “frecce al suo arco” arrestandosi e decollando in brevissimo spazio in una nuvola di pioggia nebulizzata. Mentre gli incursori erano all’opera, i cacciabombardieri simulavano l’appoggio aereo ravvicinato in territorio ostile (Cas – Close Air Support).

Mozzafiato l’esibizione di un F-35B, la versione Stovl (Short Take Off – Vertical Landing) del celeberrimo cacciabombardiere Lightning II. Decollato in un “fazzoletto” di pista, ha effettuato manovre ad alto numero di g dimostrando le qualità della macchina ma soprattutto l’enorme potenza sviluppata dal propulsore Pratt&Whitney F-135. Impressionante vedere il volo traslato e “in stazionamento” a così breve distanza: la pioggia, che ha funestato quasi tutta la manifestazione, in questo caso ha permesso di apprezzare l’enorme massa d’aria spostata dai reattori del velivolo.

Dopo un passaggio a bassa quota di una formazione composta da un’aerocisterna KC-767A, un Tornado, un Typhoon, un Amx e un C-130J è finalmente venuto il momento tanto atteso: alle 18, i 10 Aermacchi MB-339Pan, dipinti con la ben nota livrea blu ma con le derive recanti gli stemmi araldici e i colori delle passate pattuglie acrobatiche, hanno acceso i motori. Sarà sicuramente merito del caso, ma anche il meteo, quando la nostra pattuglia acrobatica ha cominciato a rullare lungo la pista, ha accolto l’esibizione concedendo una lunga tregua dalla pioggia, e grazie anche al sole calante che dipingeva i suoi colori sulle nuvole scure, ha reso l’esibizione ancora più scenografica.

Tante le figure, nei suoi più di venti minuti di durata: dal volo “folle” del solista, sino alla “bomba” e agli incroci mozzafiato delle due sezioni. Infine tutti i velivoli hanno disegnato un enorme arco tricolore nel cielo, abbracciando così idealmente tutti i presenti, che hanno sfidato le condizioni meteo avverse, ma anche tutta l’Italia. Appuntamento all’anno prossimo, sperando che le condizioni pandemiche siano solo un ricordo, ma soprattutto al 2023, anno del centenario della nostra Aeronautica Militare.