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Lo Yak-130, addestratore di fabbricazione russa, è attualmente il jet più moderno che può esibire l’IRIAF, la forza aerea iraniana che, come sappiamo, basa il grosso della sua flotta su una combinazione di vecchi caccia di fabbricazione americana e sovietica. Tra cui compaiono gli F-14 Tomcat, lascito dello scià Pahlavi.

Secondo alcuni rapporti esteri, questi moderni addestratori sono essenziali per i piloti iraniani, che in base a degli accordi stretti tra Mosca e Teheran, già si addestrano in attesa di ricevere i caccia Sukhoi-35. Aerei che diventerebbero una reale minaccia per chiunque volesse violare lo spazio aereo di Teheran. Il particolare che gli Yak-130 iraniani siano già apparsi armati di missili air-to-air ha sollevato il dubbio che questi aerei potrebbero venire impiegati anche come piattaforme da combattimento. Sebbene non essenzialmente sviluppati per questo ruolo.

La diffusione delle immagini e dei video dei primi Yak armati con degli R-73, missili a guida infrarossa di terza generazione sviluppati dai sovietici per armare gli intercettori MiG-29 e Sukhoi Su-27 e derivati, lascia immaginare infatti che, in caso di necessità, gli Yak-130 sarebbero operativi nella difesa attiva dello spazio aereo iraniano.

Il possibile impiego dello Yak in combattimento

Nel caso di Teheran, gli Yak-130, che non avrebbero molte chance in un dogfight con un moderno caccia di 4ª generazione avanzata avversario (pensiamo agli F-15I o gli F-35 dell’Aeronautica israeliana), ma potrebbero avere un ruolo nella protezione dei siti nucleari, di siti dell’industria collegata alla difesa. Concepito anche come un aereo da attacco leggero lo Yak potrebbe diventare, secondo gli analisti. un “moltiplicatore di forza” se impiegato a difesa di siti sensibili e strutture militari o basi aeree da attacchi lanciati con droni e missili da crociera. Intercettandoli e abbattendoli, come gli israeliani hanno fatto con i droni iraniani, e come gli americani continuano a fare con i droni lanciati dagli Houthi dello Yemen nel Mar Rosso.

Un secondo ruolo determinante che lo Yak potrebbe svolgere è quello del supporto aereo ravvicinato attraverso la vasta combinazione di armamenti con cui può essere equipaggiato: un cannone da 23 mm, bombe a caduta libera da 250 e 500 kg, lancia razzi da 80, 122 e 330 mm, bombe guidate Kab-500, missili guidati aria-superficie Kh-29 e i prima citati missili R-73. Lo Yak-130 può anche trasportare due pod per guerra elettronica sulle estremità delle ali. Rendendolo, senza dubbio, dell’aereo da combattimento più efficace, per non dire “efficiente”, della flotta aerea iraniana.

Gli addestratori armati nel complesso della forza aerea iraniana

Secondo le indiscrezioni, attualmente la Russia ha completato la consegna di 12 addestratori Yak-130 all’Iran, e gli analisti militari esteri datavano la consegna delle prime due cellule al 2023.

In attesa dell’arrivo dei moderni Sukhoi Su-35S, caccia multiruolo pesanti russi appartenenti alla generazione 4++, attualmente la flotta dell’IRIAF può contare su oltre 90 velivoli di fabbricazione statunitense, tra cui sono i già menzionati F-14 Tomcat, dei vecchi F-4 Phantom II, dei F-5 Tiger; su una ventina di MiG-29, e su almeno 35 cacciabombardieri di fabbricazione sovietica prodotti sempre dalla Sukhoi. Parliamo di Su-22, Su-24 e Su-25.

Fino ad ora Teheran ha sviluppato una forza aerea basato su droni e missili, piuttosto solida, ma non ha mai potenziato adeguatamente la sua forza aerea per elevarla a quella di una vera potenza internazionale capace – dimostrerebbe il seccasse dell’ultima incursione israeliana – di opporsi e difendere non solo spazio aereo iraniano, ma di impedire la distruzione di sistemi di difesa antiaerea che non sono stati anch’essi in grado di fermare agli israeliani nella corsa sugli obiettivi prefissati. Molti nel cuore del territorio iraniano.

I 24 caccia Sukhoi Su-35S che Teheran avrebbe accordato di ricevere (o costruire su licenza) dalla Russia rappresenteranno sicuramente un risorsa importante per la difesa iraniana. Per ora, ci sono gli Yak.

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