La Svezia antirussa compra gli aerei…dei Brics: via libera all’accordo col Brasile

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Difesa /

La Svezia neo-entrata nella Nato e nuovo bastione del contenimento atlantico della Russia, da tempo capace di provvedere con i suoi apparati nazionali alla fornitura delle proprie forze armate, puntella la sua aeronautica guardando ai Brics, ovvero il campo ritenuto più distante dell’Occidente, per la precisione al Brasile.

Nella giornata del 9 novembre il ministero della Difesa di Stoccolma ha infatti comunicato che il Paese scandinavo ha concluso con la brasiliana Embraer per rifornire le sue forze armate con gli aerei da trasporto C-390. Ad oggi la Svezia opera con una flotta di aerei da trasporto C-130 Hercules di progettazione americana prodotti nel Paese con il nome di Tp-84.

L’accordo siglato a Natal durante la visita in Brasile del titolare della Difesa Pål Jonson e il suo incontro con l’omologo José Mucio, segna l’avanzamento della proiezione del “Millennium”, il versatile aereo del gigante sudamericano capace di trasportare un personale di 80 uomini equipaggiati o 26 tonnellate di carico, e racconta molto sia delle prospettive della Difesa dell’ultimo entrante della Nato che della proiezione dell’Europa a una più strutturata politica di Difesa.

Il C-390 è sempre più popolare nel campo europeo della Nato. Infatti equipaggia dal 2022 l’Aeronautica Militare Portoghese e, da settembre, quella dell’Ungheria oltre, ovviamente, alle forze armate di Brasilia. E in futuro, oltre alla Svezia, altri due Paesi Nato si rivolgeranno al Brasile per la fornitura: Repubblica Ceca (contratto concluso a ottobre di quest’anno) e Olanda (accordo nel 2022 per 5 aerei). A cui si aggiungeranno altri due Stati, Austria e Corea del Sud, a certificare il successo commerciale dell’aereo dell’Embraer.

Notevole sottolineare, inoltre, che la Svezia abbia accordato col Brasile la fornitura di 9 caccia Gripen della Saab in cambio della fornitura dei C-390, aumentando così la sua proiezione commerciale nel settore dell’aeronautica e della Difesa. Restano, però, dubbi operativi e strategici non tanto sul C-390 brasiliano, che si è mostrato affidabile, ma sulle scelte dei Paesi europei che in questo caso sono stati conquistati dall’ottimo rapporto qualità-prezzo e dalla capacità operativa dell’aereo Embraer.

Se da un lato si parla molto di rafforzare la deterrenza europea, specie contro la Russia, e di fare economia di scala tra produttori per alzare l’asticella della capacità dell’industria continentale di far fronte a una vera e propria “economia di guerra“, come ha ricordato il recente rapporto sulla competitività di Mario Draghi, dall’altro le spese per la Difesa sono una parte di un complesso di investimenti pubblici ampio. E devono fare i conti con le necessità di ottimizzare le risorse. Cosa che spesso spinge a rivolgersi al procurement da fonti esterne. Un dato di cui tenere conto quando invece degli aerei da trasporto si parlerà del nerbo delle forze armate in riarmo dell’Europa odierna.