L’importante azienda britannica nel settore della difesa Bae System ha recentemente firmato un accordo con il governo ucraino per la produzione e riparazione di armamenti. Le autorità di Mosca hanno reagito negativamente alla notizia, asserendo di considerare la fabbrica che verrà aperta dall’azienda come un obiettivo militare legittimo.

Lo spostamento della produzione in Ucraina

Durante la prima fase dell’invasione russa dell’Ucraina, il principale scopo dei supporter di Kiev è risultato essere la preservazione della sovranità statale e dell’indipendenza del paese. Ciò si è tradotto nell’invio di sistemi d’arma aventi utilità prettamente difensiva, quali sistemi anticarro Atgm come i Javelin. A seguito della vittoria Ucraina nella battaglia di Kiev, la priorità è divenuta il ripristino della sovranità ucraina su tutti i territori occupati. A tal proposito gli alleati dell’Ucraina hanno iniziato rifornire le forze armate di sistemi d’arma in grado di porre in essere manovre offensive, atte a liberare il territorio attualmente occupato dalle forze russe. Tuttavia è risultata sin da subito chiara l’impossibilità di ottenere una vittoria in tempi brevi, ribadita anche dallo stesso generale Zaluzhny, comandante dell’esercito ucraino, il quale in un suo articolo ha affermato che il 2023 sarebbe stato un anno interamente dominato dalla guerra. A tal proposito, diversi analisti occidentali quali Luke Coffey, hanno consigliato di porre in essere politiche volte a prepararsi ad una lunga guerra, suggerendo di sviluppare un programma volto a costruire e riparare l’equipaggiamento necessario all’Ucraina, sostenendo le operazioni di Kiev nel lungo termine.  

Diverse aziende europee hanno pertanto comunicato la propria volontà di aprire stabilimenti produttivi in Ucraina, tra cui la tedesca Rheinmetall, la quale ha indicato di voler aprire un centro di riparazione di carri armati in Ucraina. Al contempo sono attualmente in corso trattative tra Kiev e la Svezia, volte ad avviare la produzione di veicoli da combattimento CV90 sul suolo ucraino. Tuttavia il passo più importante è sinora stato mosso dal colosso britannico Bae System, uno dei leader mondiali nel settore della difesa, nonché azienda costruttrice di alcuni dei principali sistemi d’arma occidentali, quali i veicoli Bradley, gli obici M777 e le portaerei di classe Queen Elizabeth. L’azienda ha infatti annunciato nel mese di maggio l’apertura di un ufficio in Ucraina, durante il relativo meeting il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di voler rendere l’Ucraina un hub per la riparazione di prodotti Bae, affermando come Kiev sia interessata alle relazioni globali dell’azienda. Recentemente le parti hanno ulteriormente approfondito le proprie relazioni siglando un accordo relativo allo stabilimento in Ucraina di un centro per la produzione di obici leggeri L119, nonché alla riparazione di sistemi d’arma e alla fornitura di pezzi di ricambio.

L’impatto di tale mossa

L’annuncio dell’accordo è stato salutato in maniera profondamente negativa a Mosca. Il Cremlino ha comunicato ufficialmente che il centro della Bae rappresenterà “un obiettivo militare legittimo”, d’altro canto l’azienda ha già dichiarato di essere pronta ad affrontare i rischi derivanti dallo stabilimento della produzione in Ucraina. La mossa della Bae rappresenta un evento assai rilevante, in grado di impattare non solo sul prosieguo del conflitto, ma anche sulla successiva ricostruzione ucraina. In relazione al primo elemento, la costruzione di un sistema elevato numero di centri per la produzione e la riparazione di armamenti rappresenta un elemento centrale nell’ottica della strategia d’attrito ucraina, volta ad esaurire progressivamente le forze russe. Tali centri consentono infatti di sostituire e limitare le perdite delle forze di Kiev, ponendo quest’ultima in una posizione di attrito favorevole. 

Sotto il secondo profilo la mossa della Bae rappresenta un precedente virtuoso, in grado di fare da apripista agli investimenti occidentali in Ucraina. Kiev ha storicamente sofferto la scarsità di investimenti esteri dovuta alla pervasiva corruzione nel paese, i quali hanno di conseguenza impedito all’Ucraina di accedere al know how e alla liquidità occidentale, con grave pregiudizio per il proprio settore della difesa e il proprio settore energetico, mai sfruttato al massimo del suo potenziale. La decisione da parte di un colosso nel settore della difesa quale la Bae, di investire in Ucraina al netto dei rischi per la sicurezza, rappresenterà certamente un elemento in grado di spingere altre aziende del settore a fare lo stesso, contribuendo a migliorare significativamente l’approvvigionamento dell’esercito ucraino. Il costante arrivo di aziende appartenenti al settore della difesa, unito al costante potenziamento dell’esercito ucraino, saranno inoltre in grado di garantire nel lungo termine una crescita degli investimenti esteri anche in altri settori, contribuendo alla ricostruzione economica del paese.