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La stampa britannica riferisce che due sottomarini nucleari d’attacco cinesi della classe Type 093, o “Shang” in codice Nato, hanno seguito il gruppo d’attacco (Csg – Carrier Strike Group) della portaerei Hms Queen Elizabeth mentre navigava nel Pacifico Occidentale.

L’unità inglese, insieme al suo Csg misto (sono presenti anche navi da guerra di Olanda e Stati Uniti) è impegnata in una crociera operativa – la prima in assoluto in Estremo Oriente – che la porterà sino alle coste nipponiche. Durante il suo transito nelle acque del Mar Cinese Meridionale la portaerei è stata “tallonata” da due sottomarini nucleari da attacco della marina cinese, che hanno cercato di non farsi individuare, ma a quanto pare sono stati rilevati dagli operatori sonar a bordo delle fregate Type 23 (la Hms Kent e la Hms Richmond) che proteggono il Csg.

Secondo quanto riferito, gli operatori del sonar “hanno lavorato a uno schema di scansione congiunto e hanno ottenuto il contatto sotto la superficie” a sei ore dall’uscita dal Mar Cinese Meridionale. Con il sonar attivo a bassa frequenza tipo 2087 installato a bordo delle fregate Type 23, non dovrebbe essere difficile rilevare i contatti subacquei. Si tratta quindi di due battelli della classe Shang da 6/7mila tonnellate di dislocamento in immersione, armati con sei tubi lanciasiluri da 533 millimetri e si presume che siano equipaggiati con una gamma di siluri antisom e anti-superficie con guida a cavo, acustica e wake-homing, basati su progetti cinesi e russi. I tubi lanciasiluri possono essere utilizzati anche per lanciare missili antinave YJ-82 indigeni e secondo alcuni rapporti potrebbero avere anche la capacità di lanciare missili da crociera da attacco terrestre (Lacm) attraverso un sistema Vls (Vertical Launch System), ma non si trovano conferme in merito.

La Royal Navy si aspettava questo tipo di attività da parte dei sottomarini cinesi che ha fatto da corollario a quella delle sue navi spia che hanno seguito la portaerei nel suo passaggio in quelle acque contese. “La Cina sta facendo crescere rapidamente le sue forze subacquee e non dobbiamo sottovalutarle, ma non hanno l’esperienza degli equipaggi dei sottomarini statunitensi e britannici che hanno sviluppato a seguito delle operazioni durante la Guerra Fredda negli spazi oscuri e profondi dell’Atlantico”, ha affermato una fonte della marina britannica.

“Pechino sta schierando sottomarini per rafforzare il suo più ampio intento di raggiungere lo status di superpotenza e dominare ile vie commerciali che attraversano il Pacifico, in contrasto col diritto internazionale” ha concluso.

La Pla-Navy, la marina cinese, attualmente ha sei (o sette) sottomarini classe “Shang” entrati in servizio a partire dal 2006: due classe Shang I (Type 093), uno (o due) classe Shang II (Type 093A) e tre classe Shang III (Type 093B). Con un equipaggio di 85 persone, possono rimanere in mare per 80 giorni.

Si ritiene che un sottomarino britannico della classe Astute, che viaggia col Csg della Hms Queen Elizabeth (anche la Royal Navy, così come la marina statunitense, aggrega almeno un Ssn ai propri gruppi di attacco di portaerei) abbia identificato un terzo battello tipo “Shang”.

Gli operatori sonar possono identificare la maggior parte delle navi da guerra e dei sottomarini dal suono generato dalle eliche: un’impronta acustica che è distintiva e unica per ogni singola unità, anche all’interno della stessa classe, che viene raccolta in una “biblioteca digitale” di suoni sottomarini.

La Cina ha attualmente 66 unità subacquee di vario tipo, più della U.S. Navy e della Royal Navy, sebbene non disponga ancora del vantaggio numerico per quanto riguarda il numero di vascelli a propulsione nucleare da attacco (Ssn) o lanciamissili balistici (Ssbn), né, a quanto pare, il vantaggio tecnologico in termini di silenziosità.

La crociera della portaerei britannica, alla guida di un gruppo navale formato da altre sei unità di superficie inglesi, una sottomarina, un cacciatorpediniere statunitense e una fregata olandese, rappresenta la prima per la nave ammiraglia della Royal Navy e assume un significato politico molto particolare proprio per la sua destinazione. Oltre al passaggio nei mari contesi del Pacifico Occidentale, che come abbiamo visto viene attentamente seguito dalla Cina che ne rivendica la sovranità, la sua destinazione finale, il Giappone, è significativa perché Londra, contestualmente al viaggio, ha deciso, proprio in un annuncio congiunto con Tokyo, che schiererà in modo permanente due navi da guerra nella regione entro la fine di quest’anno unitamente al dispiegamento anche di un Littoral Response Group, un’unità di marine addestrati a intraprendere missioni tra cui evacuazioni e operazioni antiterrorismo.

Il Csg, ora che ha attraversato il Mar Cinese Meridionale, è diretto verso la Corea del Sud dove, a fine agosto, si terrà il Pacific Future Forum proprio a bordo della portaerei britannica, che successivamente salperà alla volta di Yokosuka, porto nipponico che è sede del comando della Settima Flotta e homeport della portaerei statunitense Uss Ronald Reagan. Qui è previsto che gli F-35B inglesi verranno sbarcati temporaneamente su una base dell’aeronautica giapponese per partecipare a esercitazioni congiunte. La nave, dopo a aver fatto il periplo dell’arcipelago, si addestrerà con le marine nipponica e statunitense prima di riprendere la rotta verso il Regno Unito.

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