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Difesa

La nuova fregata di Singapore: pochi uomini, tanti droni integrati e l’Intelligenza artificiale a manovrarli

Singapore vara una nuova fregata in grado di fungere da nave madre per tutti i tipi di droni, e la costruisce in tempo record.




Il 21 ottobre scorso, i cantieri navali Benoi di ST Engineering, Singapore, hanno varato una nuova fregata che rappresenta la più moderna e grande mai costruita nella città-Stato asiatica. Il programma, denominato MRCV (Multi-Role Combat Vessel), prevede la costruzione di sei unità per rafforzare “la capacità di Singapore di salvaguardare le nostre linee di comunicazione marittime” e per contribuire “all’architettura di sicurezza regionale e agli sforzi internazionali per garantire che il nostro accesso al mare rimanga senza ostacoli”, come si può leggere in un comunicato stampa del ministero della Difesa.

La MRCV – battezzata “Victory” – combina le capacità di combattimento di una moderna fregata con una caratteristica per il momento unica nel panorama navale internazionale: l’integrazione di droni e intelligenza artificiale che la fanno diventare una sorta di nave madre per un’ampia gamma di sistemi senza pilota.

La “Victory”, che ora è stata trasferita ai cantieri navali Gul per l’allestimento, potrà infatti operare con UAV (Unmanned Air Vehicle), USV (Unmanned Surface Vehicle) e AUV (Autonomous Underwater Vehicle). I droni saranno molto probabilmente gestiti dal sistema a intelligenza artificiale installato a bordo, come riferito dal dicastero della Difesa, e messi a mare da poppa, dove si trova un sistema di carico e recupero che gestisce imbarcazioni più piccole e USV. Una gru svolge lo stesso compito sui fianchi della nave. UAV e un elicottero di medie dimensioni utilizzano invece l’ampio ponte di volo poppiero. L’armamento della nave da guerra include un cannone navale Leonardo Strales da 76 mm, due postazioni d’arma telecomandate Rafael Typhoon MK 30C e missili MICA NG e Aster 30 B1NT per la difesa aerea rispettivamente a corto/medio e lungo raggio, ma Singapore non ha rivelato quali vettori antinave armeranno la fregata, anche se è probabile che si tratti dei Blue Spear della Proteus.

Il ruolo dell’Intelligenza artificiale

I vascelli MRCV hanno una lunghezza di 150 metri e un dislocamento di 8mila tonnellate circa (altre fonti riportano 8.300), e hanno un’autonomia operativa superiore a 7mila miglia nautiche, il doppio di quella delle fregate di classe Formidable, e un’autonomia di oltre 21 giorni. Sono state costruite seguendo un approccio modulare, per poter rapidamente riconfigurarle a seconda della tipologia di missione da svolgere. In particolare sappiamo che sono passati solo 12 mesi dall’impostazione al varo della “Victory”, grazie all’ausilio dalla modellazione 3D e dall’“accoppiamento digitale” in fase di progettazione, che ha permesso di testare la nave in un ambiente virtuale e di perfezionarla prima dell’inizio della costruzione vera e propria, senza la necessità di prototipi fisici costosi e dispendiosi in termini di tempo. Ulteriori contributi progettuali sono stati forniti anche da Danimarca e Svezia, che hanno presentato proposte che sono state inserite nel programma nella fase iniziale.

Non è ancora chiaro il tipo di intelligenza artificiale montata nei sistemi di bordo, che come accennato dovrà gestire i sistemi di combattimento compresi quelli unmanned e autonomi, ma sappiamo che l’unità ha un’automazione spinta che riduce l’equipaggio a meno di 100 uomini: soluzione determinata dalle poche risorse umane disponibili per Singapore.

Le unità MRCV utilizzano una propulsione elettrica integrata, che combina motori diesel con motori elettrici, e possono raggiungere una velocità massima di oltre 22 nodi. In questa configurazione i motori diesel generano elettricità, che viene poi utilizzata sia per la propulsione sia per alimentare altri servizi e sottosistemi. Anche in questo caso non si conosce la potenza installata, che dovrà essere considerevole in quanto l’automazione spinta, i sistemi elettronici e di combattimento, impiegano molta energia.

Non è nemmeno chiaro il tipo esatto di droni che saranno impiegati sulle fregate. Singapore utilizza già l’USV Maritime Security (MARSEC), ma sta anche investendo in nuovi sistemi per integrarli o sostituirli. I disegni dell’MRCV sembrano anche mostrare l’utilizzo dei droni V60, uno UAV a decollo e atterraggio verticale prodotto localmente e già utilizzato dalla marina di Singapore per la sorveglianza. Si ritiene probabile che altri droni più potenti saranno impiegati a bordo delle nuove unità navali.

Le strategie di Singapore

Vale la pena inquadrare l’unità nella strategia di difesa di Singapore. La sua posizione geografica, nel Mar Cinese Meridionale in prossimità dell’imbocco dello Stretto della Malacca, pone il Paese in una regione di tensioni legate alla politica cinese di nazionalizzazione della quasi totalità di quello specchio d’acqua, che potrebbe mettere a rischio, se compiuta, le linee di navigazione. Tenendo presente che Singapore ha solo 6 milioni di abitanti, le sue forze armate non possono essere consistenti. Pertanto, ove possibile, si è fatto ricorso a sistemi autonomi, unmanned e ad automazione spinta (come nel caso delle MRCV).

Pertanto l’architettura di difesa marittima di Singapore utilizza già i droni per il pattugliamento, che vanno a integrarsi con assetti aerei come il P-8 “Poseidon” e di superficie come le fregate, e nel caso delle MRCV abbiamo osservato come abbiano una spiccata propensione anti-aerea e ASuW (Anti Surface Warfare). Un approccio molto simile lo si è già osservato nel conflitto ucraino, dove la marina di Kiev, composta esclusivamente da assetti leggeri e unità sottili, è stata in grado di ridurre considerevolmente le capacità della Flotta Russa del Mar Nero (peraltro rinforzata con unità provenienti da altri distretti) grazie all’utilizzo combinato di missili antinave, droni di vario tipo, e assetti aerei.

Integrando “by design” droni di diverse tipologie, la nuova unità sarà in grado di condurre una più ampia varietà di missioni su un’area più ampia rispetto a una nave da guerra tradizionale, cosa che altrimenti richiederebbe più unità con equipaggio. I droni amplieranno quindi la portata della nave sia in termini di sorveglianza che, potenzialmente, di lancio di attacchi diventando così, per riassumere, un moltiplicatore di forza sul mare. Le MRCV sostituiranno le attuali corvette missilistiche di classe Victory e saranno consegnate progressivamente a partire dal 2028.

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