diventa reporter con NOI ENTRA NELL'ACADEMY
Difesa /

È la nave-spia della flotta russa più studiata. Un vero e proprio “osservato speciale” che naviga dalle coste dei mari del Nord fino alle bollenti acque del Golfo Persico. Dove serve un intervento urgente e legato ai fondali, tendenzialmente avvolto nel mistero, lei c’è. E il suo arrivo è sempre visto con preoccupazione dalle forze Nato, che si interrogano sulle reali intenzioni di un’imbarcazione che, nella migliore delle ipotesi, è lì solo per guardare e provocare le altre Marine. Nel peggiore dei casi, invece, si posiziona dove sono presenti i cavi sottomarini e inizia a controllare comunicazioni, studiarne i tracciati fino ad arrivare a sabotarli.

La nave in questione è la Yantar, e la sua presenza è stata segnalata dall’esperto H.I. Sutton rimbalzando sui maggiori media britannici. I giornali del Regno se ne stanno interessando perché la nave-spia della Russia è stata segnalata nelle acque della Manica. E dopo settimane in cui si è mossa nell’Atlantico costeggiando l’Irlanda, adesso si è posizionata in quel tratto di mare tra le coste inglesi e quelle francesi che è fondamentale non solo per il passaggio delle navi militare britanniche, ma soprattutto per la presenza di cavi sottomarini che collegano sia le coste europee con il Regno Unito, sia l’Europa e la Gran Bretagna agli Stati Uniti. Canali di comunicazione di fondamentale importanza, in grado di collegare le principali potenze Nato oltre che alimentare il sistema internet di tutto il Regno.

La presenza della Yantar in un’area come quella della Manica non è, in sostanza, un affare secondario per Londra. Già ad agosto la nave-spia si era mossa seguendo il tracciato di diversi cavi sottomarini mettendo in allerta le Marine coinvolte nel controllo di queste infrastrutture strategiche, in particolare quella irlandese. Ma il vero problema è che nessuno in questo momento è in grado di dire con certezza cosa stia facendo. Soprattutto perché la Yantar, a differenza delle navi formalmente “oceanografiche”, spegne ciclicamente il suo sistema di tracciamento satellitare. Per giorni interi la nave diventa completamente invisibile, e appare solo quando decide di attivare l’AIS e mostrare al mondo dove si trova.

Il messaggio inviato dalla Russia al Regno Unito sembra in ogni caso chiarissimo. Anche se non si conoscono le reali intenzioni dell’equipaggio della nave-spia. Partita dalla base di Olenya Guba, la Yantar si trova nella Manica probabilmente per due motivi. Da una parte vedere come reagisce la Royal Navy: cosa che il Cremlino decide di fare regolarmente così come quando “testa” le reazioni dell’aviazione britannica mentre sorvola i cieli vicino alla Scozia e alle coste orientali dell’Inghilterra. Dall’altra parte, dopo aver testato la reazione britannica, la nave sembra quasi voler mettere in guardia Londra dalla possibilità che Mosca possa colpire i cavi sottomarini in qualsiasi momento. Ipotesi che non può essere certamente presa sotto gamba, dal momento che la nave è costruita anche con lo scopo di colpire sui fondali. La Yantar, infatti, tra i vari mezzi a disposizione, ha anche un piccolo sottomarino che, all’occorrenza, può essere usato per tranciare i cavi. Ed è anche per questo che, ovunque si trova, provoca la preoccupazione di qualsiasi Marina coinvolta. Da quella degli Stati Uniti, che nel 2015 individuò la nave russa al largo di Cuba, fino alle forze Nato del Mediterraneo, che nel 2016 si trovarono il gioiello russo tra Cipro e Siria intenta a “osservare” le acque bollenti davanti Latakia. L’ultimo episodio, non lontano da dove si trova ora la nave-spia, è stato nel 2020, quando l’imbarcazione russa si presentò davanti alla base francese di Cherbourg poco prima che la Marine National testasse i sottomarini classe Suffren. Un “saluto” che a Parigi trovarono sicuramente poco piacevole, anche se dalla Difesa francese hanno smentito qualsiasi collegamento.