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Difesa

La “Lampreda” di Lockheed Martin: il veicolo sottomarino che sorveglierà gli abissi

Lamprey, il nuovo veicolo sottomarino autonomo multi-missione, esemplare di una nuova classe di mini-sommergibili intelligenti.

L’azienda statunitense Lockheed Martin ha presentato il suo veicolo sottomarino autonomo multi-missione “Lamprey”, esemplare di una nuova classe di mini-sommergibili intelligenti con capacità furtive, altamente flessibili nella configurazione e progettati per sorvegliare e ostacolare le forze nemiche nel dominio marittimo.

Simile a un missile da crociera stealth capace di muoversi nelle profondità e a ridosso della superficie del mare, il Lamprey MMAUV ha dimostrato in esercitazione le sue capacità di manovra e sorveglianza autonoma. Grazie al suo “design aperto” e al vano di carico di circa 7 metri cubi, la piattaforma può ospitare un’ampia gamma di payload per la guerra sottomarina, la sorveglianza dei fondali e il lancio di droni aerei destinati al monitoraggio di unità navali, inserendosi nello scenario che prevede la proliferazione di sistemi autonomi di sorveglianza, difesa e offesa dispiegati negli abissi.

“Costruito per rispondere alle esigenze della Marina degli Stati Uniti in termini di operazioni segrete, accesso garantito e interdizione del mare, il Lamprey MMAUV può arrivare in teatro operativo con una batteria completamente carica. Imitando la natura, può agganciarsi a una nave di superficie o a un sottomarino ospite, utilizzare idrogenatori per ricaricare le batterie e presentarsi pronto all’impiego“.

Il sistema può svolgere “un’ampia gamma di missioni, tra cui la produzione di effetti cinetici e non cinetici sottomarini e aerei; attività di intelligence, sorveglianza, ricognizione, targeting e raccolta dati multi-intelligence; e il dispiegamento di equipaggiamenti sul fondale marino”, spiegano dall’azienda, che non ha però rilasciato dettagli su autonomia, velocità o altre specifiche. Sono stati diffusi invece video computerizzati che ne illustrano l’impiego operativo: i rendering mostrano unità Lamprey attivarsi sui fondali come “cellule” di una rete di sorveglianza pronte all’uso, oppure essere rilasciate da un sottomarino convenzionale. Le configurazioni visibili suggeriscono la presenza di tre lanciatori retrattili a doppio tubo capaci di rilasciare dalla superficie fino a sei droni, oppure la possibilità di trasportare siluri leggeri in un vano interno.

Nel ruolo di sorvegliante degli abissi, il sistema può trasportare una suite di sensori comprendente sonar, rilevatori passivi di segnali a radiofrequenza e apparati ottici impiegabili sia in immersione sia vicino alla superficie, per raccogliere dati da trasmettere ad altre unità sottomarine, navali o persino aeree. Una simulazione mostra infatti la trasmissione di informazioni a un caccia F-35 Joint Strike Fighter che, una volta identificato e acquisito l’obiettivo, lancia un missile contro una nave ostile.

Secondo analisti specializzati in sistemi subacquei, il dispiegamento di tecnologie come il Lamprey apre scenari operativi inediti, soprattutto se si considera la possibilità che navi e sottomarini possano trasportare veri e propri branchi di questi veicoli — paragonabili a dei veri “parassiti” tecnologici — da rilasciare in aree marittime sensibili per localizzare asset avversari.

Questa nuova generazione di mezzi sottomarini senza equipaggio potrebbe rivelarsi decisiva per monitorare movimenti navali su vaste aree marine, costiere e subacquee, consentendo alle forze che li impiegano di schierare asset solo dove realmente necessario.

Secondo The War Zone, la capacità di attracco del Lamprey potrebbe persino ampliarne il potenziale offensivo qualora fosse impiegato per “agganciarsi a navi nemiche ed esplodere come una mina a patella”. Un simile attacco potrebbe creare scompiglio in un porto o bloccare uno stretto marittimo, riprendendo in chiave moderna tattiche della guerra asimmetrica subacquea, dalla Xª MAS in poi, e adattandole alle strategie osservate nel Mar Nero, dove unità ucraine utilizzano estensivamente sistemi senza equipaggio — aerei, navali e subacquei — contro basi russe in Crimea.

Lo sviluppo di nuovi veicoli autonomi come il Lamprey, insieme ai siluri Copperhead associati al mini-sottomarino senza equipaggio Ghost Shark prodotto da Anduril, indica chiaramente che la Marina statunitense, e i suoi principali alleati, puntano su piattaforme subacquee modulari e indipendenti per espandere le proprie capacità operative su più fronti. La crescita di sistemi senza equipaggio di vari livelli dimostra inoltre il valore strategico attribuito ai droni che, negli ultimi quattro anni, non stanno rivoluzionando soltanto le tattiche nei domini aereo e terrestre, ma anche quelle della guerra navale e sottomarina.

Lo sviluppo di tecnologie militari d’avanguardia e il loro schieramento deciderà le sorti delle guerre future. Conoscerle, analizzarle, e cercare di spiegare la loro importanza e il ruolo che svolgono nei conflitti è parte del nostro sforzo quotidiano. Se vuoi approfondire queste tematiche ed essere sempre aggiornato sugli sviluppi nell’ambito della Difesa, segui InsideOver, e sostieni il nostro lavoro, abbonati oggi!

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