In netta controtendenza rispetto al crollo storico che ha travolto il Kospi, il principale indice azionario della Corea del Sud che, prima dello scoppio della guerra in Iran, stava attraversando un momento magico, le azioni delle aziende della Difesa sudcoreane hanno registrato rialzi clamorosi, in certi casi anche oltre il 25%.
Il motivo è da ricercare nell’alta instabilità in Medio Oriente, una situazione che ha spinto numerosi governi regionali a rafforzare il proprio spazio aereo acquistando nuovi armamenti. Proprio come era già accaduto con il conflitto in Ucraina, anche in questo caso tra i principali fornitori di sistemi militari figurano le aziende sudcoreane.
Una su tutte, in particolare, merita menzione: Lig Nex1. Il suo prodotto di punta? Il Cheongung-II. Si tratta di un efficace e interessante sistema di difesa missilistica a medio raggio che la società con sede a Seongnam-si, nella provincia di Gyeonggi, ha già venduto ad Arabia Saudita, Iraq ed Emirati Arabi Uniti. E che, soprattutto, è molto più economico dei suoi diretti concorrenti.
Il ritorno della K-Defence
Come ha spiegato Yoo Yong Won, membro della Commissione Difesa dell’Assemblea nazionale sudcoreana, il Cheongung-II, che svolge un ruolo simile agli intercettori a medio raggio Patriot Pac-3 utilizzati dagli Stati Uniti e dai loro alleati, ha dimostrato un tasso di successo del 96% contro gli attacchi missilistici e dei droni iraniani.
Fino a pochi giorni fa il sistema non era mai stato testato in una situazione di guerra reale. Adesso che ha dimostrato il suo valore sul campo, Lig Nex1 si aspetta una crescita della domanda alimentata dai governi mediorientali e pure da quelli europei. I risultati finanziari parlano chiaro: le azioni della società specializzata nella difesa missilistica sono quasi del 47% più alte rispetto a prima dell’inizio del conflitto.
Non è difficile capire il perché. Negli attuali sviluppi della guerra in Iran, gran parte delle operazioni riguardano il lancio di missili e la (contro) reazione dei sistemi di difesa. Ecco che, in un contesto del genere, le difese anti missile hanno assunto un ruolo centrale, dato che Teheran continua a lanciare ondate di missili balistici e droni verso svariati Paesi della regione. Il risultato è ovvio: questi ultimi Stati fanno affidamento sui sistemi di intercettazione per proteggere i rispettivi spazi aerei e le infrastrutture strategiche.
Il “Patriot low cost” Made in Korea
Come ha spiegato il Financial Times, i missili intercettori sono costosi e realizzati in piccoli volumi. Lockheed Martin, che produce il Patriot Pac-3, nel corso del 2025 ne ha sfornati solo 620 (al costo di 3,7 milioni di dollari ciascuno). I tempi di consegna, per di più, si aggirano in una finestra compresa tra i quattro e i sei mesi: troppo per chi ha bisogno ora e subito di un ombrello difensivo.
Dal canto suo Lig Nex1 è fiduciosa di poter espandere rapidamente la capacità produttiva dei suoi Cheongung-II (costo: circa 1,1 milioni di dollari a missile). I colossi sudcoreani della K-Defence sono molto bravi a rispettare le scadenze, offrendo per altro un buon rapporto qualità-prezzo.
Ne sanno qualcosa i membri della Nato che si sono rivolti a loro. Nel 2022, per esempio, la Polonia ha acquistato carri armati Hyundai Rotem, obici K9 e razzi Chunmoo da Hanwha Aerospace per un valore di 22 miliardi di dollari, oltre a caccia FA-50 da Korea Aerospace Industries. Nel 2025 Varsavia ha effettuato un secondo ordine per altri 180 carri armati Rotem per un valore di 6,5 miliardi di dollari.
E ancora: la Norvegia ha firmato un contratto da 2 miliardi di dollari per ottenere il sistema missilistico Chunmoo (preferendolo all’Himars statunitense), e anche l’Estonia ha accettato di acquistare lanciarazzi Chunmoo per un valore totale di 290 milioni di euro.
Il successo del Cheongung-II rappresenta soltanto la punta dell’iceberg. Già, perché le aziende della Difesa sudcoreane hanno dato vita a un vero e proprio ecosistema integrato. Una batteria del sistema anti missilistico Cheongung-II comprende infatti un radar, una stazione di controllo dell’ingaggio e quattro lanciatori trasportatori-erettori. Lig Nex1 è responsabile dell’intero sistema e dei missili intercettori, Hanwha Systems fornisce il radar, mentre Hanwha Aerospace, la principale azienda della Difesa sudcoreana, si occupa dei lanciatori.