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Difesa

La guerra senza limiti cinese: il confronto sarà nello spazio e nello spettro elettromagnetico

L'U.S. Space Force lancia l'allarme sulla guerra senza limiti cinese che entro il 2040 includerà lo spazio e lo spettro elettromagnetico
La Cina è pronta a lanciare lo Shenzhou VIII

Una petroliera si dirige senza controllo verso terra, arenandosi sulla spiaggia tra il terrore dei bagnanti. Automobili elettriche, impazzite, si schiantano a grande velocità le une contro le altre. Le comunicazioni si interrompono così come l’energia elettrica e l’erogazione dei carburanti nelle stazioni di servizio. L’intero sistema del Paese collassa, gettando nel panico la popolazione che si abbandona alla violenza, regredendo a una condizione primordiale di assenza di leggi. Solo una fantasia cinematografica? Secondo qualcuno potrebbe essere uno scenario non molto lontano dalla realtà, e questo qualcuno è la U.S. Space Force, la forza armata statunitense che opera nel dominio spaziale occupandosi di un campo di battaglia che sta diventando sempre più fondamentale per la sopravvivenza di una nazione.

Il Servizio, che la prima amministrazione Trump ha voluto autonomo staccandolo dall’U.S Air Force con una scelta in controtendenza rispetto al resto del mondo, ha recentemente divulgato un rapporto in cui questo scenario raccontato nel film Il mondo dietro di te diventa plausibile. Il 15 aprile l’U.S. Space Force ha pubblicato un documento, intitolato Future Operating Environment 2040, in cui si espone la “visione concettuale di un futuro in cui i nostri sforzi per la superiorità spaziale dovranno confrontarsi con nuove tecnologie, nuove minacce, nuove missioni e nuove modalità di guerra”, con l’obiettivo di “stimolare una riflessione complessa, provocare un dibattito e, in definitiva, indirizzarci verso la tutela degli interessi nazionali nello spazio”. Il Servizio auspica che “sollevi interrogativi, non fornisca risposte, perché questo approccio è visionario e prevedere il futuro è difficile”. Ciò che è chiaro dal documento è che secondo i vertici militari “la Forza Spaziale di cui disponiamo oggi non è la Forza Spaziale di cui avremo bisogno per garantire la sicurezza del dominio spaziale del futuro”.

IA, armi non cinetiche e velocità di esecuzione

Il contesto predittivo è quello in cui l‘intelligenza artificiale (IA) e l’autonomia trasformeranno costellazioni satellitari, operazioni di prossimità orbitale e segmenti di terra in sistemi di combattimento adattivi in grado di percepire, decidere e agire alla velocità della macchina. Il futuro ambito operativo si espanderà oltre le orbite familiari, fino al sistema Terra-Luna, dove logistica, rifornimento e risorse diventeranno probabilmente strumenti di politica estera e di coercizione. Lo spettro elettromagnetico, a lungo considerato un mero strumento di altri domini, emergerà quasi certamente come terreno critico che potrà essere manipolato, conteso e potenzialmente decisivo.

Viene affermato che i metodi di guerra che gli avversari stanno preparando (in primis la Repubblica Popolare Cinese poi la Russia) premiano velocità, autonomia e ambiguità. Abbassano le soglie per gli attacchi cinetici e non cinetici, saturano l’ambiente fisico ed elettromagnetico e trasformano le piattaforme a duplice uso in armi di negazione della dimensione spaziale ed elettromagnetica. Questi metodi assomiglieranno a dense reti auto-riparanti di satelliti, ripetitori stratosferici ad alta quota in movimento, droni e agenti informatici che operano, riorientano in millisecondi e sopraffanno singoli punti deboli.

Il contesto strategico più ampio è caratterizzato dalla Guerra a Spettro Illimitato (Unrestricted Spectrum Warfare), un nuovo approccio integrato che combina azioni militari cinetiche, elettroniche e cibernetiche contro le infrastrutture spaziali con l’uso di strumenti diplomatici, economici e informativi del potere nazionale. Entro il 2040, il contesto operativo sarà caratterizzato da una competizione continua e difficile da individuare, al di sotto del livello di una guerra dichiarata.

Un’ampia zona grigia

Il confine tra pace e conflitto sarà sfumato a causa della continua attività elettromagnetica, delle operazioni informatiche e delle interferenze occulte nei livelli orbitali. Il dominio spaziale verrà cambiato attraverso un logoramento costante piuttosto che attraverso campagne decisive. Anche se non ci sarà una guerra di grandi dimensioni tra le potenze, emergerà un conflitto multidominio di lunga durata.

La situazione strategica sarà simile al periodo precedente la Prima Guerra Mondiale. I sommergibili e la nascente potenza aerea, che destabilizzarono il mondo all’inizio del XX secolo, saranno le diffuse capacità letali dirette alla connettività digitale e la dipendenza da un’automazione estesa. Gli eventi iniziali di escalation saranno principalmente basati su utilizzo di software e spettro radio piuttosto che su forze cinetiche. L’instabilità dei mercati verrà accompagnata da un aumento degli incidenti che generano detriti nell’orbita terrestre bassa. Gli attori del settore privato, che possiedono e gestiscono gran parte delle infrastrutture spaziali, assumeranno ruoli quasi sovrani, utilizzando difese attive e capacità preventive che spesso confondono il confine tra sicurezza commerciale e azioni dirette dallo Stato. Il confine tra civile e militare diventerà molto più sfumato: i ruoli del personale in uniforme, dei civili e dei sistemi autonomi saranno interconnessi e spesso indistinguibili nella pratica.

Le reti di intercettazione spaziale statunitensi continueranno ad avere capacità significative, ma saranno fragili sotto il peso delle continue interferenze. I comandanti avranno meno fiducia nel controllo degli obiettivi e nello stato dei nodi a causa delle complicazioni legate a falsificazioni, segnali ingannevoli e interruzioni occasionali, che complicheranno il processo decisionale. Le operazioni di lancio e le manovre in orbita saranno spesso ritardate, non per problemi di hardware, ma a causa di segnali ambigui e coercizione mirata, comprese le intimidazioni informatiche nei confronti del personale e delle loro famiglie. Il risultato complessivo sarà un’esitazione operativa e un ritardo rispetto all’avversario.

La guerra senza limiti cinese e i suoi riflessi nello spazio

La Repubblica Popolare Cinese, che dagli anni Novanta ha postulato la sua “Guerra senza limiti” come concetto di guerra ibrida a 360 gradi, oggi pone l’accento su velocità, scalabilità e resilienza attraverso l’utilizzo di architetture distribuite. I concetti di rete a strati integreranno piattaforme stratosferiche, sciami di nanosatelliti a basso profilo e ripetitori cislunari. I cicli decisionali saranno accelerati grazie a una stretta collaborazione uomo-macchina e a un ampio supporto dell’intelligenza artificiale. Azioni nella zona grigia – jamming che simula interferenze naturali, spoofing mascherato da errori di routine e interruzioni mirate della micro-catena di approvvigionamento presentate come richiami di prodotti – indeboliranno gradualmente la capacità e la volontà dell’avversario.

La pressione su Taiwan si manifesterà come una continua stanchezza operativa e attrito economico, piuttosto che come attacchi cinetici su larga scala. I flussi commerciali verranno talvolta interrotti tramite reti orbitali che segmentano i servizi di comunicazione e navigazione a livello regionale e funzionale.

Pechino, secondo il rapporto, sta investendo molto nelle capacità di Space Warfare ed EM non più come deterrenza, ma come strumento di combattimento attivo con la finalità di eliminare o degradare fortemente le pari capacità statunitensi. Uno scenario che potenzialmente, soprattutto se associato a un’altra minaccia ibrida rappresentata dalla guerra ai cavi sottomarini, potrebbe facilmente non solo disarticolare la space situational awareness USA, ma gettare l’intero Paese – e con esso gran parte dell’Occidente – nel caos, innescando – data la gradualità dell’escalation sottosoglia – anche un pericoloso cambio paradigmatico nelle relazioni internazionali con più Paesi, anche alleati e partner USA, che potrebbero decidere di affidarsi ai sistemi cinesi.

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