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Difesa

La gita misteriosa del Belgorod, il sottomarino russo che trasporta l’arma della fine del mondo

Intelligence Usa in allarme, per qualche giorno perso di vista il Belgorod russo, il più micidiale sottomarino al mondo.

Il sottomarino nucleare Belgorod è riaffiorato in superficie, al largo della base navale di Severodvinsk, dopo aver messo in allarme le intelligence della Nato che analizzato alcune foto scattate dai satelliti puntati sulla “segretissima”base subartica avevano trovato il molo “deserto”.

Ogni missione segreta o annunciata del sottomarino russo K-329 Belgorod, classificato come incrociatore lanciamissili sottomarino sviluppo del Progetto 09852 e codificato dalla Nato come “Oscar II”, genera preoccupazione nei servizi segreti occidentali: essendo non soltanto il più grande e potente sottomarino nucleare russo, ma l’unico vettore della Marina di Mosca in grado di trasportare il Poseidon. Uno dei sistemi d’arma più temuti della terra.

Secondo quando osservato dall’intelligence statunitense, tra le navi che hanno preso parte a quella che si è rivelata essere un’esercitazione in alto mare era proprio il Belgorord, modificato per lanciare il siluro autonomo Poseidon, una particolare arma capace di “inondare le città costiere degli Stati Uniti con tsunami radioattivi”. Gli analisti del Pentagono ritengono che i russi potrebbero aver incontrato difficoltà tecniche.

Ciò nonostante, il Belgorod, con o senza siluri Poseidon, rimane un vettore sottomarino estremamente temuto. Lungo 184 m e largo 18,2 m, con un dislocamento di oltre 14.700 tonnellate, può raggiungere una profondità di 520 m e non risalire in superficie per circa quattro mesi. Oltre al particolare sistema d’arma Poseidon il Belgorod può ospitare dei “mini-sottomarini” a propulsione nucleare per condurre operazioni segrete in acque profonde. Questi mini-sottomarini classe Paltus possono colpire” infrastrutture sottomarine” come cavi sommersi.

Spinto da due reattori ad acqua pressurizzata OK-650M.02, il Belgorod – più grande dei sottomarini balistici e missilistici guidati di classe Ohio dell’Us Navy – può raggiungere una velocità superiore a 32 nodi (50 km/h), trasportando sei siluri nucleari “Status-6” o lanciandone altrettanti convenzionali da tubi lanciasiluri da 533 mm.

Le armi di rappresaglia del Belgorod

Come spiegato in passato su questi schermi, il Belgorod è pensato per trasportare i missili Poseidon, concepiti come armi di rappresaglia, e appositamente progettati per “colpire il nemico” che portasse un attacco nucleare alla Federazione Russa. Il Belgorod potrebbe trasportare fino a otto siluri nucleari autonomi Poseidon, capaci di bypabassare le difese di una potenza militare come gli Stati Uniti, rimanendo addirittura in stad-by nelle profondità oceaniche per colpire autonomamente quando richiesto.

I funzionari statunitensi hanno affermato che la Russia non ha ancora testato con successo questo sistema d’arma, e il ritorno del ghiaccio nella regione subartica dove affaccia la base navale di Severodvinsk potrebbe limitare la finestra per svolgere le operazioni. Il test del siluro autonomo Poseidon, se annunciato o riscontrato, non farebbe altro alzare ulteriormente la tensione Washington e Mosca. Già ai “ferri corti” per l’abilitazione e il sostegno da parte della Nato per l’uso della armi sofisticate su obiettivi in territorio russo nel teatro della guerra in Ucraina.

Un’altra missione dei russi

La scorsa settimana il ministero degli Esteri di Cuba ha reso noto come tre navi ed un sottomarino della Marina russa sarebbero arrivati nel porto dell’Avana il 12 di giugno. Questa visita “non rappresenta una minaccia” per la regione caraibica, secondo il governo di Cuba, che ha sottolineato come nessuna di queste imbarcazioni abbia a bordo “armi nucleari“. Le unità che arriveranno All’Avana sono la fregata Admiral Gorshkov, il sottomarino a propulsione nucleare Kazan, e due unità di rifornimento e assistenza, la nave cisterna Pashin e il rimorchiatore Nikolai Chiker.

Secondo il Pentagono questa visita potrebbe prevedere delle “esercitazioni navali nella regione dei Caraibi”, esercitazione che potrebbero coinvolgere anche il Venezuela. Anche in questo caso possiamo immaginare che i satelliti spia nell’NSA e della CIA saranno puntanti sui moli e sui settori interessati.

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