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La Germania sembra voler tornare sui suoi passi e starebbe pensando di acquistare i cacciabombardieri F-35 per sostituire la sua linea di volo da attacco al suolo composta da circa 90 Tornado. Secondo l’agenzia di stampa tedesca Dpa, il nuovo governo avrebbe avviato una procedura di valutazione alla fine dello scorso anno.

Berlino, davanti alla necessità di sostituire i suoi Tornado arrivati ormai alla fine della loro vita operativa, aveva già preso in considerazione il caccia di quinta generazione fabbricato dalla Lockheed-Martin: a novembre del 2018 l’allora ministro della Difesa tedesco, Ursula von Der Leyen, aveva reso noto che la Germania avrebbe scelto tra gli F-35, gli F/A-18E/F e gli F-15, arrivati alla loro ultima versione (la X) pur valutando una soluzione interamente “europea”. Ad aprile 2020 si era alla fine optato per una soluzione un po’ anomala, ovvero di affidarsi agli Eurofighter Typhoon, agli F/A-18E/F Super Hornet e agli EA-18G Growler.

Il Bundestag aveva quindi deciso di acquistare 138 nuovi velivoli da combattimento a partire dal 2030: in particolare si prevedeva di acquisire 93 Typhoon, 30 Super Hornet e 15 Growler da guerra elettronica. Il piano, allora rivelato dal ministero della Difesa tedesco Annegret Kramp-Karrenbauer prevedeva di cominciare l’introduzione dei nuovi velivoli a partire dal 2025. L’esigenza tedesca è quella di riempire i buchi lasciati dal glorioso velivolo multiruolo in forza anche alla nostra Aeronautica Militare: 85 nuovi velivoli per l’attacco al suolo, 38 per il Progetto Quadriga e 15 per il Luftgestützte Wirkung im Elektromagnetischen Spektrum (LuWes), ovvero velivoli da guerra elettronica per sostituire le versioni Ecr (Electronic Combat Reconnaissance) del Tornado.

La Germania sembrava quindi aver abbandonato definitivamente l’opzione F-35, temendo anche che l’acquisto del caccia di quinta generazione avrebbe sconvolto l’alleanza franco-tedesca per lo Scaf (Système de Combat Aérien du Futur), che ora è stato – finalmente – finanziato dai tre partner.

Il cambio di governo sembra aver riportato in gioco il caccia di Lockheed-Martin: il ministero della Difesa tedesco ha rifiutato di dire se l’F-35 è ora espressamente di nuovo in esame, ma le indiscrezioni trapelate e un nuovo indizio portano sulla strada di Fort Worth.

Un indizio “nucleare”. I Tornado sono infatti gli unici velivoli in grado di effettuare il bombardamento atomico utilizzando le bombe tattiche tipo B-61 col sistema “a doppia chiave”: gli ordigni, sostanzialmente, sono “prestati” alla Luftwaffe (così come all’Aeronautica Militare Italiana), ma l’autorizzazione al loro utilizzo avviene a seguito del nulla osta del comando statunitense e tedesco. La Germania, puntando sull’F-18, pensava di poter colmare questa lacuna data dal ritiro dal servizio del Tornado, ma a metà dicembre la Nnsa (National Nuclear Security Administration) aveva misteriosamente fatto sparire gli F/A-18F (che la Germania avrebbe dovuto acquistare) dall’elenco di velivoli in grado di sganciare le B-61-12.

Un errore di battitura? O magari c’è qualcosa di più. Le tempistiche sono infatti sospette. Proprio a partire da quella cancellatura Berlino ha cominciato a rivalutare le possibilità dell’F-35 che, lo ricordiamo, con l’aggiornamento Block IV potrà avere la capacità di utilizzare questi ordigni nucleari tattici. Sicuramente Washington non autorizzerebbe un velivolo europeo, come il Typhoon, a utilizzare le B-61 ed è probabile che la decisione della Nnsa sia stata in qualche modo finalizzata a limitare le possibilità di impiego della bomba anche per “indirizzare” la scelta del Bundestag verso l’F-35.

Stiamo facendo delle supposizioni, ovviamente, ma sappiamo che il dibattito sulla sostituzione del Tornado, in Germania, è un esercizio ricorrente per il mondo della Difesa tedesco proprio per la sua capacità di essere un bombardiere nucleare tattico. In questo contesto, la missione nucleare viene trattata come un male necessario dal nuovo governo nella formulazione di un’agenda di Difesa.

D’altro canto a far riconsiderare l’accordo per gli F-18 ci potrebbero anche essere state delle resistenze interne date dall’industria tedesca per quanto riguarda i Growler da guerra elettronica, con Airbus Defence and Space che aveva fatto pressioni contro la scelta dei velivoli sin dalla prima possibilità ventilata dall’ex ministro von Der Leyen, sostenendo che l’Eurofighter poteva essere sviluppato con un livello di capacità simile.

Nel frattempo, ridare linfa alla possibilità di vedere l’F-35 con le croci tedesche, potrebbe portare la Francia a mettere in dubbio l’impegno di Berlino per lo Scaf, per una questione di razionalizzazione delle risorse economiche, che Berlino ha dimostrato di usare con molta parsimonia quando si tratta di armamenti, anche in considerazione che la cooperazione franco-tedesca sul velivolo è lungi dall’andare a gonfie vele al momento, sempre grazie alle velleità protezioniste francesi di Dassault.

In ogni caso la scelta tedesca di ripiegare sul mix F-18/Typhoon era subito parsa una soluzione di compromesso non all’altezza dei tempi: il caccia Scaf vedrà la luce solo tra 15 o 20 anni, e non si capisce ancora bene quale sarà la sua reale vocazione (se aria-aria o aria-suolo) ma nel frattempo i cacciabombardieri Typhoon saranno comunque presto obsoleti perché, sebbene aggiornati, restano comunque dei velivoli di quarta generazione (4+ per l’esattezza), quindi non adatti al ruolo di strike in profondità in territorio avversario dotato di sistemi di difesa di ultima generazione. Pertanto Berlino potrebbe tornare a prendere in considerazione l’ipotesi di una linea da attacco su due velivoli: da un lato acquistando 45 F-35 e dall’altro 75 Typhoon, mossa che permetterebbe alla Germania di continuare ad avere la possibilità di utilizzare l’armamento atomico e di avere un cacciabombardiere all’altezza dei nuovi scenari ad alta intensità della guerra aerea.

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