Skip to content
Difesa

Satelliti spia e razzi: la corsa allo spazio di Corea del Nord e del Sud

Il confronto militare e tecnologico tra le due Coree sta assumendo nuove forme, spostandosi dalla terraferma allo spazio aperto.

Il confronto militare e tecnologico tra le due Coree sta assumendo nuove forme, spostandosi dalla terraferma allo spazio aperto. Con la diplomazia ancora congelata, ferma agli ultimi tentativi effettuati dall’ex presidente sudcoreano Moon Jae In, le tensioni intercoreane sono aumentate a dismisura, così come la diffidenza reciproca, che ha spinto Corea del Sud e Corea del Nord a monitorare attentamente l’una le mosse dell’altra.

Lo spionaggio tradizionale, unito alle varie capacità di intelligence, potrebbe presto essere accompagnato dall’utilizzo di un nuovo jolly. Il terremoto geopolitico globale ha aumentato l’importanza – e la necessità – di puntare sulla tecnologia satellitare spia, al momento non in possesso né di Seoul né di Pyongyang.

La corsa allo spazio coreana è appena iniziata. Mentre il governo sudcoreano ha superato un significativo traguardo, lanciando per la prima volta più satelliti commerciali a bordo di un razzo locale, i nordcoreani si sono detti pronti a sparare in orbita il loro primo satellite da ricognizione militare.

La corsa spaziale coreana

Cominciamo da Seul. La Corea del Sud ha lanciato con successo un proprio razzo di progettazione e produzione nazionale, chiamato Nuri, con a bordo “un satellite di tipo commerciale”, in quello che potrebbe essere un punto di svolta nel fiorente programma spaziale di Seul.

Il vettore ha dispiegato otto satelliti in orbita a circa 342 miglia sopra la Terra, circa 13 minuti dopo il decollo. Il razzo, a propellente liquido a tre stadi, da 200 tonnellate, è decollato lo scorso 25 maggio dal Naro Space Center di Goheung, una città sulla costa meridionale del Paese.

La Corea del Nord, al contrario, sta aggiornando il suo centro spaziale per soddisfare le crescenti richieste di Kim Jong Un, che il mese scorso ha chiesto ai suoi uomini di lanciare in orbita il primo satellite spia, presumibilmente per monitorare le forze statunitensi e i loro alleati in Asia.

Il consigliere per la sicurezza nazionale della Corea del Sud, Cho Tae Yong, ha affermato che qualsiasi potenziale lancio da Pyongyang potrebbe portare ad ulteriori sanzioni. Kim ha in ogni caso visitato un comitato preparatorio per il lancio del satellite e ne ha approvato il “piano d’azione futuro”, ha sottolineato l’agenzia nordcoreana Kcna, suggerendo che il lancio potrebbe essere imminente.



L’importanza dei satelliti spia

Il Wall Street Journal ha scritto che Seul ha un chiaro vantaggio tecnologico su Pyongyang, anche se i nordcoreani hanno rapidamente portato avanti il loro programma missilistico per sviluppare razzi a lungo raggio in grado di trasportare anche i satelliti. Entrambe le nazioni, inoltre, sono lontane anni dal poter controllare una rete completa di satelliti spia.

Il raggiungimento della tecnologia tale per realizzare questo piano consentirebbe alle due Coree di identificare obiettivi militari per lanciare con precisione attacchi durante potenziali conflitti, il tutto senza fare affidamento sulla tecnologia satellitare dei loro alleati. Non è un caso che i satelliti, tra le altre cose, possono essere sfruttati per prendere di mira le armi nucleari.

Gli analisti avvertono che la tecnologia derivata dal programma spaziale della Corea del Nord potrebbe essere utilizzata da Kim per far progredire la tecnologia dei missili balistici. “È probabile che il Nord utilizzi un veicolo di lancio che impiega propellente a combustibile solido in un test Icbm camuffato da lancio di un satellite spaziale”, ha affermato Lee Il Woo del Korea Defense Network.

Nel caso in cui Pyongyang dovesse riuscire a mettere in orbita con successo un satellite per immagini, avvertono gli esperti, il Nord potrebbe usare quelle immagini per perfezionare il proprio elenco di obiettivi di attacco nucleare, anche guardando al territorio degli Stati Uniti. Detto altrimenti, la potenziale minaccia della Corea del Nord rimarrebbe teoricamente la stessa, solo con immagini migliori o più aggiornate.

Il 31 maggio, la Corea del Nord ha annunciato di aver tentato di lanciare un “satellite da ricognizione militare” ma che poi è finito in mare, dopo aver fatto scattare un allarme missilistico in Giappone e un ordine di evacuazione a Seul. “Il nuovo razzo di trasporto satellitare Cheollima-1 si è schiantato nel Mare dell’Ovest”, il nome coreano del Mar Giallo, ha spiegato l’agenzia di stampa statale Kcna, spiegando questo guasto con “una perdita di spinta dovuta all’avviamento anomalo del motore del secondo stadio, dopo la separazione dal primo stadio durante il volo normale”.

Nel frattempo, le autorità sudcoreane impegnate ad accertare le cause dell’attivazione dell’allarme antiaereo a Seoul, che ha mandato in fibrillazione gli abitanti della capitale sudcoreana. Il segnale è scattato alle 6:41 di stamattina (ora locale). Un messaggio automatico del governo metropolitano di Seoul, inviato alle utenze telefoniche di tutti i residenti della città, ha invitato le persone a “prepararsi all’evacuazione”, senza precisare però la destinazione. Nella città sono risuonate le sirene antiaeree. Circa 20 minuti più tardi, alle 7:03, il ministero dell’Interno e della sicurezza coreano ha inviato un secondo messaggio, chiarendo che il precedente era stato inviato per errore. L’ufficio di presidenza coreano ha invece diffuso una nota, informando di aver convocato l’Ufficio di sicurezza nazionale per valutare le implicazioni del lancio del missile nordcoreano. L’ufficio del presidente Yoon ha affermato tramite una nota che la reazione delle autorità di Seoul al lancio del razzo vettore nordcoreano è stata “eccessiva”. 

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.