Martedì 22 settembre la Corea del Nord ha riferito, attraverso il media di Stati KCNA, di aver condotto con successo il test, avvenuto domenica 20, di una “nuova arma di grande importanza per il progresso della tecnologia dei sistemi d’armamento”. Dalle foto rilasciate ufficialmente da Pyongyang, sappiamo che si è trattato del lancio di prova di un vettore ipersonico che rappresenterebbe l’evoluzione dell’SRBM (Short Range Ballistic Missile) “Hwasong-11” denominata “Hwasong-11E-1”, svelata al pubblico per la prima volta a ottobre del 2025. Si tratta, dal disegno della testata, di un sistema di tipo HGV (Hypersonic Glide Vehicle) come altre tipologie simili mostrate e testate in precedenza dalla Corea del Nord, come il “Hwasongpho-16” e il “Hwasong-8”. Questi ultimi due vettori si differenziano dal primo per essere degli IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile), rispettivamente con una gittata stimata di 5500 e 3200 km.
Il lancio dello “Hwasong-11E-1” è stato effettuato da un veicolo TEL (Transporter Erector Launcher) a sei assi che molto probabilmente può trasportarne e lanciarne due, come osservato dalle prime immagini diffuse a ottobre dello scorso anno. Il disegno del veicolo di rientro ipersonico di quest’ultimo test è leggermente diverso rispetto a quelli dei sistemi precedenti: la configurazione del corpo planante presenta una piccola ala portante a freccia con un’interruzione della continuità verso la coda del veicolo. Anche in questo caso le superfici di controllo appaiono essere quattro, tutte poste in coda.
Giappone e Corea del Sud, che hanno osservato il lancio, hanno riferito due gittate diverse: rispettivamente di 590 e 600 km, mentre Pyongyang mostra, nelle foto diffuse da KCNA, una gittata di circa 900 km. Secondo alcuni esperti, il vettore balistico sarebbe stato lanciato su una traiettoria depressa compiendo tra i 500 e i 600 km e in seguito il veicolo planante avrebbe coperto altri 1.000 km, ma risulterebbe essere solo un’interpretazione dell’immagine non confermata da dati radar resi noti. Molto probabilmente, la traiettoria di volo totale ha coperto circa 900/1000 km per evitare di avvicinarsi troppo allo spazio aereo nipponico o di attraversarlo. Inoltre, sempre dalla stessa immagine, si potrebbe desumere che il test abbia dimostrato l’efficacia della possibilità di cambiamento di direzione dell’HGV durante il volo, in quanto si può osservare un tracciato di traiettoria non rettilineo con cambiamenti di quota.
Lo sviluppo più interessante è però il posizionamento di un nuovo tipo di HGV su di un vettore balistico a corto raggio: qualcosa di analogo è in fase di ricerca anche da parte degli Stati Uniti col programma Tactical Boost Glide (TBG), ovvero un’iniziativa congiunta della DARPA e dell’U.S Air Force volta a sviluppare e dimostrare tecnologie per futuri sistemi ipersonici di tipo “boost-glide” a raggio tattico lanciati in volo. In un sistema “boost-glide”, un razzo accelera il proprio carico utile fino a raggiungere velocità elevate e successivamente, il carico si separa dal razzo e prosegue verso la destinazione planando senza propulsione attiva.
La tecnologia russa
L’ultimo test di missili ipersonici da parte della Corea del Nord risale ai primi di gennaio, quando Pyongyang ha effettuato un’esercitazione militare che impiegava tale sistema d’arma in relazione a una non meglio specificata “recente crisi geopolitica” che potrebbe essere il rapimento, avvenuto pochi giorni prima, del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti.
Pyongyang sembra voler normalizzare i propri test missilistici, definendo i lanci più recenti parte delle “attività regolari” dell’Amministrazione Missilistica nordcoreana e dei suoi istituti di ricerca scientifica per la difesa. Un nuovo corso che si può leggere come un disegno politico volto a solidificare la chiusura verso il Sud e gli alleati degli Stati Uniti presenti nell’area alla luce della rinnovata intesa strategica con la Russia. Questo nuovo legame tra Mosca e Pyongyang, definito partenariato strategico con accordi per la mutua difesa, potrebbe facilmente anche aver portato al passaggio di tecnologia ipersonica dalla Russia alla Corea del Nord, da qui l’aumento del numero dei test (2 l’anno) che si è avuto nel 2025 e, sino a oggi, nel 2026: nel 2024 la Corea del Nord ha effettuato un solo lancio di un vettore ipersonico.
Un sistema balistico ipersonico a corto raggio, cioè montato su un SRBM, è pensato per prendere di mira obiettivi “di teatro” e in questo caso lo “Hwasong-11E-1” è destinato a colpire, in caso di conflitto, le basi statunitensi e alleate in Giappone e Corea del Sud. Un sistema ipersonico di questo tipo è funzionale per cercare di penetrare le difese antimissile avversarie grazie alla velocità – e conseguente poco tempo disponibile per l’intercettazione – e manovrabilità, che aumenta la difficoltà di intercettazione. Bisogna notare che la Corea del Nord è uno dei Paesi più monitorati al mondo e pertanto il lancio di un vettore balistico, anche se montante un sistema ipersonico, molto difficilmente può passare inosservato, sebbene i tempi di reazione, in caso di attacco a basi in Corea del Sud e/o Giappone, siano molto ristretti col conseguente rischio che un contrattacco debba essere lanciato immediatamente e in modo massiccio per non correre il rischio di vedere le proprie forze distrutte prima del loro impiego.