La Cina testa nuovi velivoli ipersonici senza pilota

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Lo scorso 16 dicembre sono emersi video di voli di prova nuovi droni ipersonici cinesi rilasciati da un pallone aerostatico e da altri velivoli senza pilota.

Si vedono tre distinti UAV (Unmanned Air Vehicle) contrassegnati con le sigle MD-19, MD-21, e un terzo in cui è parzialmente visibile il codice MD-2 ma mancante della cifra finale. L’MD-19 sfoggia i loghi dell’Institute of Mechanics of the Chinese Academy of Sciences (IMCAS) sul lato posteriore sinistro della fusoliera centrale.

Questi nuovi droni sembrano derivare direttamente da un altro, l’MD-22, presentato per la prima volta come modello al salone aerospaziale di Zhuhai nel 2022. Sappiamo che il gruppo che ha sviluppato l’MD-22 include IMCAS, così come la Guangdong Aerodynamic Research Academy (GARA). Nel video, l’MD-19, l’MD-21 e l’MD-2 sembrano tutti avere lo stesso disegno generale dell’MD-22, con la fusoliera principale a forma di cuneo, le ali a delta e impennaggi verticali inclinati verso l’esterno. L’MD-19 ha un carrello di atterraggio triciclo retrattile, una caratteristica raffigurata anche sul modello dell’MD-22. Al salone di Zhuhai del 2022 la Repubblica Popolare Cinese aveva affermato che il drone è lungo circa 10,8 metri con un’apertura alare di 4,5, un peso a vuoto di una tonnellata, un peso massimo al decollo di quattro tonnellate, la velocità massima era di Mach 7 con un’autonomia massima di 8mila km.

Sebbene non si sappia la tipologia di motore che spinge i nuovi droni, dal video si evince che si tratta di un sistema singolo air breathing (ramjet o scramjet), probabilmente affiancato da una coppia di booster a razzo integrati.

Il video mostra l’MD-19 che viene rilasciato da un drone TB-001 e poi atterra su una pista tradizionale e questo ha permesso di stimarne le dimensioni, che risulterebbero essere tra un terzo e un quarto del TB-001 lungo quasi 10 metri, quindi tra i 2,5 e 3,35 metri ovvero notevolmente più corto dell’MD-22. Anche il drone MD-2 sembra anche essere più piccolo dell’MD-22, ed è stato mostrato mentre viene caricato in un adattatore di carico utile per un pallone aerostatico, e successivamente rilasciato da alta quota.

La Cina utilizza attivamente i palloni ad alta quota per varie attività di ricerca e sviluppo, nonché per scopi di raccolta di informazioni. In passato test di sistemi ipersonici erano stati fatti utilizzando i palloni aerostatici, e sappiamo anche che sono stati usati per rilasciare sciami di droni e altri carichi utili con un occhio di riguardo alle future capacità operative. Questa soluzione risulta interessante perché potrebbe non essere solo un sistema di lancio per test, ma uno studio di efficacia per provare a sganciare carichi verticalmente da un altro tipo di piattaforma, come potrebbe essere un dirigibile da alta quota o addirittura come carico estratto dal vano cargo di un velivolo da trasporto militare: soluzione quest’ultima in fase di sviluppo avanzato negli Stati Uniti per il lancio di missili da crociera.

Non si sa se i vari veicoli della serie MD siano tutti banchi di prova e/o singoli velivoli sperimentali a supporto dello sviluppo di un unico progetto: ad aprile di quest’anno era emersa un’immagine sfocata che mostrava una variante del bombardiere cinese H-6 che trasportava un veicolo aerospaziale di colore scuro ancora non identificato, visibile sotto la fusoliera, che potrebbe essere stato un MD o qualcosa ad esso correlato.

La Repubblica Popolare Cinese ha investito e sta investendo molto nelle capacità ipersoniche in generale, e le ricerche in questo settore richiedono una serie di risorse di prova specializzate e infrastrutture associate. Al salone di Zhuhai di quest’anno, il GARA, che ha sviluppato l’MD-22, ha esposto un concept per un’arma ipersonica boost-glide chiamata GDF-600 progettata per essere caricata con varie submunizioni tra cui droni e missili da crociera. Il lancio di carichi utili di qualsiasi tipo da una piattaforma che viaggia a velocità ipersonica presenta notevoli sfide tecnologiche a causa degli stress fisici e termici coinvolti, in particolare durante la separazione e gli UAV della serie MD potrebbero essere utili per testare tale capacità.

Non sappiamo se ci siano piani per rendere operativi i droni osservati nel video, ma è probabile che ci sia un certo interesse in questo senso. Una piattaforma della serie MD potrebbe svolgere missioni di attacco cinetico o di intelligence, sorveglianza e ricognizione (ISR), e potrebbe essere preziosa per sviluppi futuri in questo settore. Combinare motori a razzo con un sistema di propulsione principale ad air breathing offrirebbe anche una preziosa soluzione autonoma che potrebbe consentire più opzioni di lancio, ma diminuirebbe il carico utile e richiede spazio in fusoliera prezioso per altri scopi. Sicuramente, però, lanciare gli UAV ipersonici dall’aria estende la loro portata e fornisce ulteriore flessibilità in un contesto di impiego reale sul campo di battaglia. Se ipotizziamo poi la possibilità di lanciarli dall’aria con un sistema di sgancio verticale, la flessibilità diventa massima in quanto, come detto, si possono impiegare piattaforme aeree non nate per l’attacco, come i velivoli da trasporto militare.

La RPC mostra raramente in modo ufficiale i suoi ultimi ritrovati aeronautici o missilistici, e il video diffuso sottintende la volontà di lanciare un messaggio politico agli avversari e agli alleati di Pechino in un settore, quello dell’ipersonico, dove gli Stati Uniti e in generale tutto l’Occidente sono ancora colpevolmente in ritardo non avendo ancora schierato nessun tipo di sistema operativo al contrario di Russia e Repubblica Popolare Cinese.