Taiwan, in un modo o nell’altro, dovrà far parte della Repubblica Popolare Cinese, o come piace dire a Pechino, tornare in seno alla madrepatria. Il Politburo, se non riuscirà ad annettere l’isola con metodi pacifici, prevede di poter utilizzare anche la forza, con quella che si prospetta come un’invasione o un blocco aeronavale totale che porti alla capitolazione di Taipei.
Questa politica è stata palesata anche dall’attuale leader cinese Xi Jinping, che sta dimostrando di voler aumentare la soglia della pressione su Taiwan costantemente: le dimostrazioni di forza militare da parte della Cina non avvengono più solo in concomitanza di particolari occasioni di tensione, come per la visita della presidente della Camera statunitense a Taipei lo scorso agosto, o come sta accadendo negli ultimi giorni, con un’imponente e improvvisa esercitazione aeronavale intorno all’isola in risposta al viaggio negli Stati Uniti della presidente della Repubblica di Cina.
Joint Sword, così prende il nome la serie di manovre messe in atto nello Stretto di Taiwan e anche oltre, è infatti solo l’ultimo picco di un’attività cominciata anni fa, caratterizzata in primo luogo da ripetute e quasi costanti penetrazioni di aerei militari cinesi nella Adiz (Air Defense Identification Zone) dell’isola. Pechino quindi si dimostra più aggressiva rispetto al passato verso Taipei, e questo le è permesso anche perché le sue forze armate sono numericamente più grandi e qualitativamente migliori di quelle risalenti a 15/20 anni fa.
La Repubblica Popolare ha tra le opzioni di annessione di Taiwan anche l’intervento militare, che nello scenario più ampio vedrebbe, come detto, l’invasione. Un’invasione che avverrebbe quindi con uno sbarco anfibio supportato da un’intensa campagna aerea e di bombardamento missilistico per soverchiare i difensori e molto probabilmente colpire preventivamente le installazioni militari statunitensi e alleate nella regione per eliminare la capacità di Washington di venire in soccorso di Taipei.
Un’invasione con i traghetti
La marina cinese, o Pla Navy, non ha però un numero adeguato di unità navali per una campagna anfibia, anche se effettuata su un obiettivo molto vicino come Taiwan, per questo fa affidamento anche su navi civili tipo Ro-Ro (Roll-on/Roll-off), ovvero i comuni traghetti, per poter trasportare in breve tempo tutti gli assetti militari che le servirebbero per le operazioni belliche a Taiwan.
Già nel 2021 erano state effettuate esercitazioni con i traghetti Ro-Ro civili, con lo stesso Global Times (quotidiano controllato dal Politburo) che aveva riferito che le brigate del 72esimo Gruppo dell’Esercito e del Corpo dei Marines dell’Esercito di Liberazione Popolare si erano coordinate con le navi civili per condurre un’esercitazione di manovra in mare a lunga distanza in una località sconosciuta. La stazione televisiva statale Cctv aveva riferito che durante l’esercitazione “grandi gruppi di diversi tipi di veicoli corazzati anfibi e camion militari sono stati caricati su navi civili come parte della missione di trasporto”.
Il ruolo di questo tipo di traghetti civili in un’invasione di Taiwan non va sottovalutato: potendo accedere a un porto che è bene integrato nella rete logistica interna, queste navi possono trasportare volumi significativi di forze attraverso lo Stretto di Taiwan, compensando le carenze nel naviglio da assalto anfibio della Pla Navy. Si ritiene, anzi, che questo aspetto sia centrale nella strategia militare di Pechino per l’assalto all’isola.
Ma lo Stato maggiore cinese sembra intenzionato ad assegnare ai traghetti Ro-Ro un’altra missione, ovvero lanciare forze di combattimento anfibie direttamente sulle spiagge. Per rendere possibile quest’opzione, l’Esercito di Liberazione Popolare ha modificato i traghetti con nuove rampe di poppa che consentono operazioni in acqua per lanciare e recuperare veicoli da combattimento anfibi. Il primo utilizzo pubblicamente dimostrato delle nuove rampe si è verificato nel 2019 durante un’esercitazione che ha coinvolto un traghetto da 15560 tonnellate di stazza di proprietà della Cosco Shipping Ferry Company. Altri traghetti hanno ricevuto modifiche simili, dando all’esercito cinese un aumento significativo del volume totale di trasporto anfibio che la Cina potrebbe utilizzare in un attacco a Taiwan.
Il ruolo della Cosco
La Cosco Shipping Ferry, di proprietà del colosso statale Cosco che si occupa di trasporti marittimi su scala globale, gestisce dieci grandi traghetti passeggeri Ro-Ro ma soprattutto fornisce servizi di supporto al trasporto dell’esercito cinese da oltre 25 anni. Le sue navi, infatti, vengono anche usate come un “gruppo di trasporto” della flotta da guerra, per aiutare la proiezione strategica della Pla Navy. Risulta che la Cosco Shipping Ferry abbia sviluppato capacità di assalto anfibio offshore per i suoi traghetti da diversi anni.
Nel 2016, la società ha riferito di aver installato una serie di nuove funzionalità in quattro dei suoi traghetti, in risposta ai nuovi requisiti della difesa nazionale. Tali modifiche includevano corridoi di uscita rapida per il personale e una nuova compartimentazione atta a resistere all’affondamento in caso di danneggiamento, insieme a nuovi sistemi idraulici per consentire una maggiore estensione della rampa di carico di poppa in modo da mettere o recuperare i mezzi anfibi in mare. Le osservazioni sulle attività dei traghetti della flotta Cosco indicano anche che altre unità sono state modificate in modo simile e hanno preso parte a diverse esercitazioni nel corso degli ultimi anni.
Anche la Bohai Ferry Group ha ampliato la sua flotta e la sua cooperazione con le forze armate cinesi. La società ha iniziato a implementare i requisiti della difesa nazionale nella costruzione di nuove navi a partire dal 2010 e i nuovi traghetti hanno ricevuto piazzole per elicotteri, spazi per attività di pronto soccorso, attrezzature di comando e comunicazione migliorate, maggiore ventilazione del ponte merci, sistemi antincendio migliorati e altro. Negli ultimi due anni su quattro dei suoi traghetti da 36mila tonnellate sono state anche modificate le rampe di accesso di poppa come avvenuto per quelli della Cosco, e anch’essi hanno partecipato a svariate esercitazioni navali.

Navi civili e militari per prendere la provincia ribelle
Anche per i traghetti Ro-Ro civili cinesi vale quindi la filosofia di utilizzo duale, che sarebbe senz’altro messa in pratica per un’invasione di Taiwan in quanto la scarsità di unità militari da assalto anfibio e la necessità di distribuire le forze di invasione su navi diverse per evitare perdite tali da inficiare la campagna d’invasione obbliga l’esercito cinese a utilizzarli.
Tenendo presenti le limitazioni spaziali della stiva di carico dei traghetti civili (che non sono pensati per poter trasportare mezzi corazzati pesanti al massimo della capacità), una stima prudente dei volumi trasportabili si attesta a circa metà della forza di combattimento anfibia dell’esercito cinese (12 battaglioni): questo porrebbe un battaglione su ogni nave, con spazio per ulteriori elementi di supporto delle rispettive brigate, ma a seconda dei vincoli di spazio interno alcuni traghetti potrebbero probabilmente trasportare un solo battaglione, mentre altri più grandi fino a due.

