Hanno un nome particolare, Aman Youyi, traducibile in “Pace e Amicizia”, combinando il primo termine malese, Aman, che significa “pace”, con il secondo cinese Youyi, che sta per “amicizia”. Sono le esercitazioni militari congiunte andate in scena pochi giorni fa, dal 13 al 22 novembre, tra la Cina e alcuni Paesi del Sud-est asiatico.

Nello specifico, si è trattato di manovre antiterrorismo tenutesi a Zhanjiang, nella provincia cinese del Guangdong, che hanno coinvolto Pechino e cinque suoi vicini di casa, ovvero Cambogia, Laos, Malesia, Thailandia e Vietnam. I comunicati ufficiali hanno spiegato che l’esercitazione è stata suddivisa in quattro fasi – stima della situazione, analisi della missione, processo decisionale e formulazione del piano – e che questa mirava a migliorare le capacità delle truppe di pianificare e disporre delle operazioni congiunte, approfondendo ulteriormente “la fiducia reciproca” e, al tempo stesso, “promuovendo le capacità di risposta a molteplici minacce alla sicurezza”.

L’obiettivo chiave, per la Cina, era tuttavia un altro: il rafforzamento della fiducia reciproca militare con alcuni Paesi dell’Asean in un momento di crescenti tensioni sulle controversie territoriali nel Mar Cinese Meridionale.

Cina: obiettivo Asean

Sia il Vietnam che la Malesia, entrambi presenti alle manovre Aman Youyi 2023, contestano alcune delle rivendicazioni territoriali di Pechino nel Mar Cinese Meridionale, dove tra l’altro è in corso un’escalation tra la Cina e un altro pretendente rivale, le Filippine. Non è un caso, come ha spiegato il ministero della Difesa cinese, che le forze cinesi che hanno preso parte alle esercitazioni provenissero principalmente dal Comando del Teatro Meridionale, ovvero il comando regionale dell’Esercito popolare di liberazione che supervisiona il sud-est asiatico e il suddetto Mar Cinese Meridionale.

Data la situazione generale nella regione, il Dragone ambisce ad assicurarsi che i suoi vicini non si allineino con gli Stati Uniti. Già, perché pur essendo circondata da circa 20 Paesi, la Cina non ha alleati giurati nella regione, escludendo la Corea del Nord, mentre Washington, pur essendo geograficamente distante, ha, al contrario, diversi alleati chiave vicino ai confini cinesi.

Recentemente, gli Usa hanno aumentato la propria presenza militare in loco attraverso frequenti esercitazioni militari congiunte, visite ad alto livello, commercio di armi, assistenza militare ad alleati e partner e cooperazione sulla tecnologia di difesa. Tra le quattro nuove basi militari da poter sfruttare nelle Filippine, il materiale bellico inviato a Taiwan e l’asse creato con Giappone e Corea del Sud, l’amministrazione Biden ha costruito una buona architettura diplomatica nel cuore dell’Indo-Pacifico con la quale contrastare la Cina.

La contromossa di Pechino

Come ha sottolineato The Diplomat, in risposta a quelli che percepisce come tentativi degli Stati Uniti di assediarla militarmente, la Cina ha incrementato il numero di esercitazioni militari congiunte con le nazioni del sud-est asiatico. Queste manovre fungono, dunque, da strumento diplomatico che consente a Pechino di stringere legami di difesa più stretti con i vicini.

Nella strategia militare cinese, inoltre, le esercitazioni militari congiunte internazionali sono considerate una componente fondamentale dell’uso della potenza militare all’estero, facendo parte delle cosiddette “operazioni militari non belliche”. Detto altrimenti, esercitazioni del genere sono una sorta di utilizzo morbido dell’hard power sulla scena globale.

E di operazioni simili ne sono andate in scena diverse, come le recenti esercitazioni Friendship Shield 2023 con le forze armate del Laos presso l’Accademia LPAF Kommadam, lo scorso maggio, o il pattugliamento congiunto, ad aprile, con il Vietnam nel Golfo di Beibu. O ancora: a fine aprile, l’esercitazione marittima con Singapore o, tra fine marzo e inizio aprile, l’esercitazione Golden Dragon 2023 con la Cambogia. Il tutto per cercare di creare un network regionale da anteporre a quello che stanno plasmando gli Stati Uniti.