La portaerei cinese Shandong ha attraversato lo Stretto di Taiwan con il suo gruppo d’attacco, alla guida di una flotta di navi militari cinesi. Il ministero della Difesa taiwanese non ha specificato l’orario del transito del mezzo, ma ha affermato che la portaerei ha navigato in direzione sud, attraverso la parte occidentale dello Stretto, e che l’isola ha inviato “forze appropriate” per monitorare le attività di Pechino.
L’esercito di Taipei “ha monitorato attentamente lo spazio aereo e le acque attorno a Taiwan con i propri sistemi di intelligence, sorveglianza e ricognizione” e ha schierato “un numero appropriato di asset militari in risposta alla situazione”, ha dichiarato il portavoce dello stesso ministero, Sun Li-fang, citato dalla Central News Agency.
Il passaggio della Shandong è il primo da maggio scorso ed è arrivato a soli due giorni dalla visita nella capitale cinese del segretario di Stato Usa, Antony Blinken, la prima di un capo della diplomazia americana negli ultimi cinque anni. Tra l’altro, nel faccia a faccia avuto con Xi Jinping, Blinken ha affrontato anche la questione taiwanese, un dossier delicatissimo che continua a dividere Pechino e Washington.
La portaerei cinese nello Stretto di Taiwan
Gli Usa continuano a chiedere il rispetto dello status quo nello Stretto di Taiwan, mentre dall’altro Pechino ribadisce che la questione taiwanese rappresenta “il rischio più grande” nelle relazioni con gli Usa, e che la Cina non è disponibile a scendere a compromessi.
Scendendo nei dettagli, la Shandong è una delle due (presto tre) portaerei a disposizione della flotta dell’Esercito popolare di liberazione (Pla), nonché la prima made in China. Il suo transito, piuttosto raro, come detto è maturato dopo il viaggio Blinken in cina. Un viaggio che, pur facendo ripartire il dialogo tra i due Paesi, non ha sbloccato lo stallo sul blackout militare, la cui carenza di comunicazioni è da Washington ritenuta un serio rischio per la stabilità delle relazioni.
La portaerei in questione, per la cronaca, ha partecipato ad esercitazioni militari cinesi intorno a Taiwan lo scorso aprile, operando nel Pacifico occidentale. Nel marzo dello scorso anno, inoltre, la Shandong ha attraversato lo Stretto di Taiwan, poche ore prima di un colloquio telefonico tra Joe Biden e Xi Jinping.
La risposta di Taipei
Nel frattempo, mentre le tensioni tra Usa e Cina continuano a rappresentare una seria minaccia, Taiwan continua silenziosamente ad organizzare le proprie difese. Gli analisti militari taiwanesi, ad esempio, si uniranno per la prima volta alle controparti di Giappone e Stati Uniti in una serie di simulazioni di guerra incentrate sullo Stretto. Le esercitazioni sono programmate a Tokyo per il prossimo luglio, e permetteranno alle forze statunitensi e giapponesi di studiare una strategia per aiutare Taiwan a scoraggiare un’eventuale offensiva della Cina. “Sarà la prima volta che gli esperti di Taiwan lavoreranno con le loro controparti statunitensi e giapponesi su simulazioni di questo tipo”, ha dichiarato Su Tzu-yun, analista anziano dell’Istituto per la ricerca sulla difesa e la sicurezza nazionale di Taipei.
I media taiwanesi, intanto, hanno dato notizia del nuovo jolly schierato dal governo locale. La nave d’assalto anfibio Yushan, sviluppata interamente a Taiwan, è entrata in servizio nella Marina militare dell’isola. La nave da guerra è compatibile con missioni di assistenza umanitaria e con il trasporto di rifornimenti alle isole controllate da Taipei. È stata consegnata alla Marina a ottobre 2022 ed è la prima delle quattro navi d’assalto anfibio commissionate al cantiere navale Csbc Corporation.
Con una lunghezza di 153 metri e una velocità massima di 20 nodi, la nave può garantire il trasporto di 673 truppe e di diversi veicoli anfibi da sbarco Aav7. Può essere inoltre equipaggiata con un cannone Mk-75 da 76 mm, due sistemi d’arma ravvicinati Mk-15 Phalanx e due sistemi missilistici Tc-2N. Stando alle forze armate, dispone anche di due hangar, in grado di ospitare contemporaneamente altrettanti elicotteri.