La geopolitica della corsa allo spazio
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Per la Cina è un giorno storico. Pechino ha varato la sua terza portaerei, la Fujian, nota anche come Type 003, la prima che, per tecnologie utilizzate, caratteristiche tecniche e dimensioni è in grado di rivaleggiare con i colossi della Us Navy. Dopo una breve cerimonia, tenutasi presso i cantieri navali di Jiangnan, a Shanghai, c’è stato tutto il tempo per ammirare la possente imbarcazione che, prima di entrare ufficialmente in servizio, dovrà tuttavia essere sottoposta a test di ormeggio e navigazione.

La Fujian non ha niente a che vedere con la Liaoning e la Shandong, le altre due portaerei cinesi messe in servizio rispettivamente nel 2012 e nel 2017. Type 003, infatti, oltre ad avere una capacità di spostamento di 80.000 tonnellate, è la prima portaerei made in China dotata di catapulte elettromagnetiche per il lancio di aeromobili e pure di un ponte di volo piatto.

In generale, la Cina ha svelato al mondo l’ultima sua risorsa in un periodo di crescenti tensioni diplomatiche, concentrate soprattutto nell’Indo-Pacifico. Tra il testa a testa tra Pechino e Washington, le acque contese e la questione taiwanese, senza dimenticarsi del nodo coreano e della variabile Giappone, in Oriente c’è benzina a sufficienza per alimentare un incendio dagli esiti impossibili da pronosticare.



La terza portaerei della Cina

Tornando alla Fujian, il nome della portaerei cinese deriva, appunto, dall’omonima provincia orientale che si affaccia sull’isola di Taiwan. Da mesi, tra l’altro, le autorità di Taipei denunciano incursioni di aerei da combattimento cinesi nello spazio aereo di sicurezza da loro riconosciuto come proprio, ma considerato da Pechino appartenente alla Repubblica Popolare, così come le acque dello Stretto di Taiwan e l’intera isola.

La Type 003 serve anche e soprattutto a lanciare un messaggio preciso alle istituzioni taiwanesi ma non solo. La Fujian Type-003, infatti, amplierà ulteriormente le capacità della marina cinese, in procinto di effettuare un importante salto: da forza regionale a globale.

Prima di vedere all’opera la terza portaerei di Pechino dovranno però passare ancora diversi mesi, probabilmente dai due a sei mesi, ovvero il tempo necessario per perfezionare l’imbarcazione. Ricordiamo che la prima portaerei cinese Liaoning ha raggiunto la capacità operativa iniziale (Ioc) solo dopo sei anni, mentre la sua nave gemella, la Shandong, dal 2017 non è ancora in possesso di tutti i requisiti per la capacità operativa iniziale.

Le particolarità della Fujian

Come ha sottolineato Naval News, al momento della sua presentazione sulla nave si poteva leggere uno slogan emblematico, specchio delle ambizioni cinesi: “Costruire una marina forte e moderna e fornire un forte sostegno per la realizzazione del sogno cinese di un esercito forte”. E ancora: “Per realizzare l’obiettivo del partito di rafforzare l’esercito nella nuova era e trasformare l’esercito popolare in un esercito di livello mondiale a tutto tondo”.

Il design della Type 003 è simile a quello delle classi Nimitz e Ford della marina statunitense. Allo stesso tempo, è una evoluzione delle prime due portaerei cinesi, entrambe all’epoca costruite basandosi su tecnologia sovietica. Proprio come la portaerei Fort della US Navy, la Fujian può contare su catapulte di lancio EMALS (Electromagnetic Aircraft Launch System) che, utilizzando l’elettricità, dovrebbero essere in grado di lanciare aerei ad una velocità maggiore.

In mezzo a tutto questo, la marina cinese gestisce portaerei da 10 anni e ha fin qui sviluppato una buona formazione. Giusto per fare un esempio, negli ultimi mesi la portaerei Liaoning ha operato nelle acque aperte del Pacifico occidentale, mentre la Difesa giapponese ha rilevato oltre 100 lanci di aerei da parte di Pechino.

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