La Cina ha commissionato il primo lotto di quello che i media statali cinesi hanno descritto come l’elicottero marittimo senza pilota più avanzato fin qui mai schierato dallo stesso gigante asiatico. Dopo un anno di test e prove, due velivoli del mezzo in questione sono stati ufficialmente mostrati al pubblico a Weihai, una città costiera nella provincia di Shandong.

Il loro scopo, in teoria, consiste nell’offire una rapida risposta alle autorità in caso di incidenti in mare. Il quotidiano cinese China Daily ha scritto che, durante una missione di ricerca e salvataggio avvenuta all’inizio di settembre dello scorso anno, l’elicottero in questione si sarebbe precipitato sul luogo dell’incidente, situato a 30 chilometri dalla costa, in soli 20 minuti, riducendo il tempo complessivo di salvataggio del 30% rispetto alle motovedette convenzionali.

Per quanto riguarda le sue caratteristiche, sappiamo che ha una capacità di carico di 75 chilogrammi, può essere controllato fino a 150 chilometri di distanza, è dotato di un’autonomia di 400 chilometri e, infine, può raggiungere una velocità di massima di volo di 150 chilometri all’ora. Ciascun elicottero è dotato di funzionalità avanzate per l’imaging termico, la trasmissione video a lungo raggio e la consegna di forniture di emergenza.

L’ultimo elicottero marittimo cinese

Il mezzo, che non ha ancora un nome, riuscirebbe inoltre ad operare in condizioni meteorologiche con velocità del vento inferiori a 74 chilometri orari. Le acque al largo di Chengshantou, a Weihai, che nelle intenzioni di Pechino saranno monitorate da questi elicotteri senza pilota, coincidono con una rotta chiave per le navi che viaggiano da e verso i porti lungo il Mare di Bohai e la parte settentrionale del Mar Giallo. Ogni anno vengono effettuati circa 110mila viaggi da navi in quelle acque, mentre nella zona sono attive decine di migliaia di pescherecci.

“Gli elicotteri senza pilota verranno utilizzati per attività di polizia, come il monitoraggio e l’investigazione delle navi illegali”, ha affermato Wang Gang, direttore del centro di comando dell’Ufficio marittimo di Weihai. “Giocheranno anche un ruolo significativo nella conduzione di operazioni di ricerca e salvataggio su larga scala e nel monitoraggio delle fuoriuscite di petrolio nel Mar Giallo e nel Mare di Bohai“, ha aggiunto lo stesso funzionario.

Un’altra freccia nell’arco

Fin qui la descrizione “civile” dell’elicottero. Il velivolo può però tecnicamente avere anche un diverso utilizzo: quello militare. A quanto pare, infatti, questi mezzi danno l’impressione di essere particolarmente adatti per l’uso in aree marine remote.

In termini di efficacia della ricerca e del monitoraggio, inoltre, l’impiego di apparecchiature multispettrali montate sugli elicotteri dovrebbe consentire una migliore identificazione dei bersagli. Come se non bastasse, la trasmissione in tempo reale delle informazioni registrate potrebbe migliorare le capacità operative dei militari cinesi, al fine di implementare piani e azioni efficaci di risposta alle varie emergenze.

Poche settimane fa, a proposito di veicoli senza pilota, la Cina ha presentato un drone per la sorveglianza e l’attacco di precisione a lunga durata. Si chiama Kvd002, ed è un’arma aerea che potrebbe avere implicazioni significative in caso di un conflitto su Taiwan. I media cinesi, elencando le sue caratteristiche, lo hanno descritto come il primo drone in grado di cooperare con gli elicotteri nelle operazioni di combattimento, fornire informazioni sul campo di battaglia e supporto antincendio, guidare altri velivoli d’attacco verso i loro obiettivi ed effettuare brevi decolli e atterraggi su un altopiano.