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Dopo anni di speculazioni e di avvistamenti, ora c’è la conferma che la Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha messo in servizio il nuovo missile balistico aviolanciato (ALBM – Air Launched Ballistic Missile) KD-21.

Il missile, anche noto come YJ-21, era apparso negli anni passati in video non ufficiali e soprattutto ha debuttato al salone internazionale dell’aerospazio di Zhuhai nel 2022, ma ora immagini di un bombardiere H-6K appartenente a un reparto operativo (la 10a Divisione Bombardieri) dotato di un paio di KD-21 fanno ritenere che il vettore sia ufficialmente entrato in servizio attivo nella PLAAF (People’s Liberation Army Air Force). A quanto pare, le immagini sono state riprese durante la recente grande esercitazione aeronavale che ha coinvolto, ancora una volta, il teatro dell’isola di Taiwan, e che ha visto un importante dispiegamento di forze di terra, aeree e navali della RPC che ha simulato il blocco totale dell’isola.

Proprio questo debutto è possibilmente indicativo del ruolo del KD-21: come tutti gli ALBM cinesi, si tratta di un vettore che ha principalmente il ruolo antinave, in particolare pensato per colpire i CSG (Carrier Strike Group) statunitensi e il loro nucleo centrale, ovvero le portaerei. La costruzione di vari ALBM ottimizzati per il ruolo antinave si adatta alla strategia Anti Access/Area Denial (A2/AD) della Repubblica Popolare che prevede anche l’impiego di missili da crociera e missili balistici antinave lanciati da terra. La PLARF (People’s Liberation Army Rocket Force) ha infatti in servizio due vettori, il DF-21D e il DF-26 (rispettivamente un MRBM e un IRBM) che possono avere anche un utilizzo antinave. Soprattutto il primo viene definito “carrier killer” in quanto si ritiene abbia un MaRV (Maneuvrable Reentry Vehicle) con sistema di guida terminale di qualche tipo.

Le somiglianze con il Kinzhal

Tornando al nuovo vettore, la designazione KD-21, combinata con il fatto che il missile viene utilizzato dalla PLAAF, suggerisce che potrebbe essere principalmente destinato all’attacco terrestre, ma che possa conservare il ruolo antinave.

Non in modo inaspettato, il KD-21 rassomiglia al vettore ipersonico russo Kh-47M2 “Kinzhal” utilizzato sui MiG-31K e c’è chi ritiene che potrebbe averne lo stesso ruolo. Se il missile russo è un derivato del vettore terrestre del sistema SRBM “Iskander-M”, quello cinese appare invece derivare dal missile balistico antinave CM-401 lanciabile da terra o dal mare in quanto montato in canister. Da quanto sappiamo, il CM-401 può anche colpire bersagli terrestri statici e, a quanto si dice, ha una velocità terminale tra Mach 4 e 6.

Velocità ipersonica in fase terminale

Restando nel campo degli ALBM della PLAAF, a ottobre del 2020 era apparso un breve video di quello che è sembrato un missile tipo DF-17 trasportato da un bombardiere H-6N (versione in grado di trasportare carichi più pesanti). In quell’occasione avevamo affermato che il missile, i cui test erano cominciati almeno nel 2017, utilizzava il booster dell’SRBM DF-16B su cui è stata montata la testata ipersonica planante tipo HGV (Hypersonic Glide Vehicle) indicata come DF-ZF (o Wu-14) capace di raggiungere una velocità stimata maggiore di Mach 5.

Un ALBM è in grado di sviluppare velocità ipersonica in fase terminale, e potrebbe essere difficile da intercettare soprattutto se impiegato in un attacco di saturazione insieme ad altri vettori, come missili da crociera o altri balistici. La possibilità di essere sganciato “a distanza di sicurezza” dalle zone altamente contestate della difesa aerea rende questi strumenti ideali per prolungare il braccio del proprio strumento di offesa strategica, ma proprio il fatto che siano missili trasportati da bombardieri, soprattutto obsoleti come l’H-6 (copia locale del Tupolev Tu-16 “Badger” sovietico), li rende vulnerabili ai caccia avversari, che con armi a lungo e lunghissimo raggio possono colpirli prima che sgancino i vettori.

Le lezioni apprese dalla guerra in Ucraina suggeriscono anche che gli ALBM, come il “Kinzhal”, non sono invulnerabili e possono essere intercettati da parte di sistemi di difesa aerea di fascia alta.

Il vantaggio nel Mar Cinese meridionale

Tuttavia, nel contesto di un futuro confronto con la RPC nella regione indo-pacifica, gli ALBM come il KD-21 sarebbero solo un elemento di una strategia A2/AD stratificata e complessa, che prevede anche l’utilizzo di droni di vario tipo oltre ai già citati vettori da crociera e balistici. Non va nemmeno dimenticato che, nel caso di uno scontro per Taiwan o per il Mar Cinese Meridionale, la vicinanza delle basi premierebbe gli attaccanti cinesi in quanto i bombardieri, o i caccia che sganciano i missili da crociera, possono contare su una difesa aerea multistrato che fornirebbe un esteso ombrello di protezione.

Se il KD-21 dovesse avere la stessa gittata del CM-401, si tratterebbe di poco più di 290 chilometri, che però aumenterebbe in quanto lanciato dall’aria (il vettore non consuma carburante per sollevarsi dalla superficie e raggiungere l’apogeo), ma non bisogna pensare che questo missile sia nato per portare l’offesa a Guam, o addirittura all’Alaska o alle Hawaii: questo compito è affidato alla PLARF. Questi e altri vettori balistici aviolanciati sono effettivamente pensati per un conflitto nelle acque limitrofe alla Repubblica Popolare, che comprendono quindi Paesi come il Giappone, la Corea del Sud, le Filippine, e, ovviamente Taiwan.

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