La Serbia ha ricevuto dalla Cina il sofisticato sistema antiaereo cinese HQ-22, accogliendo all’aeroporto civile Nikola Tesla di Belgrado sei grandi aerei militari cargo inviati da Pechino. La notizia, riportata dall’Associated Press, ha fatto particolarmente discutere la comunità internazionale. Il governo serbo, ossia il destinatario degli armamenti, ha infatti una posizione ambigua nei confronti della Russia che, come sappiamo, è impegnata nel conflitto ucraino.
L’esecutivo guidato da Aleksandar Vucic, fresco di conferma elettorale, ha sì condannato la violazione dell’integrità territoriale dell’Ucraina ma, allo stesso tempo, non ha aderito alle sanzioni internazionali contro Mosca. Per quale motivo? La spiegazione ufficiale starebbe nell’eccessiva dipendenza strategica che la Serbia ha nei confronti di Vladimir Putin. Calcolatrice alla mano, infatti, considerando tanto il gas quanto il petrolio, Vucic si trova a dipendere per circa il 90% dalla Russia.
Sommiamo, poi, le numerose vicissitudini politiche che hanno allontanato l’Unione europea e la Serbia, l’eccellente rapporto tra Belgrado, Pechino e Mosca – consolidato durante la pandemia con la diplomazia cinese dei vaccini e con il sostegno russo – e l’altrettanto ottimo rapporto personale tra Putin e lo stesso Vucic. Possiamo adesso capire da dove arriva la diffidenza di Bruxelles nei confronti di questo Paese.
I missili cinesi in Serbia
La consegna del sistema missilistico cinese in Serbia non può che allarmare l’Unione europea, preoccupata per il possibile accumulo di armi nei Balcani e per il rischio che una scintilla innescata dalla guerra in Ucraina possa alterare il già fragile equilibrio regionale.
Tornando al fatto in sé, pare che Belgrado abbia accolto sei aerei da trasporto Y-20 dell’aeronautica cinese carichi di HQ-22 surface-to-air missile systems per l’esercito serbo. Il ministero della Difesa serbo non ha risposto alle richieste di chiarimento sollevate dall’AP.
Secondo quanto riportato da The Warzone, la situazione è particolare per un paio di motivi. Intanto i velivoli militari cinesi avrebbero volato in formazione dalla Cina alla Serbia; inoltre bisogna considerare che la presenza degli Y-20 in Europa, in qualsiasi numero, è ancora un fenomeno rarissimo. Il presidente Vucic ha comunque quasi confermato la consegna – a quanto pare concordata nel 2019 – dichiarando che nei prossimi giorni presenterà il “più nuovo orgoglio” dell’esercito serbo, riferendosi probabilmente a quanto ricevuto.
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La mossa di Belgrado
Accanto alla notizia in sé non mancano ipotesi e analisi interessanti da sottolineare. L’analista militare serbo Aleksandar Radic ha affermato che, con questa spedizione, i cinesi avrebbero “effettuato la loro dimostrazione di forza“.
Nel 2020 i funzionari degli Stati Uniti avevano messo in guardia Belgrado sul non acquistare gli HQ-22. Il messaggio di fondo era chiaro: nel caso in cui la Serbia, in un futuro non troppo lontano, avesse voluto entrare a far parte dell’Unione europea e di altre alleanze occidentali, allora avrebbe dovuto allineare il suo equipaggiamento con gli standard occidentali. A quanto pare Vucic ha deciso di proseguire per la sua strada, tanto è vero che ha reso la nazione serba il primo Paese europeo detentore di un sistema missilistico cinese. Ricordiamo, inoltre, che due anni fa la Serbia ha preso in consegna i droni da combattimento Chengdu Pterodactyl-1, conosciuti in Cina come Wing Loong. Quest droni da combattimento, per la cronaca, sono in grado di colpire obiettivi con bombe e missili e possono essere utilizzati per compiti di ricognizione.
La comunità internazionale teme che l’armamento della Serbia da parte della Cina (ma anche della Russia) possa incoraggiare il Paese balcanico verso un’altra guerra, soprattutto contro la sua ex provincia del Kosovo che ha proclamato l’indipendenza nel 2008.
Last but not least c’è chi ha sussurrato l’ipotesi che Belgrado possa fungere da “Paese staffetta” per consentire alla Russia di ricevere armamenti cinesi. Non ci sono ovviamente né prove né conferme, ma la preoccupazione sta iniziando a raggiungere livelli di guardia.



