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La Bulgaria utilizzerà presto i caccia multiruolo F-16 di fabbricazione statunitense. Passando dagli aerei d’epoca sovietica ai jet moderni prodotti dalla Lockheed Martin. E, secondo quanto reso noto, saranno proprio gli aviatori statunitensi di stanza in Italia – dove sono dislocati il 555th e il 510th Fighter Squadron che operano su questi apparecchi presso la Base aerea di Aviano – a svolgere un ruolo in questo passaggio.

Il presidente bulgaro Rumen Radev ha già avuto modo di “toccare con mano” i progressi nella modernizzazione delle forze aeree del suo Paese, effettuando nei giorni scorsi un volo su un F-16 Fighting Falcon dell’US Air Force presso la 3ª base aerea dell’Aeronautica Militare bulgara, Bălgarski Voennovăzdušni Sili. Ciò segna un passo importante nella transizione della Bulgaria che abbandonerà la flotta di aerei di epoca sovietica per passare al longevo jet da combattimento di produzione statunitense, tornato al centro dell’attenzione per l’impiego nel conflitto ucraino e il suo ruolo nelle forze aeree israeliane.

La Lockheed Martin ha consegnato ufficialmente il primo F-16 Block 70 a funzionari bulgari la scorsa settimana, segnando l’inizio di una “nuova era per l’aviazione militare bulgara”, che ha stretto un accordo per ricevere un totale di 15 nuovi aerei di combattimento di quarta generazione avanzata per sostituire i vecchi caccia MiG-29 e Su-25 di fabbricazione russa, che hanno prestato un lungo servito in ruoli strategici ma sono arrivati alla fine della loro vita operativa.

La dichiarazione di intenti della Bulgaria

Se si osserva il quadro più ampio, la scelta del governo della Bulgaria di acquisire armamenti moderni, come l’F-16, si allinea perfettamente con la tendenza di ricerca di sicurezza in Europa che si è accentuata dall’invasione dell’Ucraina nel 2022 da parte della Russia. Il programma di modernizzazione della flotta aerea bulgara, che aveva già avviato un accordo nel 2019 per l’acquisto di otto F-16, ha subito una netta accelerazione.

È idea comune che questi nuovi aerei da combattimento, con prestazioni superiori ai loro predecessori, consentiranno alla Bulgaria di incrementare le sue capacità difensive, rendendola un partner ancora più affidabile nell’ambito della NATO. Va infatti osservato come nel contesto di una crescente preoccupazione per la sicurezza in Europa, la Bulgaria abbia speso circa il 2,2% del suo prodotto interno lordo per la difesa nel 2023, superando così il target del 2% stabilito dalla NATO. Secondo quanto riportato da Star&Stripes, con l’acquisto degli F-16 questa cifra è destinata a superare il 3% nei prossimi anni, un indicatore chiaro dell’impegno bulgaro nel rafforzare le proprie capacità militari e nel preservare la stabilità nella regione. La transizione della Bulgaria verso i moderni F-16 non rappresenta solo un aggiornamento della flotta, ma è anche una “dichiarazione di intenti” all’interno della NATO, evidenziando il ruolo attivo della Bulgaria nella difesa collettiva e nella sicurezza europea.

Il ruolo degli americani di stanza ad Aviano

Il ministro della Difesa bulgaro, Atanas Zapryanov, ha reso noto che il velivolo consegnato rappresenta solo il primo passo. Secondo i piani il governo di Sofia prevede di avere otto F-16 operativi entro la fine dell’anno, mentre le restanti 8 unità dovrebbero arrivare nel corso dell’anno successivo. “Eventi come questo evidenziano il futuro della difesa aerea della Bulgaria“, ha sottolineato il generale di brigata Clark, comandante del 31° Fighter Wing dell’Aeronautica statunitense: lo stormo caccia della Third Air Force che ha il suo quartier generale presso la nostra base di Aviano, a cui è affidato un ruolo cruciale in questa transizione. Il 31° Fighter Wing sta collaborando “attivamente” con le forze aeree bulgare per fare in modo che gli aviatori bulgari familiarizzino con i nuovi jet – come è accaduto con gli aviatori ucraini scelti per portare in battaglia questo aereo da combattimento – migliorando al contempo la prontezza operativa complessiva della flotta.

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