Potrebbe sembrare un annuncio come tanti. Il classico alert sulla Corea del Nord che testa un missile per lanciare chissà quale messaggio agli Stati Uniti, per rispondere a una fantomatica provocazione nemica o semplicemente per rafforzare il proprio arsenale. L’ultimo esperimento militare di Kim Jong Un è stato invece molto diverso dagli altri. Pyongyang, spiegano i dispacci dell’agenzia di stampa nordcoreana Korean Central News Agency (Kcna), ha infatti testato un nuovo siluro ad alta velocità a guida di precisione dotato di intelligenza artificiale.
Si è trattato di un test subacqueo che ha coinvolto il siluro Zam 2.0: conosciamo il nome ma non sono fin qui state diffuse immagini. Sappiamo però che l’Academy of Defence Science, la Missile Administration e il Torpedo Weapons Research Bureau hanno condotto la prova per “confermare il successo dell’aggiornamento tecnico di un nuovo sistema d’arma” che integra tecnologie di intelligenza artificiale nei sistemi di rilevamento dei bersagli e di guida.
L’ultima svolta di Kim
La parola chiave è intelligenza artificiale, o meglio ancora, la sua integrazione all’interno dell’apparato militare nordcoreano. Non è un caso che Pyongyang abbia presentato il test come parte delle attività ordinarie degli istituti di ricerca scientifica della difesa per portare i sistemi d’arma su una base tecnologica altamente sviluppata.
“La tecnologia dell’intelligenza artificiale è stata applicata al rilevamento del bersaglio e alla funzione di guida del nuovo tipo di siluro a guida di precisione ad altissima velocità”, si legge ancora sulla Kcna. L’Ia permette a Kim di aumentare l’efficienza della propulsione dei missili e le loro prestazioni. Un missile ipersonico a medio raggio testato poche settimane fa, per esempio, sarebbe in grado di “cambiare la sua orbita di volo a bassa quota”, almeno stando a quanto dichiarato dalle autorità nordcoreane.
Detto altrimenti, l’intelligenza artificiale potrebbe consentire alle armi di Pyongyang di effettuare manovre evasive e persino prendere decisioni autonome per confondere gli avversari. “La Corea del Sud e gli Stati Uniti utilizzano bersagli esca per deviare i siluri, ma l’intelligenza artificiale potrebbe potenzialmente aiutare a distinguere i bersagli reali dalle esche”, ha spiegato a Reuters Lim Eul Chul, professore all’Università di Kyungnam.

L’importanza dell’intelligenza artificiale
Lo scorso settembre Kim ha rimarcato la necessità di innalzare al più presto “il livello di intelligenza artificiale” nei sistemi d’arma del Paese. Detto, fatto: la Corea del Nord ha fin qui testato un mix di missili balistici tattici, razzi di artiglieria e missili da crociera di precisione a guida IA. Pyongyang sta inoltre dedicato particolare attenzione allo sviluppo di “droni kamikaze” alimentati dall’intelligenza artificiale.
C’è però un ostacolo non da poco. Come ha spiegato un report dell’IISS, il Paese non possiede i prerequisiti fondamentali per lo sviluppo dell’IA su larga scala, ovvero chip avanzati, infrastrutture per i data center, risorse energetiche sufficienti e set di dati di alta qualità.
Nel frattempo nella celebre Università Kim Il Sung è stata istituita una scuola di IA per formare specialisti del settore, mentre i ricercatori nordcoreani stanno lavorando ad applicazioni di IA per la traduzione automatica, il riconoscimento facciale e vocale, oltre che per l’identificazione delle targhe dei veicoli. Un passo alla volta Kim vuole realizzare il suo obiettivo: integrare l’intelligenza artificiale nel comparto militare della Corea del Nord.

Abbonati e diventa uno di noi
Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

