“John F. Kennedy”, la nuova portaerei Usa affronta le Prime prove in mare

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La USS “John F. Kennedy” (CVN-79), la seconda portaerei di classe Ford della U.S. Navy, ha preso il mare per la prima volta mercoledì 28 gennaio per effettuare le prime prove in mare.

La JFK dovrebbe essere consegnata alla marina USA a marzo 2027, dopo aver subito numerosi ritardi nel corso degli anni durante la costruzione presso il cantiere navale di Huntington Ingalls Industries a Newport News (Virginia). Nel 2020, la U.S. Navy ha modificato l’approccio di consegna in due fasi precedentemente pianificato per la portaerei, optando per la consegna in un’unica fase. Tale decisione ha aggiunto due anni di lavoro al contratto di progettazione e costruzione di dettaglio della portaerei originariamente stabilito.

I due anni di ritardo si sono determinati in particolare per supportare il completamento della certificazione dell’Advanced Arresting Gear (AAG) e il proseguimento dei lavori sull’Advanced Weapons Elevator (AWE), due nuovi sistemi di bordo caratteristici di questa nuova classe, e che hanno causato, insieme al sistema di catapulte elettromagnetiche (EMALS), notevoli ritardi nell’ingresso in servizio della portaerei “Ford”.

Sebbene non sia ancora chiaro come la portaerei “JFK” sia stata equipaggiata rispetto alla capoclasse, essa sarà consegnata con alcune notevoli differenze. Tra queste, come riporta The War Zone, un radar AN/SPY-6(V)3, noto anche come versione a superficie fissa dell’Enterprise Air Surveillance Radar (EASR) di Raytheon, al posto del Dual Band Radar (DBR) della portaerei “Ford”. Le immagini pubblicate in occasione delle prove in mare mostrano diverse differenze tra l’isola della “JFK” e quella della “Ford”, dovute almeno in parte al cambio di radar. Il DBR si è dimostrato estremamente problematico nel corso degli anni, con continue carenze di copertura radar e guasti intermittenti osservati durante le operazioni. Nel corso degli anni, la “Ford” ha mostrato una lunga serie di altri problemi, ma i cantieri insieme alla marina statunitense hanno lavorato per mettere a frutto le lezioni apprese nel lavoro su tutte le future navi della classe, a cominciare dalla “JFK”.

La U.S. Navy ha ordinato la nuova portaerei nel 2013, ed è stata impostata nel 2015 col varo effettuato quattro anni dopo, avendo l’obiettivo di consegnarla nel 2022. Il ritardo accumulato, come accennato, è dovuto soprattutto alla scelta di procedere alla consegna in un’unica fase invece di optare per la soluzione adottata per la “Ford” di due fasi: la portaerei sarebbe quindi arrivata ancora priva di determinate capacità. La richiesta del Congresso di poter supportare i caccia F-35C al momento della consegna ha contribuito allo slittamento di tale programma al 2024. La marina USA ha successivamente spostato nuovamente il termine dal 2024 al 2025, apparentemente per completare lavori che normalmente sarebbero stati svolti dopo la consegna, e l’anno scorso, ha ulteriormente posticipato la data a marzo 2027 per i motivi già spiegati in apertura di articolo a cui però si aggiungono fattori strutturali: la poca disponibilità di materiali da costruzione e i persistenti problemi di manodopera nei cantieri navali, che si sta cercando di mitigare anche con incentivi per l’assunzione di nuovi lavoratori.

La decisione di consegnare la “JFK” in un’unica fase risponde anche alla necessità di avere un’unità pienamente operativa a disposizione della marina, evitando così di avere la nave sottoposta a lunghi lavori tra una missione e l’altra, quindi risparmiando tempo e denaro. La “Ford”, ad esempio, ancora oggi non è in grado di operare con gli F-35C sebbene abbia già effettuato operazioni militari, e l’adattamento al caccia di quinta generazione si sommerà al tempo necessario per i normali lavori di cantiere post crociera operativa.

La priorità della marina Usa

Acquisire più portaerei di classe Ford è una priorità fondamentale per la marina USA, che da anni sta cercando di iniziare a dismettere le sue vecchie portaerei di classe Nimitz. Se la USS Nimitz sarà ritirata dal servizio attivo quest’anno, come da programma, il numero di portaerei scenderà a 10 fino all’arrivo della “Kennedy”, ma il requisito permanente per la U.S. Navy per avere il massimo della propria capacità di combattimento è quello di avere almeno 12 portaerei in servizio. Questo spiega la ricerca di queste navi, soprattutto in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo.

Gli obiettivi di progettazione delle nuove classe Ford indicano la capacità di effettuare 160 sortite al giorno, con una capacità di picco superiore a 270, rispetto alle circa 120/240 rispettivamente delle portaerei di classe Nimitz. La capacità di generazione elettrica delle Ford è circa tre volte superiore a quella delle Nimitz, alimentata dai due reattori con una potenza termica stimata di circa 700 megawatt ciascuno e una capacità di generazione elettrica per reattore stimata di circa 300 megawatt, rispetto ai due reattori di una portaerei di classe Nimitz, che forniscono circa 100 megawatt ciascuno. L’equipaggio è stato ridotto di diverse centinaia di unità grazie all’automazione e alla riprogettazione dei sistemi interni e si aggira intorno alle 4600 persone. L’isola sulle Ford è riposizionata ed è più piccola, migliorando la fruibilità del ponte di volo. La “JFK” ha un dislocamento a pieno carico di circa 100mila tonnellate e una lunghezza di 337 metri, un ponte di volo largo 78 metri e una larghezza al galleggiamento di 41. I due reattori azionano quattro alberi e possono far toccare alla nave velocità sostenute superiori a 30 nodi. Entrambe le classi Nimitz e Ford sono progettate per operare oltre 75 velivoli con una capacità di picco prossima ai 90.