Insidewar – L’annosa questione delle “violazioni dello spazio aereo Nato”

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Care lettrici, cari lettori

La Russia non dovrebbe avere dubbi: la NATO e gli alleati impiegheranno, in conformità con il diritto internazionale, tutti gli strumenti militari e non militari necessari per difendersi“, hanno affermato i portavoce dell’Alleanza in una dichiarazione rilasciata martedì. “Se abbatterete uno dei nostri caccia sarà guerra“, hanno immediatamente replicato i portavoce del Cremlino. Parole che alzano il livello della tensione e terrorizzano l’Europa che teme una leggerezza nelle “regole d’ingaggio” che potrebbero trascinare il Vecchio Continente in una guerra che per molti stiamo già combattendo, almeno sotto forme ibride e non convenzionali.

Dal 2022 sono stati registrati oltre sessanta casi di violazione dello spazio aereo della Nato e la consapevolezza che un singolo errore o incidente nei cieli dell’Alleanza Atlantica possa condurci verso l’espansione del conflitto ucraino, che trascinerebbe la Nato in un confronto diretto con la Federazione Russa, permane negli incubi di molti, specialmente di quelli che hanno travisato un’informazione legata a una data particolare, il “3 novembre”. 

Nel quarantaduesimo appuntamento di InsideWar, la newsletter di InsideOver dedicata all’approfondimento e all’analisi del profilo prettamente “militare” della geopolitica, ci siamo occupati dell’annosa questione delle violazioni dello spazio aereo della Nato da parte degli aerei da combattimento russi, una vecchia routine da Guerra Fredda che potrebbe celare diversi scopi.

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