Capire la finanza, per capire il mondo FOLLOW THE MONEY

Rheinmetall è oggi una delle aziende più strategiche d’Europa e appare una delle compagnie destinate a uscire vincitrice dalla corsa al rafforzamento degli arsenali e al riarmo dell’Europa in generale e della Germania in particolare. La settimana della presentazione ufficiale del maxi-piano del nascituro governo tedesco di Friedrich Merz da 500 miliardi di euro di investimenti in difesa e sicurezza ha sancito uno storico sorpasso: il gruppo di Dusseldorf ha segnato un +20% in una settimana alla Borsa di Francoforte sorpassando tutti i big dell’automobile per capitalizzazione.

Il sorpasso sui colossi dell’auto

Ora Rheinmetall, fatturato da 10 miliardi di euro nel 2024, mette in fila, con quasi 65 miliardi di euro di valore borsistico, tutti i maggiori produttori di auto tedeschi: ha sorpassato in pochi giorni Bmw, Volkswagen e Mercedes-Benz diventando il settimo gruppo della borsa di Francoforte per capitalizzazione, in un listino dominato dal gigante tecnologico Sap e risultando, fatto particolare, il maggior attore industriale per valore finanziario nel contesto della prima potenza manifatturiera d’Europa, in cui la crisi dell’economia reale va di pari passo con il boom della Borsa.

Compagnie tedesche per capitalizzazione al 14 marzo 2025 (Fonte)

Rheinmetall va forte e mira a egemonizzare molte commesse strategiche per la Difesa del Vecchio Continente. “In Europa è iniziata un’era di riarmo che richiederà molto a tutti noi”, ha affermato mercoledì il Ceo di Rheinmetall Armin Papperger prospettando una “svolta epocale” che precederebbe, o forse contribuirebbe ad applicare, l’analoga prospettiva chiamata da Olaf Scholz, cancelliere uscente, sulla Difesa: l’azienda potrebbe beneficiare non solo del clima di riarmo in atto in Europa ma addirittura contribuire a sostenere gli sforzi di un colosso in crisi come Volkswagen per accorciare le sue linee e ridimensionare la sua produzione.

Rheinmetall vuol rilevare gli impianti Volkswagen

Tra Rheinmetall e Volkswagen esiste già un dialogo costante, dato che la prima ha promosso una joint venture per costruire camion militari con la società di veicoli di trasporto del colosso della Turingia, MAN Truck & Bus. Il gruppo automobilistico di Wolfsburg, in crisi strutturale, sta valutando di cessare la produzione nel suo stabilimento di Osnabrück, nella Bassa Sassonia in de-industrializzazione, e Papperger sta pensando di farvi subentrare Rheinmetall, spostando dalle macchine agli obici e ai nuovi carri Leopard e Panther, su cui l’azienda ha un accordo quadro con la concorrente Knds, il focus della produzione.

Rheinmetall ha triplicato il suo valore nell’ultimo anno

Stiamo parlando di mobilitazione da vera e propria economia di guerra, capace di strutturare lo spostamento di un quantitativo notevole di risorse dalla produzione civile a quella militare. Questo processo è da attuare tramite uno sforzo di riconversione che mira, tramite lo stimolo degli appalti pubblici, ad accelerare la produzione degli operatori della Difesa, e Rheinmetall sa già il fatto suo. L’azienda vanta siti produttivi in tutta la Germania, dallo strategico impianto di Kassel, nel cuore del Paese, a quello in via di completamento a Unterluss, in Bassa Sassonia, dove dall’anno in corso si prevede di avviare la realizzazione di ben 200mila pezzi d’artiglieria l’anno. 

Rheinmetall prevede un aumento di circa il 30% del fatturato nel 2025, conscia del fatto che poco meno di un terzo dei suoi affari è garantito dalle forze armate tedesche e dal Governo di Berlino in generale, anche tramite gli acquisti di munizioni da 155 mm e obici da consegnare all’Ucraina. Nel Paese invaso dalla Federazione Russa nel 2022, inoltre, Rheinmetall ha avviato un’attività, grazie alla joint venture al 51% da lei partecipata con Ukroboronprom, che ne controlla il residuo 49%, operativa dall’estate scorsa e che gestirà riparazione e produzione di pezzi di ricambio per veicoli militari direttamente in Ucraina.

Rheinmetall e il servizio al sistema militare tedesco

E non finisce qui. Rheinmetall, come nota Defense News, è anche al cuore dello sforzo strategico tedesco per modernizzare la mobilità militare e i servizi di sostegno e di approvvigionamento. Il gruppo infatti “fornirà supporto logistico per i movimenti militari all’interno e attraverso il Paese nell’ambito di un nuovo importante contratto” concluso il 20 febbraio scorso che, sottolinea la testata, avrà un valore di 260 milioni di euro e “ha stabilito che i compiti delegati alla filiale logistica di Rheinmetall sarebbero rimasti di responsabilità dell’azienda anche in tempo di guerra o se fosse stata attivata una clausola di mutua assistenza, l’articolo 5 della NATO. Si applicherà inoltre non solo alla fornitura di servizi per le unità tedesche, ma anche alle truppe alleate in transito in Germania”.

Questo spiega il potenziale strategico di Rheinmetall ben oltre la pur strutturale svolta sulla produzione militare al servizio della Germania e del suo riarmo: il gruppo di Dusseldorf è ormai un apparato sistemico per l’intera strategia di sicurezza di Berlino in tempi di incertezza, caos geopolitico e necessità di fare squadra. Parte della storia industriale del Paese storicamente “locomotiva d’Europa”, è oggi protagonista del suo “ritorno nella Storia” in un tempo di minacce geopolitiche e tensioni. Acquisendo un valore che va ben oltre fatturati e accrescimenti di capitalizzazione.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto