Il sistema missilistico SAMP/T certificato per il Michelangelo Dome

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A quasi una settimana dalla presentazione ufficiale del Michelangelo Dome, l’architettura di difesa aerea integrata di Leonardo ha visto la certificazione all’utilizzo del SAMP/T NG, sistema missilistico di Eurosam (consorzio italo-francese che comprende MBDA e Thales) che utilizza il sensore radar ad alta potenza Kronos Grand Mobile di ultima generazione.

Il 3 dicembre è stato effettuato infatti il primo lancio di qualifica del missile terra-aria Aster 30 B1NT utilizzato dal SAMP/T NG, guidato sul bersaglio dal radar di Leonardo. Questo radar, di tipo AESA (Active Electronically Scanned Array) multifunzione e incorporante le più avanzate tecnologie richieste per questa capacità, ha dimostrato le sue prestazioni tracciando la minaccia e guidando il missile verso l’intercettazione a una distanza mai raggiunta prima durante le prove a terra.

Leonardo, in un comunicato stampa, afferma che “questa prestazione conferma il Kronos Grand Mobile High Power come il sensore radar migliore in Europa per i sistemi di difesa aerea e missilistica”. Questo risultato, prosegue ancora l’azienda italiana, si aggiunge a quelli già ottenuti nel corso delle esercitazioni internazionali di Integrated Air and Missile Defence (Formidable Shield e Pacific Dragon) e delle prove in tempo reale del sistema SAM (Surface-to-Air Missile) basato a terra, testimoniando la fattibilità del percorso intrapreso da Leonardo nello sviluppo di Michelangelo Dome che, grazie alla sua architettura dinamica e aperta, si candida a guidare l’integrazione di una cupola di difesa aerea contro le minacce, anche missilistiche, per l’Europa.

Il risultato ottenuto, il primo verso la via dell’integrazione dei sistemi da difesa aerea europei, è sicuramente importante anche considerando che il radar Kronos, operante in banda C, utilizzato dal SAMP/T NG è la versione a singola faccia rotante del radar navale a facce fisse Kronos Quad, utilizzato sui PPA/MCS della Marina Militare italiana e sarà impiegato nella medesima versione sulle nuove fregate tipo FREMM EVO di Fincantieri. Il radar, nella sua versione antecedente denominata MFRA (Multi Functional Radar Active), viene utilizzato dalle fregate di classe Bergamini e dai cacciatorpediniere di classe Orizzonte. Questo significa che il Michelangelo Dome potrebbe già vedere la certificazione dei sistemi di difesa aerea imbarcati nella nostra Marina Militare – e in altre europee utilizzanti lo stesso complesso – previa effettuazione di un test di lancio.

Leonardo sta sviluppando il Michelangelo Dome seguendo il concetto di difesa aerea integrata, che implica la messa a sistema di diversi assetti per contrastare tutte le minacce nel dominio aereo (missili balistici, caccia, droni, vettori da crociera), con uno schema multilivello (definito in base al tipo di minaccia da neutralizzare, solitamente discriminato sulla quota di ingaggio) la cui spina dorsale è formata da sensori di varia natura (radar e satelliti) per la scoperta, tracciamento e ingaggio dei bersagli volanti. La vera novità di Michelangelo Dome, il cuore del sistema, è il software che permette l’integrazione completa di sensori terrestri, navali, aerei e spaziali di nuova generazione, piattaforme di cyber-difesa, sistemi di comando e controllo, Intelligenza Artificiale e diversi effettori in modo coordinato.

Michelangelo Dome introduce un nuovo paradigma nella difesa aerea: la possibilità di gestire simultaneamente diverse tipologie di minacce e di selezionare istantaneamente il sistema, o i sistemi, più idonei a eliminarle. Questo significa che il software sviluppato da Leonardo può raccogliere tutti i dati dai sensori messi in rete, elaborare la tipologia di minaccia, selezionare l’effettore per neutralizzarla e anche calcolare in anticipo l’attività ostile grazie all’Intelligenza Artificiale. Bisogna quindi immaginare la nascita di una rete, di tipo europeo, in grado non solo di reagire ma di pensare al modo migliore per farlo con la capacità di predire l’evolversi della minaccia in corso.

Quando il sistema sarà operativo – all’incirca a partire dal 2027 – assisteremo a una vera e propria rivoluzione nel vitale settore della difesa aerea e missilistica, in attesa che i nuovi intercettori missilistici ipersonici attualmente in fase di sviluppo da parte di MBDA siano pronti.

Michelangelo Dome si candida a essere l’architettura di difesa aerea europea proprio perché in grado di mettere a sistema sistemi molto diversi tra di loro, operanti in ogni livello della “cupola” che difende il cielo. Ciò significa che, potenzialmente, può essere il sistema adatto a integrare l’European Sky Shield Initiative (ESSI), guidata dalla Germania, nata per rafforzare le difese aeree dell’Europa continentale. Questo strumento, che vede la partecipazione di quasi tutti gli stati europei eccezion fatta per Italia, Francia, Spagna, Croazia e Montenegro, utilizza 3 piattaforme missilistiche di cui due extraeuropee: il missile “Arrow 3” israeliano, con relativo radar Super Green Pine, operante in banda L, e il Patriot PAC-3 statunitense, che utilizza il radar multifunzione AN/MPQ-65, anch’esso operante in banda C.