Difesa /

La Turchia ha dato quello che sembra essere l’impulso definitivo per la costruzione del suo caccia di quinta generazione: il progetto TF-X National Combat Aircraft (Mmu – Milli Muharip Uçak).

Temel Kotil, direttore generale di Turkish Aerospace Industries (Tai), industria detentrice dell’appaltato del programma aeronautico per il nuovo caccia di quinta generazione made in Turkey, ha dichiarato all’agenzia stampa governativa Anadolu che il processo di produzione sta procedendo bene e che il prototipo, che includerà avionica, sistemi di controllo e idraulici, effettuerà il roll out il 18 marzo 2023.

Il caccia TF-X sarà composto da circa 20mila parti la cui produzione sarà completata entro la fine del 2022, ha dichiarato ancora Kotil, aggiungendo che “la parte più importante sono le parti in titanio che sostengono i motori. Questa è la parte più difficile da produrre”.

“Tuttavia, l’azienda ha una vasta esperienza e conoscenza in tale produzione”, ha anche detto, in quanto la Tai si è occupata, in passato, della costruzione di alcune parti della fusoliera centrale degli F-35.

Il funzionario ha aggiunto che all’inizio verrà utilizzato un motore già pronto per equipaggiare il caccia, e che una nuova motorizzazione, sviluppata da TRMotor sarà integrata successivamente.

Tai non è però l’unica industria turca che si occuperà della costruzione del caccia: la Turchia, infatti, grazie a una politica di acquisizione di sistemi per la difesa che prevede la cessione di brevetti e condivisione di tecnologie, nonché avendo formato una classe di ingegneri e progettisti nelle massime realtà estere, è stata in grado, nel corso degli anni, di affinare le proprie capacità e produrre armamenti nazionali che stanno avendo anche un buon successo sul mercato estero: è quanto sta avvenendo, ad esempio, per i droni Bayraktar TB2.

C’è la Aselsan che si occupa di avionica (radar compreso) e dell’hardware dei computer e che è anche tra le proprietarie di Roketsan, che costruisce sistemi missilistici; poi la Havelsan per il software, mentre la stessa Tai, in collaborazione con la Altinay e un’azienda ucraina, costruirà gli attuatori del nuovo velivolo. È ancora la Tai che sta lavorando per produrre il tettuccio trasparente che circonda la cabina di pilotaggio, mentre la Pavotek, un’altra azienda turca, sta sviluppando il sistema di distribuzione dell’energia.

Parallelamente è stato individuato l’hub dove verrà assemblato il velivolo: sappiamo che l’hangar preparato per il TF-X dovrebbe essere completato quest’anno. Non sappiamo dove sarà situato ma sarà una struttura isolata e avrà una propria infrastruttura di comunicazione e computer coperti dal più alto livello di sicurezza per mantenere il velo di segretezza necessario.

Sempre Kotil ha detto che dopo la prima accensione del motore, inizieranno le prove a terra. A quanto pare la Turchia si è data una tabella di marcia “molto rigorosa” da seguire, col fine di arrivare a effettuare la presentazione del primo prototipo a marzo 2023, utilizzando tutte le capacità disponibili per questo nuovo caccia di quinta generazione.

Un programma cruciale per la Turchia, estromessa dal consorzio per il caccia F-35 a causa dell’acquisizione di batterie del sistema da difesa aerea di fabbricazione russa S-400, considerato una minaccia per la sicurezza della rete della Nato. Il TF-X nei progetti di Ankara dovrà avere caratteristiche simili all’F-35 Lightning II della Lockheed Martin e andrà a sostituire i caccia F-16 delle forze aeree turche (Türk Hava Kuvvetleri) in vista della graduale eliminazione di questi ultimi nei prossimi anni ’30.

Il caccia sarà un velivolo monoposto e bimotore con caratteristiche stealth e nelle linee ricorda un po’ l’F-22, come anche il nuovo caccia sudcoreano del resto. Il TF-X è stato concepito originariamente, a differenza del Lightning II, come un caccia da superiorità aerea, in quanto avrebbe dovuto accompagnare proprio gli F-35. Non sappiamo se, al momento, si prevede una modifica rispetto a questo requisito, e quindi se nascerà come cacciabombardiere multiruolo.

La prima consegna ai reparti, se verrà rispettata la tabella di marcia, è prevista per il 2029 e la sua vita operativa è previsto che cessi nel 2070. Il 5 agosto 2016, quando è stato firmato il contratto di sviluppo e progettazione preliminare, è stata avviata anche la fase Emd del programma TF-X che prevede la costruzione di sette prototipi volanti a scopo di test e valutazione.

Il progetto ad onor del vero non è totalmente autoctono, ma è condiviso con la britannica Bae Systems: il 28 gennaio del 2018 il primo ministro britannico Theresa May, durante la sua visita ufficiale ad Istanbul per incontrare il leader turco Recep Erdogan, ha annunciato che la Bae collaborerà con la Tai per sviluppare il design ed i sistemi del caccia; accordi che sono stati mantenuti dal Regno Unito anche col cambio al vertice del governo. Sappiamo che l’ambasciatore britannico in Turchia, Dominick Chilcott, a inizio di quest’anno ha confermato che Bae sarà il principale partner del programma e auspicava che Rolls Royce, che si occupa della costruzione dei motori per il caccia Tempest di sesta generazione, potesse fatto lo stesso per il caccia turco.

Tuttavia, alla luce delle attuali dichiarazioni turche, sembra che il motore del TF-X sarà un’altra costruzione indigena ma senz’altro derivata dalle cessioni tecnologiche della ben nota industria motoristica britannica.