Dovremmo davvero temere l’avvento di una guerra tra satelliti nella fascia orbitale? È quanto suggeriscono alcune preoccupazione esposte durante l’ultima conferenza che ha riunito funzionari militari e governativi degli Stati Uniti e degli altri maggiori Stati europei impegnati in programmi spaziali, che si sono incontrati a Londra per affrontare successi e minacce nella nuova corsa o “militarizzazione” dello Spazio.
Gli avversari teorici in questo perenne messaggio di allerta promosso dal Pentagono ovviamente sono sempre gli stessi: la Cina e la Russia, che stanno guardando sempre con maggiore interesse al dominio dell’orbita bassa e alta, lanciando al pari degli occidentali satelliti spia e i cosiddetti satelliti “fast-mover“ che minacciano gli altri satelliti e potrebbero ingaggiare delle vere battaglie con i loro movimenti improvvisi e con manovre d’interdizione che possiamo solo lontanamente immaginare.
Sulle scrivanie delle nuove “divisioni spaziali“, che uniscono le sezioni più tecnologiche delle forze aeree e dell’intelligence, sono state poste le basi di un programma di collaborazione nel settore spaziale per analizzare e affrontare le minacce che le potenze del Vecchio Continente devono affrontare, e che provengono dai principali avversari dell’equilibrio promosso dall’Occidente.
“Gli attacchi informatici, i jammer Gps e i detriti spaziali” di questi concorrenti nella nuova corsa al vicino spazio rappresentano una serie di gravi minacce, secondo il generale del Comando spaziale statunitense, invitando gli alleati che stanno muovendo i loro programmi militari in orbita ( come lo Uk Space Command britannico, il Commandement de l’Espace francese, il Comando per le Operazioni Spaziali italiano e l’ASOC tedesco) a guardare allo spazio come a “uno sport di squadra” che possa riunire i diversi comandi spaziali – in uno “sforzo congiunto e combinato” per proteggersi da tali minacce.

Tutti gli alleati spaziali di Washington sembrano aver “preso a cuore” il messaggio dell’US Space Command. Intensificando i piani militari per lo spazio e investendo anche nelle risorse mandate in orbita. Secondo gli americani “l’esempio più significativo del crescente riconoscimento dell’importanza dello spazio per gli alleati occidentali è arrivato con la creazione della divisione spaziale congiunta della Nato“, attualmente guidata da un ufficiale dell’Armée de l’Air et de l’Espace.
Regno Unito, Francia, Germania e Italia stanno lavorando alle loro strategie di sicurezza spaziale riconoscendo che lo spazio è “esposto a una crescente minaccia”. Il grosso dei progetti si basa sullo sviluppo e lancio di satelliti spia – come i nuovi satelliti statunitensi e quelli britannici – che formino costellazioni per la raccolta di informazioni in tempo reale, e satelliti dotati di nuovi sistemi che gli permetteranno di “contrastare i tentativi di interferenza nell’orbita terrestre bassa e fa parte di una strategia di sicurezza spaziale“. Come nel caso dei satelliti francesi. Già sottoposti al tentativo di “attacco” da parte di un satellite spia russo nel 2018 nell’assaggio di quella che potrebbe essere una battaglia tra satelliti dell’orbita bassa.
In conclusione, le democrazie occidentali stanno e intendono rafforzare sensibilmente la loro alleanze per respingere quelle che considerano l’avanzata nello spazio di avversari come Cina e Russia. “Qualsiasi tentativo di trasformare lo spazio in un campo di battaglia fallirà“, affermano dal Pentagono mentre i comandi militari preparano i lanci di satelliti sempre più sofisticati per prevenire le prossime “guerre stellari“. Un’azione che sembra essere in controtendenza con il messaggio alla base.
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