Il Pentagono vuole rinnovare la sua flotta di AWACS (ed ecco perché c’entra anche la guerra in Iran)

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI
Difesa /

Il Pentagono vuole rinnovare la sua flotta di aerei E-3 Sentry AWACS, sigla che sta per Airborne Warning and Control System, un sistema radar aviotrasportato avanzato, installato solitamente su aerei di grandi dimensioni, progettato per la sorveglianza aerea, il comando, il controllo e le comunicazioni a lungo raggio, il riconoscimento di minacce nemiche e il coordinamento delle forze amiche. E, da quanto si apprende, saranno gliE-7 Wedgetail a raccogliere il testimone.

L’E-3 Sentry è considerato una piattaforma AWACS ormai limitata e obsoleta e, data la rilevanza di questo tipo di asset, che ha avuto un ruolo di primo piano nelle operazioni militari condotte contro l’Iran, il programma di rinnovamento è stato definito “più che mai necessario“, specie dopo che uno di questi preziosi velivoli è andato perduto durante l’attacco sferrato dagli iraniani sulla base aerea Prince Sultan, in Arabia Saudita, a marzo. Sembra infatti che l’operazione Epic Fury e la perdita e il danneggiamento di alcuni velivoli AWACS abbiano “aggravato le già notevoli difficoltà della flotta”, che secondo alcuni analisti è letteralmente “ridotta all’osso” e fa affidamento su piattaforme E-3 decisamente datate.

Sebbene il segretario Pete Hegseth avesse sostenuto la cancellazione del piano che avrebbe previsto l’acquisizione dei Wedgetail, considerati “troppo vulnerabili per essere efficaci nei conflitti futuri” e di secondaria importanza rispetto alle altre risorse ISR che potevano essere acquisite e schierate, qualcosa o qualcuno deve aver fatto notare al Dipartimento della Guerra statunitense che gli E-7 prodotti dalla Boeing sono i candidati perfetti per mandare in pensione i vecchi Sentry e diventare gli “occhi del cielo” nelle future operazioni aeree dell’US Air Force.

Progettato per la Royal Australian Air Force nel quadro del Project Wedgetail, questo velivolo AWACS sviluppato sulla cellula del Boeing 737 è probabilmente la migliore piattaforma di sensori aviotrasportati per l’osservazione dall’alto attualmente disponibile al mondo, particolarmente preziosa per individuare droni kamikaze a lungo raggio e missili da crociera. È inoltre adattabile ad altre esigenze operative, tra cui la gestione del campo di battaglia e la funzione di nodo di rete, grazie alla sua ampia suite di comunicazione e condivisione dati. Il sito specializzato The War Zone ha ricordato come un E-7 della Royal Australian Air Force sia stato inviato proprio in Medio Oriente per “aiutare gli Stati arabi del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani“, certificando la fiducia che viene attribuita alla piattaforma, nonostante i risultati della difesa siano stati messi a dura prova dai missili e dai droni lanciati dagli iraniani.

La domanda di piattaforme AWACS nella flotta statunitense, che può contare su altre piattaforme, compresi gli E-2 imbarcati sulle onnipresenti portaerei dell’Us Navy, è aumentata proprio durante il recente conflitto con l’Iran, quando i missili di Teheran hanno centrato e distrutto uno di questi preziosi aerei per il comando e controllo mentre era a terra. L’Aeronautica militare ha dichiarato di stare valutando la possibilità di sostituire diversi aerei persi finora nei combattimenti con Teheran, ma non è ancora chiaro se ciò includerà il recupero di un Sentry precedentemente ritirato dal servizio.

Secondo gli analisti, si tratterebbe comunque di un processo lungo, costoso e complesso, anche perché non esistono alternative immediate per rimpiazzare un E-3, i cui ultimi esemplari furono consegnati all’inizio degli anni Novanta. Ed è proprio questa crescente difficoltà nel mantenere operativa una flotta ormai logorata dal tempo e dall’intensificarsi degli impegni operativi a rendere il passaggio agli E-7 Wedgetail non più una semplice opzione, ma una necessità strategica sempre più urgente per l’USAF. Nel frattempo, la flotta di E-3, già ridotta drasticamente negli ultimi anni, continua a faticare a soddisfare i requisiti operativi.