Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha ufficialmente avviato il processo di integrazione di un Boeing 747 donato dal Qatar come Air Force One provvisorio. Questa decisione, nonostante le preoccupazioni bipartisan riguardo alla sicurezza e all’etica di accettare un aereo da un Governo straniero, sta suscitando intensi dibattiti tra i legislatori e l’opinione pubblica.
Il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha affermato che l’operazione è in linea con le normative federali e che il Dipartimento si impegnerà a implementare tutte le misure di sicurezza necessarie per un aereo destinato al trasporto del Presidente. Questo passo segue le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha descritto il jet – un investimento di 400 milioni di dollari – come un “dono gratuito” da parte del Qatar, sottolineando l’intento di utilizzarlo non solo per scopi presidenziali. Come riporta nel dettaglio Defense One.
La decisione è stata confermata a seguito delle istruzioni del segretario alla Difesa, Pete Hegseth, che ha incaricato l’US Air Force di iniziare a pianificare le modifiche necessarie per garantire la sicurezza dell’aereo. Durante un’audizione della Commissione Forze Armate del Senato, il Segretario all’Aeronautica, Troy Meink, ha ribadito l’impegno a valutare e realizzare le modifiche richieste. Tuttavia, i dettagli del contratto per le modifiche rimangono riservati.
Le voci contrarie a questa iniziativa non si sono fatte attendere a Capitol Hill, dove diversi membri del Congresso hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai potenziali rischi per la sicurezza nazionale. In particolare, la senatrice Tammy Duckworth ha avvertito che riportare l’aereo agli standard di sicurezza richiesti potrebbe costare oltre un miliardo di dollari, un investimento significativo in un contesto già di per sé teso.
Sicurezza, difesa e spionaggio
Il Generale David Allvin, Capo di Stato Maggiore dell’US Air Force, ha confermato che gli addetti militari esamineranno attentamente tutte le questioni di sicurezza legate a questo aereo e si è dichiarato “pronto” ad apportare le modifiche necessarie. Tuttavia, la tempistica di queste modifiche è ancora incerta; Trump ha espresso il desiderio di utilizzare l’aereo entro la fine dell’anno, ma ex funzionari della Difesa avvertono che le necessarie migliorie richiederanno più tempo, inclusa l’installazione di comunicazioni sicure e sistemi difensivi. Una delle principali critiche mosse nei confronti del “dono” qatariota è infatti legato alla preoccupazione che possano verificarsi azioni di monitoraggio o peggio di spionaggio ai danni dell’amministrazione statunitense. Un rischio che deve essere inficiato dal lavoro degli specialisti americani.
Infine, si tratta di una questione che va oltre il piano pratico. Accettare l’aereo da un Governo straniero potrebbe sollevare interrogativi riguardanti la clausola costituzionale sugli emolumenti, che proibisce donazioni a funzionari federali. Una questione delicata che è appunto oggetto di dibattito negli Stati Uniti.
Verso il nuovo Air Force One “ufficiale”
La Boeing è indietro di anni rispetto alla costruzione di due nuovi Air Force One, il che ha spinto Trump a cercare una soluzione provvisoria. La consegna del VC-25B era inizialmente prevista per il 2024, ma i ritardi hanno fatto slittare le proiezioni al 2028 o al 2029. Boeing ha affermato di poter posticipare la consegna al 2027 se alcuni requisiti del programma verranno allentati.
Nei giorni scorsi il senatore repubblicano del Mike Rounds ha lasciato intendere che l’US Air Force sta già elaborando piani per convertire il jet qatariota, affermando come la forza aerea abbia “un piano per riuscire a risolvere la situazione“. Rounds ha anche affermato che potrebbe essere possibile utilizzare alcuni sistemi costruiti per il jet qatariota e trasferirli ai nuovi VC-25B.
Secondo quanto riportato dallo stesso senatore alla Cnn, “Credo che si possa sostenere che, nella transizione dai vecchi 747, ancora in servizio, ai nuovi, ci siano diversi elementi da includere in ciascuno dei 747. Se riuscissimo a costruire alcuni di questi componenti e poi a trasferirli da un 747 al nuovo, potremmo trarne dei vantaggi mentre i vecchi 747 sono ancora in servizio.”
L’Air Force One del presidente Trump
Sviluppato a partire dal velivolo di linea 747-8, l’aereo presidenziale VC-25 è una versione militarizzata, implementata e ridisegnata impiegata per i viaggi a medio-lungo raggio del presidente degli Stati Uniti e del suo staff.
Questa “Casa Bianca dell’aria” può volare per oltre 12.600 km senza necessità di rifornirsi di carburante, riuscendo quindi a coprire un terzo del mondo senza scalo e senza rifornimento. Può essere rifornito in volo da un aereo cisterna, come molti velivoli militari, per non dover mai atterrare.
Con una lunghezza di poco più di 70 metri, un’apertura alare di 50 metri, l’Air Force One può raggiungere una velocità massima di 1.015 chilometri orari e accogliere fino a 70 passeggeri. Il suo spazio interno di 370 metri quadrati è sempre stato riconfigurato per soddisfare le esigenze delle funzioni presidenziali. Questo comprende l’installazione di una suite executive per il presidente nella parte anteriore del velivolo, dotata di zona notte e ufficio privato, nonché di uno spazio dedicato alla trasmissione di comunicati formali alla nazione durante il volo. Accanto a questo scompartimento c’è uno spazio dedicato ai servizi segreti, che sono sempre presenti a bordo, e una sala conferenze.
Completamente autosufficiente, l’aereo presidenziale dispone di un’area medica che comprende un tavolo operatorio e un’infermeria completamente attrezzata. Come è ben noto, da questa base dell’aerea, e attraverso le famose “Nuclear Football” o “President’s Emergency Satchel“, la valigia portatile che contiene i codici per autorizzare l’uso di armi nucleari, il presidente, Commander in Chief degli Stati Uniti, può convalidare e ordinare uno strike nucleare.
L’Air Force One è pilotato da un equipaggio militare ed è inquadrato nel 89th Airlift Wing dell’Air Force degli Stati Uniti, con sede alla Base Aerea di Andrews. Unità preposta ai voli presidenziali.
Una lunga serie di Boeing designati per le “Sam”
Sebbene sia stato Franklin D. Roosevelt il primo presidente degli Stati Uniti a impiegare regolarmente un aereo “presidenziale”, dotato di un ufficio per le riunioni e basato su un idrovolante a scafo Boeing 314 Clipper, i primo vero aereo presidenziale della storia è attribuito a John Fitzgerald Kennedy, che scelse nel 1962 un Boeing 707 soprannominato Sam 26000.
L’acronimo Sam stava per “Special Air Missions”. Ad esso è seguito un altro Boeing 707, denominato Sam 27000. Nel 2001 il primo Boeing 747, considerato il Sam 28000, divenne ufficialmente noto a tutti come il famoso identificativo di Air Force One.
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