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Accordi nei settori della difesa e dell’energia. Oltre alla comprovata e implicita volontà comune di rafforzare i legami per limitare l’ascesa della Cina nell’Indo-Pacifico. Stati Uniti e India hanno cementato la loro partnership su più fronti, condividendo le medesime priorità strategiche globali. Il premier indiano Narendra Modi è stato ospitato da Joe Biden alla Casa Bianca, dove i tra i due è andato in scena un importante incontro. Non solo perché si è trattato del primo viaggio di Modi negli Usa da quando è diventato leader dell’India, ma anche e soprattutto per via dei risultati ottenuti.

Tra le varie intese registrate i riflettori sono puntati su quella relativa all’acquisto, da parte di Nuova Delhi, di una trentina di droni Mq-9b aggiornati, da impiegare, in parte, in operazioni ad alta quota lungo il confine himalayano, lo stesso conteso e condiviso con Pechino. La transazione dovrebbe portare nelle casse di Washington una somma pari a circa 3 miliardi di dollari. Soldi ben investiti, agli occhi del governo indiano, visto che i velivoli saranno impiegati per lo più per perlustrare le immense aree limitrofe alle frontiere sino-indiane alla ricerca di eventuali movimenti di truppe nemiche.

L’intesa sui droni tra Usa e India

Fino a pochi anni fa, l’India era solita affidarsi in gran parte a pattuglie umane per sorvegliare il confine conteso. La situazione è cambiata nel 2020, quando uno scontro tra soldati indiani e cinesi ha raffreddato i rapporti tra Delhi e Pechino, spingendo entrambe le parti ad aumentare il dispiegamento di truppe, armi e attrezzature di sorveglianza. Certo, l’India non è un alleato degli Stati Uniti nel campo della sicurezza, ma i due Paesi condividono una profonda sfiducia nei confronti di Pechino. 

Ciò ha significato una maggiore cooperazione tra di loro, compresa la condivisione di informazioni, la vendita di armi e la produzione congiunta di armi. Da questo punto di vista, la metà dei droni Mq-9b dovrebbe essere consegnata alla marina indiana, mentre il resto sarà utilizzato dall’esercito e dall’aeronautica indiana per la sorveglianza lungo la frontiera sino-indiana.

L’acquisto mostra i sempre più decisi sforzi dell’India di tenere d’occhio il confine, dove deve affrontare un avversario ben equipaggiato. Insomma, l’India deve affrontare il difficile compito di sorvegliare da vicino il confine per evitare di essere colta alla sprovvista dalle prossime mosse della Cina, hanno detto i funzionari. New Delhi gestisce già dozzine di droni di fabbricazione nazionale e israeliana, molti dei quali dotati di sensori e telecamere avanzati, e utilizza anche immagini satellitari per tracciare le attività del Dragone nelle aree di confine, ottenere informazioni sulle truppe rivali e sul dispiegamento di armi e infrastrutture.

L’incontro tra Modi e Biden

La partnership tra India e Stati Uniti nel campo della difesa dimostra la fiducia reciproca e le priorità strategiche condivise dai due Paesi. Lo ha detto a chiare lettere il primo ministro indiano, Narendra Modi, durante una conferenza stampa alla Casa Bianca con Biden. “La nostra relazione prevede trasferimenti tecnologici e una maggiore collaborazione in termini di sviluppo e produzione industriale”, ha detto, valutando positivamente il memorandum d’intesa siglato dalla statunitense General Electric Aerospace e dall’indiana Hindustan Aeronautics Limited, per la produzione dei motori per aerei da combattimento per l’aeronautica militare dell’India. “Si tratta di un accordo storico, che apre la strada a nuove opportunità di lavoro in entrambi i Paesi e darà nuovo impeto alla nostra collaborazione nel campo della sicurezza, negli anni a venire”, ha concluso.

“Siamo due grandi nazioni, due grandi amici e due grandi potenze”, con una “delle partnership più decisive del XXI secolo” e “la più forte, stretta e dinamica di tutti i tempi”, ha rincarato la dose Biden riferendosi alle relazioni tra India e Stati Uniti. La visita di Modi, tra l’altro, rientra nella tela diplomatica che il presidente americano sta tessendo per rafforzare le alleanze contro Cina e Russia.

Al netto di qualche nodo spinoso sul tema dei diritti, Usa e India hanno siglato un’intesa sui droni e una per la produzione sul territorio indiano dei motori F414 per i nuovi caccia realizzati da General Electric, che prevede la condivisione di tecnologia top secret e salderebbe il legame fra le Difese dei due Paesi. Il colosso Usa Micron investirà poi 800 milioni di dollari in una fabbrica di semiconduttori nello Stato natale di Modi, il Gujarat, nell’ottica di diversificare la supply chain nel settore sottraendola dalla dipendenza cinese. Dalle aziende indiane arriveranno oltre 2 miliardi di investimenti. Previsto anche un accordo di collaborazione spaziale per una missione sulla Iss e per Artemis, il progetto per riportare l’uomo sulla luna. 

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