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Rostec, la holding che gestisce, tra le altre cose, anche l’export degli armamenti made in Russia, presenterà per la prima volta il nuovo caccia monomotore russo di quinta generazione Checkmate (identificato provvisoriamente come Su-75) al Dubai Airshow 2021, che si terrà dal 14 al 18 novembre negli Emirati Arabi Uniti. Lo ha riferito alla Tass una fonte dell’industria aeronautica.

Il velivolo è stato presentato ufficialmente nella passata edizione del Maks, il salone internazionale dell’aerospazio moscovita che si tiene presso l’aeroporto di Zhukovsky. Il Checkmate pesca a piene mani dalle linee del Su-57, il caccia stealth di quinta generazione russo. Le derive verticali, interamente mobili, sono a V, il muso ricorda molto quello del Felon, ma ovviamente, essendo monomotore, la presa d’aria è totalmente diversa: ad angolo acuto, sotto l’abitacolo, e con una paratia lungo la linea di mezzeria. A quanto sembra dovrebbe avere la stessa motorizzazione del Su-57, quindi lo “Izdelye 30” della Npo Saturn, che però fatica ancora ad arrivare, essendo stato caratterizzato da una gestazione particolarmente lunga e assillata da non pochi problemi.

Il Checkmate ha il carrello anteriore disassato verso il lato sinistro del velivolo e presenta un Flir davanti all’abitacolo di conformazione sferica, così come quello del Su-57: fattore che, ancora una volta, sottolinea la scelta russa di non dare troppo peso alle caratteristiche stealth delle loro macchine. Interessanti anche le estremità alari trapezoidali così come la suite di armamenti che dovrebbe essere in dotazione al nuovo velivolo: oltre ai vari missili aria-aria spicca il vettore da crociera Kh-59MK aria-superficie, per l’attacco antinave.

In termini di prestazioni, si dice che l’aereo abbia un carico utile di 7400 chilogrammi, una velocità massima di Mach 1.8 e un raggio di combattimento di 1700 chilometri senza serbatoi di carburante aggiuntivi. È stato anche affermato che il nuovo velivolo sia in grado di manovrare a 8 g e di volare a velocità supersoniche. L’aereo potrà anche operare Uav (Unmanned Air Vehicles) e pertanto potrebbe avvalersi dell’esperienza maturata con il Su-57, che si sta integrando con l’Ucav (Unmanned Combat Air Vehicle) S-70 Okhotnik-B.

Il costo unitario del velivolo, secondo Rostec, dovrebbe aggirarsi sui 25/30 milioni di dollari: poco rispetto alla fascia di mercato in cui si posiziona, che comprende lo svedese Jas-39 Gripen, l’Eurofigther Typhoon, il Dassault Rafale e il caccia stealth della Lockheed Martin F-35 Lightning II. Secondo alcuni esperti il velivolo apparterrebbe alla generazione 4++ piuttosto che alla quinta.

Il Checkmate è un prodotto nato principalmente per l’esportazione, in particolare verso i paesi dell’Africa, l’India e il Vietnam, come ha affermato il vice primo ministro Yuri Borisov, anche se fonti ufficiali da noi sentite alla sua presentazione moscovita affermano che non escludono che in futuro la Vks (l’aeronautica militare russa) possa dotarsi del velivolo, probabilmente in sostituzione della linea composta dai Mig-29.

Sempre Borisov ha riferito in più di un’occasione che il velivolo ha già un cliente di riferimento all’estero, e qui potrebbero entrare in gioco gli Emirati Arabi Uniti. Facciamo però un passo indietro. A novembre 2019 Dmitry Shugaev, direttore del Servizio Federale per la Cooperazione Tecnico-Militare di Rostec, aveva affermato, a margine della possibilità che Abu Dhabi potesse acquistare un lotto di caccia Sukhoi Su-35, che i due Paesi stavano conducendo dei negoziati per “lo sviluppo di un nuovo caccia di quinta generazione”.

Di questo accordo se n’era già parlato nel 2017, quando era stato stabilito che la Russia si dovesse adoperare per lo sviluppo di un velivolo di quinta generazione in collaborazione con gli Eau come parte integrante della vendita dei Su-35. Mosca, tramite la Uac, il colosso statale che progetta e fabbrica i velivoli militari di Mosca, avrebbe dovuto provvedere alla cessione di tecnologia e fabbricazione in loco di un nuovo velivolo leggero. Secondo Military Watch Magazine, una fonte russa nel settore della difesa ha confermato che Abu Dhabi sarebbe il partner segreto dei russi nella produzione del Su-75 con all’incirca lo stesso ruolo che ebbe il Pakistan quando ordinò il JF-17 dalla Cina: sostanzialmente quello di finanziatore.

Possiamo affermare quindi che gli Emirati Arabi Uniti riceveranno il Checkmate russo in futuro: lo sviluppo di una nuova classe di caccia, pensati principalmente per l’esportazione, senza una commessa già in qualche modo stabilita, sarebbe un grosso rischio per Rostec, motivo per cui ha senso affermare che il velivolo sia davvero il risultato di una qualche forma di collaborazione tra Russia ed Emirati Arabi Uniti.

Questo potrebbe essere alla base della decisione statunitense di congelare la richiesta emiratina per gli F-35. L’anno scorso, a novembre, la Dsca (Defense Security Cooperation Agency), aveva dato il nulla osta per la vendita del caccia di Lockheed Martin ad Abu Dhabi: il valore del possibile contratto era pari a 10,4 miliardi di dollari per 50 velivoli, 54 motori Pratt&Whitney F-135 e i relativi sistemi elettronici, di comando e controllo, che servono per operare coi caccia di quinta generazione, quindi ivi compresi i software Algs (Autonomic Logistics Global Support System) e Odin (Operational Data Integrated Network).

Il cambio di amministrazione alla Casa Bianca ha congelato la vendita, e oltre alle considerazioni di carattere politico, ovvero il rischio di sbilanciare – o per meglio dire pareggiare – il divario tecnologico tra Israele e un Paese arabo, possiamo pensare, stante queste rivelazioni, che ci siano state anche motivazioni tecniche legate al Su-75: un velivolo russo di generazione avanzata avrebbe causato una falla nella sicurezza dei sistemi d’arma americani, un po’ come per la questione S-400/Turchia.

Sarà perciò interessante vedere cosa accadrà dopo il salone di Dubai: capiremo se gli Emirati usciranno allo scoperto e avremo contezza di come il mercato – in particolare quello mediorientale sempre molto ricercato da Mosca – risponderà al nuovo caccia, che la Russia sta oggettivamente facendo fatica a piazzare.

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