Il Tochka-U è un SRBM (Short Range Ballistic Missile) ovvero un missile balistico a corto raggio o di teatro. La sua denominazione russa è 9M79 mentre per la NATO è l’SS-21 “Scarab”.

Con il decreto del Consiglio dei ministri dell’URSS del 4 marzo 1968, l’Unione Sovietica stabilì di creare un nuovo sistema missilistico tattico per colpire bersagli in profondità nel territorio nemico. La precisione richiesta per colpire il bersaglio si riflette nel nome del missile “Tochka” ovvero “Punto”. I test di fabbrica della prima versione del Tochka iniziarono nel 1971 e due anni dopo cominciò la produzione in serie, ma per una serie di motivi è stato messo in servizio solo nel 1976. Il raggio d’azione del missile nella sua prima versione (Scarab A) era di 70 chilometri e la deviazione dal bersaglio, definita in gergo tecnico CEP (Circular Error Probable) non era superiore a 250 metri. Dal 1989 l’esercito russo ha iniziato a ricevere i Tochka-U (Scarab B), versione aggiornata e migliorata che è stata sviluppata tra il 1984 e il 1988, che ha visto aumentare la gittata, portata a 120 chilometri, e diminuire il CEP, arrivato a meno di 100 metri (secondo altre fonti circa 30).

Il missile utilizza un motore a combustibile solido e la combustione della miscela di carburante continua fino a quando il Tochka non raggiunge l’obiettivo. Il sistema di guida è di tipo inerziale ed è in grado di correggere automaticamente la traiettoria in volo tramite le superfici aerodinamiche. La sua lunghezza è di circa 6,4 metri con un peso al lancio, per la versione B, di 2010 chilogrammi comprendenti una testata singola da 482 chili. Questa può essere di tipo diverso. Il Tochka-U può montare una testata nucleare tattica della potenza compresa tra i 10 e i 100 chilotoni, HE (High Explosive) a frammentazione, con submunizioni oppure chimica.

Il complesso di lancio, su veicolo ruotato a tre assi, prende il nome russo di 9K79, ed è operato da quattro uomini. Il veicolo trasporta un solo missile ed è lungo 9,5 metri per 2,7, con un’altezza massima di 2,5 e ha un’autonomia di circa 650 chilometri. Il missile può essere lanciato con un preavviso di 16 minuti se da mezzo in movimento, oppure due da mezzo in sosta (per via della stabilizzazione dei giroscopi). Il sistema missilistico Tockha-U assicura l’esecuzione di missioni in tutti i tipi di combattimento terrestre su qualsiasi teatro di guerra durante qualsiasi stagione e in qualsiasi momento della giornata con dispiegamento sia in campo aperto che trincerato del lanciatore semovente senza preparare la posizione di tiro e all’interno di un intervallo di temperatura ambientale che va dai -40°C a +50°.



Una batteria di Tochka-U si compone, tipicamente, di un’unità di avvio 9P129, un veicolo di caricamento 9T218, uno da trasporto 9T222 (9T238), uno di comando e controllo automatizzato 9V819, uno per la manutenzione 9V844, un set di equipaggiamento logistico per le munizioni 9F370 e un contenitore per le testate del missile 9Ya234. Il sistema missilistico 9K79 può essere trasportato da velivoli tipo An-22, Il-76 mentre il missile e parti della testata anche da elicotteri come il Mil Mi-8.

Per più di vent’anni dal suo ingresso in servizio il Tochka-U ha avuto poche possibilità di partecipare alle ostilità. Il suo debutto è stato durante i conflitti in Cecenia e durante la guerra in Ossezia del Sud nell’agosto 2008, dove sono apparse informazioni sull’uso di questi vettori da parte russa.

Nonostante la sua già considerevole età, il sistema missilistico tattico Tochka-U non è stato ancora totalmente rimosso dal servizio. Già nel 2012 il quotidiano russo Izvestia riferiva che “il riequipaggiamento delle brigate missilistiche con i nuovi complessi Iskander procede troppo lentamente”. Parallelamente la modernizzazione e manutenzione delle brigate di Tochka-U andava avanti per sopperire al ritardo della messa in servizio in numero consistente degli Iskander-M: sempre il quotidiano russo riferisce che dal 2004 i missili sono stati riparati dalla Tomsk Instrument Plant, che in otto anni ha riparato circa 200 sistemi di bordo dei complessi Tochka e Tochka-U. La riparazione di ciascun missile era costata 15-17 milioni di rubli, poiché comportava la sostituzione quasi completa dell’elettronica.

Allora l’esperto militare, redattore capo della rivista russa Arsenal, Viktor Murakhovsky aveva spiegato a Izvestia che solo una brigata missilistica (12 lanciatori) su dieci esistenti nelle forze di terra era armata di Iskander e allo stesso tempo, nel 2012, il nuovo missile stava cominciando a riequipaggiare la seconda brigata, quindi due brigate all’anno. Secondo i calcoli effettuati a quel tempo, la sostituzione si sarebbe completate entro il 2016 ma il conflitto in Ucraina cominciato nel 2014, e relativo embargo da parte di Kiev, ha allungato ancora i tempi: l’Ucraina, infatti, forniva buona parte dell’elettronica dei sistemi di guida e di altre componentistiche per missili da crociera, balistici e bombe guidate, oltre ad altra tecnologia dual use, come le turbine per utilizzo navali della Mashproekt.

Nel 2016, infatti, era stato lo stesso generale Mikhail Matveyevsky, comandante delle forze di artiglieria e missilistiche dell’esercito, ad affermare che “riarmeremo completamente tutte le unità di grandi dimensioni con il sistema missilistico balistico tattico Iskander-M entro il 2020”. A oggi, il prestigioso sito Missile Threat del CSIS (Center for Strategic and International Studies), dà ancora il Tochka-U come presente negli arsenali russi (si stima in circa 200 esemplari) e infatti possiamo affermare con certezza che questo vettore è stato mobilitato per partecipare al conflitto: alcuni veicoli sono stati visti su strada in una zona non precisata della Russia, ma quello che più conta è che è stato ripreso un treno carico di 9K79 con dipinta una V, che è ormai chiaro sia una delle lettere di identificazione friend or foe (amico o nemico) insieme alla celeberrima Z, usata dai russi nell’attuale conflitto in Ucraina.

Inoltre, alla fine dello scorso anno è stato riferito che la 47esima brigata missilistica dell’Ottava armata (di stanza a Krasnodar, a est della Crimea), era ancora armata di Tochka-U (si possono vedere in una trasmissione televisiva locale). I primi Iskander-M sono stati ricevuti dalla 47esima brigata solo il 26 gennaio di quest’anno, meno di un mese prima dell’invasione, quindi non è possibile che abbia potuto effettuare il passaggio completo al nuovo sistema missilistico.

Il Tochka-U è in servizio, oltre che in Russia, in Ucraina, Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Corea del Nord (come KN-02), Siria e Yemen.