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Difesa

Il Giappone trasforma la portaelicotteri in portaerei e testa gli F-35 ad atterraggio verticale

La marina giapponese testerà gli F-35B a bordo della "portaerei" Kaga al largo di San Diego tra ottobre e novembre.

Secondo un comunicato stampa della JMSDF (Japan Maritime Self-Defense Force) pubblicato il 10 settembre, la “portaerei” nipponica “Kaga” condurrà i suoi primi test operativi coi cacciabombardieri STOVL (Short Take Off Vertical Landing) F-35B durante il suo dispiegamento per le manovre “Indo-Pacific Deployment 2024” con il supporto della U.S. Navy. Lo scopo dei test è “raccogliere i dati necessari per il funzionamento dell’F-35B sui cacciatorpediniere di classe Izumo” e nella fattispecie sono previsti test di decollo corto, atterraggio verticale e l’integrazione a bordo dei cacciabombardieri di quinta generazione.

Abbiamo definito il “Kaga” una portaerei tra virgolette in quanto, ufficialmente, l’unità navale è un DDH, ovvero un cacciatorpediniere portaelicotteri. Tale designazione si è resa necessaria perché il Giappone ha nella sua costituzione l’espresso divieto di possedere armamenti da attacco, e le portaerei vengono considerate tali in quanto navi pensate per proiettare a grande distanza tali capacità.

Tra il 5 ottobre e il 18 novembre, al largo di San Diego, il “Kaga” testerà per la prima volta la sua capacità di operare con gli F-35B (che possiede anche il Giappone) dopo i primi lavori di modernizzazione e adeguamento dell’unità proprio per questo scopo.

Le modifiche sulle due portaelicotteri di classe Izumo – “Izumo” (DDH 183) e “Kaga” (DDH 184) – sono attualmente in corso, articolate in due fasi principali per coincidere coi programmi periodici di ristrutturazione e revisione delle navi che si svolgono ogni cinque anni. La JMSDF prevede che entrambe le unità completino i lavori atti a trasformarle in portaerei leggere capaci di operare con gli F-35B intorno al 2027. Per quanto riguarda i lavori sul “Kaga”, essi hanno incluso attualmente la modifica della sezione di prua del ponte di volo, ora diventato di forma quadrata, simile pertanto a quello presente sulle navi d’assalto anfibio statunitensi della classe Wasp e America. Inoltre esso è stato rinforzato per supportare il peso aggiuntivo dato dai caccia, ed è stato protetto con materiale antifiamma per sopportare il calore degli atterraggi verticali. Modifiche minori hanno riguardato la posa di luci guida per le manovre di appontaggio dei caccia e la pittura di linee sul ponte di volo per il loro decollo e parcheggio.

Il Ministero della Difesa giapponese prevede di acquistare un totale di 42 F-35B (insieme a 105 F-35A) che presumibilmente saranno schierati nella base aerea di Nyutabaru sull’isola di Kyushu, ovvero in una posizione prossima al teatro di crisi del Mar Cinese Meridionale/Taiwan.

La notizia diffusa dalla JMSDF arriva – non a caso – a breve distanza dall’esercitazione multinazionale nel Pacifico Occidentale (Noble Raven 24) che ha visto la presenza dell’unità gemella del “Kaga” sebbene non ancora modificata estensivamente: lo “Izumo”. Durante quelle manovre, è stato composto un gruppo navale imperniato sulla portaerei “Cavour” che, come sappiamo, sta effettuando una lunga missione nelle acque dell’Indo-Pacifico (rientro previsto in Italia ai primi di ottobre) anche per mettere alla prova le capacità aeree imbarcate nell’ambito di un CSG (Carrier Strike Group).

Il gruppo navale visto a “Noble Raven 24” era composto, oltre che dal “Izumo” e dal “Cavour”, dal cacciatorpediniere australiano “Sydney”, dalla fregata “Alpino”, dal PPA “Montecuccoli”, dal rifornitore di squadra tedesco “Frankfurt am Main”, dalla fregata tedesca “Baden-Württemberg”, dalla fregata francese “Bretagne” e da altre due unità nipponiche: il sottomarino “P-1” e il cacciatorpediniere “Onami”.

L’esercitazione, come riferisce un comunicato stampa della JMSDF, ha riguardato operazioni di tipo Anti-Air Warfare, Anti-Submarine Warfare e Cross Deck Operations, ma non lo “scambio” di F-35B o AV-8B della Marina Militare sul ponte di volo di nave “Izumo”. Durante le manovre, che hanno coinvolto anche il GRUPAER italiano su nave “Cavour”, il personale nipponico ha potuto osservare il potenziale espresso dal binomio “F-35B/portaerei leggera” ed il livello di operatività raggiunto dalla nostra marina grazie ai nuovi assetti aeronavali; esperienza che probabilmente porterà il Giappone a premere sull’acceleratore della certificazione delle due classe “Izumo” per l’utilizzo degli F-35B, e ovviamente dei lavori di adeguamento delle unità navali.

L’augurio è quello di vedere presto operazioni Cross Deck tra le portaerei italiane (nave “Trieste” dovrebbe essere consegnata a novembre) e le nipponiche di classe “Izumo” quando avranno completato i lavori di modifica, in modo da perfezionare i livelli di interoperabilità tra le forze aeronavali italiane e giapponesi sulla via dell’intercambiabilità dei caccia F-35B a bordo delle diverse unità navali, per acquisire una sinergia operativa con un partner e importante alleato per gli interessi italiani come è il Giappone.

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