La consegna dei primi veicoli da combattimento Lynx all’Esercito Italiano ha dato inizio a uno dei più ambiziosi programmi di rinnovamento della componente militare terrestre del nostro Paese, rappresentando al tempo stesso un passo rilevante, a livello politico e industriale, nell’ampio processo di integrazione europea della difesa che punta a schierare sistemi tecnologicamente avanzati basati su piattaforme condivise.
I primi quattro veicoli corazzati Lynx, denominato A2CS, Army Armoured Combat System, costituiscono il primo lotto di un ordine pianificato complessivo di 1.050 veicoli, destinati a riorganizzare le unità corazzate dell’Esercito Italiano. Questi veicoli corazzati da combattimento, parte della flotta di Armored Infantry Fighting Vehicle, che nella serie di piattaforme derivate, garantirà la presenza e la massima capacità nei moderni scenari operativi, implementando il concetto di cooperative combat.
Una Lince con molteplici configurazioni
Come abbiamo riportato in precedenza, i veicoli da combattimento della famiglia Lynx sono stati sviluppati per garantire la migliore combinazione di protezione, potenza di fuoco e mobilità sul campo, e prevedono cinque varianti con sedici diverse configurazioni. Protetti da una “corazza modulare”, studiata per fornire protezione da armi anticarro, munizioni di medio calibro, schegge di artiglieria, IED (Improvised Esplosive Device), questi veicoli corazzati sono lunghi 7,7 metri per una larghezza di 3,6 metri, hanno un equipaggio di 2 o 3 uomini, e nel caso della versione adibita al trasporto della fanteria, possono ospitare 8 soldati completamente equipaggiati.
Il Lynx può essere equipaggiato con un ampia varietà di armamenti che comprendono un cannone automatico da 30mm MK 30-2/ABM, abbinato a una mitragliatrice coassiale da 7.62mm, sistemi armati con missili anticarro, e sistemi per la difesa aerea, oltre alle versioni per il “supporto medio e pesante” della fanteria, armati con mortaio e cannone.
Italia e Germania unite nei piani di difesa dell’Europa
La consegna dei veicoli arriva a pochi giorni dalla firma di un accordo di cooperazione in materia di difesa tra Italia e Germania, che punta esplicitamente a ridurre la frammentazione, promuovere la standardizzazione e rafforzare l’interoperabilità tra le rispettive forze armate, sostenendo al contempo l’industria europea della difesa. Un contesto che rafforza la lettura del Lynx non solo come piattaforma militare, ma come tassello di una più ampia strategia politico-industriale.
Durante la cerimonia di consegna, Björn Bernhard, responsabile europeo dei sistemi veicolo di Rheinmetall, ha dichiarato: “Questo è un segnale strategico”, sottolineando come l’Europa resti ancora “frammentata, con troppi sistemi, troppe catene di approvvigionamento e una profondità industriale insufficiente”, una condizione definita “insostenibile e pericolosa”. Secondo il responsabile dell’azienda tedesca , il programma Lynx “sta fornendo ciò di cui l’Europa ha urgente bisogno. Integrazione industriale invece di approcci nazionali isolati“, il quale ha aggiunto che, in tal senso, “l’Europa sta diventando più resiliente“.
È in questo quadro, infatti, che il programma Lynx viene considerato come una risposta concreta alla necessità di integrazione industriale, in contrapposizione a soluzioni nazionali isolate. Presenti alla cerimonia, che si è tenuta lo scorso 27 gennaio, era il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Carmine Masiello, l’amministratore delegato di Leonardo Roberto Cingolani.
La joint venture Leonardo-Rheinmetall
I primi quattro veicoli consegnati all’Esercito Italiano sono modelli equipaggiati con torrette Rheinmetall, mentre i successivi 16 Lynx, in consegna tra ottobre e l’inizio del 2027, saranno dotati della torretta Hitfist da 30 mm prodotta da Leonardo. Dal punto di vista tecnico-industriale, questo esempio di integrazione delle torrette italiane con i telai Lynx, che si pensa avverrà con ogni probabilità presso lo stabilimento Leonardo di La Spezia o presso Iveco Defence Vehicles, l’azienda acquisita da Leonardo nel 2024, è un chiaro esempio del piano condiviso dalle due aziende nell’ambito della futura difesa europea di cui sono esempio virtuoso.
Secondo quanto dichiarato dai vertici di Leonardo, l’Esercito Italiano dispone di un’opzione per l’acquisizione di ulteriori 30 veicoli nella stessa configurazione, opzione che potrebbe essere esercitata già nella prima metà dell’anno. Inserendo il programma nel quadro della joint venture Leonardo Rheinmetall Military Vehicles, costituita nel 2024 e destinata a rappresentare uno dei pilastri della cooperazione industriale italo-tedesca nel settore terrestre.
Il destino del Lynx, un’arma di cavalleria
Nel quadro del profondo rinnovamento che anche l’Esercito Italiano sta perseguendo, al pari e in sintonia con le altre potenze europee, il Lynx è destinato a diventare l’”elemento centrale” di una forza terrestre orientata al concetto di “cooperative combat“, dotando le nostre forze terrestri di un sistema avanzato – che andrà a sostituire i veicoli da combattimento Dardo – con un elevato grado di interconnessione tra sensori, piattaforme e sistemi di comando e controllo.
Una trasformazione che, stando alle parole del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, rappresenta l’inizio concreto di un percorso di “meccanizzazione” dell’Esercito, e che è “destinato a cambiare radicalmente il modo di combattere delle unità terrestri italiane“.
Come è già noto, il programma Lynx si affianca al programma di sviluppo e schieramento dei nuovi Main Battle Tank Panther, di cui l’Italia prevede l’acquisizione di 272 varianti, portando il valore complessivo dell’accordo a circa 23 miliardi di euro. I primi prototipi del Panther sono attesi tra la fine del 2029 e l’inizio del 2030. Insieme, i Lynx e i Panther delineano la scelta di puntare su piattaforme comuni, sviluppate attraverso alleanze industriali europee, per colmare ritardi accumulati in decenni di “sottoinvestimento” e frammentazione delle risorse. Una scommessa che va oltre il semplice ammodernamento dei mezzi e che chiama in causa la credibilità stessa dell’Europa come attore militare e industriale in uno scenario internazionale sempre più instabile.
Sebbene non sia ancora stato pubblicato un elenco ufficiale dei reggimenti, si ritiene che i veicoli cingolati da combattimento per la fanteria e le varianti specializzate basate sul Lynx verranno assegnati a Reggimenti di Cavalleria delle Brigate Pesanti, Corazzate e Meccanizzate, i principali destinatari di questi mezzi corazzati di ultima generazione che faranno la differenza negli scenari futuri.
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