I Typhoon di Erdogan armati fino ai denti: dalla Turchia un messaggio a Israele

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Nel quadro dell’affare da 8 miliardi di sterline con cui la Turchia di Recep Tayyip Erdogan otterrà la fornitura di 20 caccia Eurofighter Typhoon realizzati con una commessa avente a capo il Regno Unito, Ankara riceverà non solo il versatile aereo da combattimento ma anche il miglior ritrovato dei suoi armamenti. E questo rappresenta un indubbio salto di qualità non solo per la capacità di proiezione di Ankara ma anche per la deterrenza regionale. Il tutto con un destinatario implicito: Israele.

Le armi dei nuovi Eurofighter della Turchia

Il Regno Unito ha accettato di fornire a Ankara tutto il miglior ritrovato balistico di Mbda, a partire dai potenti missili Meteor, che consentono al caccia sviluppato dal consorzio italo-anglo-tedesco-spagnolo di colpire ben oltre la visuale. Il raggio del vettore radar-guidato oltre la visuale (Bvraam) supera i 200 km e il Meteor può al contempo ingaggiare bersagli di ogni tipo, da altri caccia ai missili lanciati dai nemici, colpendo con una velocità di Mach 4.

Utilizzato sui Gripen svedesi, sui Typhoon dei quattro Paesi sviluppatori, sui Rafale francesi e sugli F-35 Lighting II di Regno Unito e Italia, il Meteor si è anche adattato all’esportazione e la sua fornitura garantirà alla Turchia una piena disponibilità delle capacità di punta del Typhoon. Inoltre, la Turchia riceverà l’Advanced Short-Range Air-to-Air Missile (Asraam) per gli ingaggi a breve distanza, oggi arma trasversale alla Royal Air Force in ogni caccia dal Panavia Tornado allo stesso Typhoon.

Un accordo sistemico tra Turchia e Regno Unito

Last but not least, per l’attacco a bersagli al suolo Ankara riceverà i missili Brimstone, gli stessi che a loro volta usano le armate di Sua Maestà. Cosa significa questo? Il fatto che la Turchia avrà un variegato numero di asset rodati in battaglia, di sicura efficienza e provata esperienza per armare i suoi nuovi caccia.

“L’accordo giunge in un momento di crescente instabilità regionale, crescente competizione militare e intensa incertezza geopolitica che si estende dal Mediterraneo orientale e dal Mar Nero al Medio Oriente”, in un contesto in cui “qesto robusto portafoglio di armi garantisce che i Typhoon recentemente acquisiti dalla Turchia saranno pronti per la missione fin dall’inizio, fornendo un miglioramento immediato e decisivo al dominio aereo e alle capacità di attacco di precisione dell’Aeronautica militare turca”, scrive “Defence Security Asia”, notando come l’efficienza operativa sia un dato da non sottovalutare.

La scelta del Regno Unito

Il Regno Unito di Keir Starmer, che ha raffreddato notevolmente i rapporti con Israele nella seconda metà del 2025, non si è fatto remore a fornire un asset militare capace di dare alla Turchia un vantaggio strategico e di avvicinare in termini di potenza la tenuta dell’aeronautica israeliana, che schiera gli avanzati caccia F-16 e i moderni F-35, messi nel mirino da Erdogan nei rapporti con gli Stati Uniti mentre si prepara l’opzione nazionale del caccia Kaan.

In una fase critica dove Ankara e Tel Aviv competono da Cipro alla Siria e in cui la Turchia pressa Israele sul fronte del cessate il fuoco e della forza di stabilizzazione a Gaza, l’innalzamento della capacità operativa dell’aeronautica turca è un dato da non sottovalutare. Potenzialmente foriero di nuovi equilibri in un Medio Oriente dove Israele non è la sola egemone militare. E in cui gli stessi alleati Nato della Turchia non disdegnano una certa parità tattica. La relazione speciale nella Difesa con Israele inizia, in qualche misura, a incrinarsi. E su questo dato i decisori dello Stato Ebraico, dopo due anni di guerra senza regola, dovrebbero interrogarsi.

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