Lo scorso 16 agosto i velivoli dell’Aeronautica Militare impegnati nella campagna aerea in Indo-Pacifico, cominciata il 30 giugno, sono rientrati in Italia. L’attività è durata 40 giorni, in cui sono state effettuate oltre 270 sortite più di 350 ore di volo, sia diurne sia notturne, in una missione che si è proiettata a 13mila chilometri dal nostro Paese.
Il lungo viaggio di rientro è iniziato in Giappone, al termine dell’esercitazione Rising Sun 2024 (il 9 agosto) effettuata congiuntamente coi velivoli F-35 della JASDF (Japan Air Self Defense Force), e dopo aver fatto tappa nelle Filippine, in Malesia, alle Maldive e in Qatar, si è concluso nelle diverse basi di provenienza del personale e dei velivoli: quelle dei “Typhoon”, degli F-35A, dei KC-767A ed E-550 CAEW (Conformal Airborne Early Warning) e dei C-130J. Durante la campagna, gli aerei dell’AM hanno preso parte anche all’esercitazione Pitch Black 2024 in Australia, organizzata dalla Royal Australian Air Force (RAAF), a cui hanno partecipato complessivamente 20 Paesi con oltre 140 aerei che si sono confrontati, dal 12 luglio a 2 agosto, in una serie di scenari a carattere multidominio con diversi assetti.
In particolare, oltre ad aver testato le capacità tecnico-logistiche in chiave expeditionary, ovvero la capacità di schierare un Large Force Package (LFP) dimostrando di poter operare producendo effetti significativi in tempi ristretti e a lunga distanza grazie all’impiego sul versante orientale del globo, le due esercitazioni congiunte hanno riguardato diversi aspetti del potere aereo.
Durante Pitch Black, ad esempio, sono stati simulati scenari di air interdiction, strike e DCA (Defensive Counter Air) con la classica formula “blue force vs red force”. Le operazioni DCA sono intese, da manuale, a difendere le linee di comunicazione amiche, a negare al nemico la libertà di effettuare attacchi offensivi dall’aria e a fornire un’area sicura da cui tutti gli elementi della forza congiunta possono operare.
In Giappone, per Rising Sun 2024, i nostri F-35 e “Typhoon” si sono integrati coi “Ligthning II” nipponici simulando scenari di vario genere a difficoltà incrementale, secondo il principio swing role, e collezionando circa un paio di sortite al giorno. Lo scopo principale delle manovre aeree con la JASDF era l’integrazione e la condivisione di tattiche, tecniche e procedure. Per l’Aeronautica Militare, la Rising Sun 2024 ha rappresentato la seconda occasione per cooperare coi colleghi giapponesi, dopo l’esperienza del 2023 sulla base aerea di Komatsu.
“L’anno scorso – ha spiegato il Sottocapo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Miliare, generale Aurelio Colagrande – l’Aeronautica Militare ha partecipato all’addestramento a Komatsu con un pacchetto composto da quattro F-35 mentre quest’anno abbiamo più che raddoppiato le forze in campo con un totale di 14 velivoli di cui 10, compresi gli F-35A e gli F-2000, per la Rising Sun 24. Il Giappone continua ad essere un partner strategico di quest’area geografica. Uno dei pilastri su cui si basa questo rapporto nel campo della Difesa, confermato dall’intensificazione del dialogo politico, è la partecipazione – insieme al Regno Unito – allo sviluppo della nuova generazione di caccia GCAP (Global Combat Air Programme)”. La missione in Giappone ha fatto segnare anche un piccolo record proprio agli Eurofighter italiani che mai prima d’ora erano giunti così a Est nel mondo.
Tornando a Pitch Black, l’esercitazione, che si è svolta principalmente in orari notturni, da cui il nome, ha permesso di migliorare le capacità del personale e dei velivoli dell’AM di integrarsi con gli alleati e partner della regione indo-pacifica in manovre ad alta intensità. Tra gli obiettivi dei nostri piloti di “Typhoon” impegnati in Australia c’è stato, in particolare, l’addestramento con velivoli dotati di capacità thrust vectoring cioè con propulsori a spinta direzionabile (i Sukhoi Su-30MKI dell’Indian Air Force) e l’utilizzo estensivo dei visori notturni. Purtroppo, durante una delle tante sortite, uno dei nostri “Typhoon” è precipitato per cause ancora da accertare, ma il pilota si è salvato senza conseguenze per la sua salute.
Il nostro E-550 CAEW ha contribuito inoltre al Battle Management Command and Control in numerose sortite addestrative nel corso delle due esercitazioni internazionali, mentre l’AM riferisce che anche il Reparto Supporto Tecnico Operativo alla Guerra Elettronica (Re.S.T.O.G.E.) ha partecipato alla campagna aerea assicurando l’elaborazione dei mission data funzionali all’impiego dei “Typhoon” e degli F-35. La fase esecutiva ha visto la partecipazione di personale analista Electronic Warfare (EW) a supporto degli assetti combat air ed operatori di bordo preposti all’impiego e alla valorizzazione delle capacità di sorveglianza elettronica del CAEW.
Ricordiamo che l’AM ha imbarcato due F-35B STOVL (Short Take Off/Vertical Landing) sulla portaerei “Cavour”, che col suo CSG (Carrier Strike Group) è impegnata in una crociera nei mari dell’Indo-Pacifico. In questo momento la missione del CSG italiano è entrata nella sua quarta fase dopo la sosta in Giappone, presso la base navale di Yokosuka, e gli F-35B di Marina e Aeronautica hanno raggiunto la IOC (Initial Operational Capability) per le operazioni imbarcate segnando così un traguardo importante per la linea dei “Bravo” nazionale. Un piccolo contingente di circa 40 persone dell’AM è stato imbarcato su nave “Cavour” per addestrarsi e certificare la capacità di operare a grandissima distanza dal territorio nazionale in un ambiente green water (costiero) e blue water (in alto mare).
I caccia imbarcati di MM e AM (AV-8B, TAV-8B ed F-35B) hanno partecipato a Pitch Black avendo modo di consolidare la loro integrazione in un contesto multidominio e multinazionale. Soprattutto il dispiegamento in Indo-Pacifico ha consentito di proseguire il processo d’integrazione dei velivoli di quinta generazione nazionale in uno scenario sea based, migliorando pertanto le doti di interoperabilità e di sviluppo di capacità interforze.

