I caccia di Cina e Pakistan all’Arabia Saudita? Ma forse è solo un trucco di Riad per…

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L’Arabia Saudita potrebbe essere il secondo cliente arabo del caccia JF-17 sino-pakistano. Riad e Islamabad stanno portando avanti negoziati per convertire circa 2 miliardi di dollari di assistenza finanziaria saudita in sospeso in un programma di approvvigionamento strutturato incentrato sul JF-17, una mossa che unisce un urgente sgravio fiscale alla modernizzazione delle forze strategiche, rendendo operativo il loro accordo di difesa reciproca del settembre 2025. Funzionari della difesa pakistani descrivono l’iniziativa come uno scambio “debito-capacità“, progettato per preservare le riserve valutarie di Islamabad in rapido esaurimento, trasformando al contempo il consolidato sostegno di bilancio di Riad in una potenza di combattimento dispiegabile, in un momento in cui la fiducia nelle garanzie di sicurezza a lungo termine degli Stati Uniti è sempre più incerta.

L’Arabia Saudita potrebbe così diventare il secondo cliente arabo del caccia costruito da Repubblica Popolare Cinese e Pakistan: il mese scorso infatti Islamabad ha venduto alla Libia del generale Khalifa Haftar 16 di questi cacciabombardieri per un valore di circa quattro miliardi di dollari.

Sebbene il JF-17 sia meno avanzato di altri caccia che l’Arabia Saudita ha preso in considerazione, in particolare l’F-35, lo status del cacciabombardiere è stato rafforzato dalle affermazioni sulle sue prestazioni durante gli scontri tra Pakistan e India dello scorso anno.

Il Pakistan ha a lungo presentato il JF-17 come un’opzione di caccia più economica e sostenibile, ma ora ha anche il pregio di essere collaudato in combattimento, sebbene i risultati delle sue prestazioni contro l’Aeronautica Militare indiana siano difficili da verificare.

La forza della flotta saudita

Anche senza l’F-35 a lungo cercato da Riad, la Royal Saudi Air Force (RSAF) gestisce una flotta di caccia estremamente moderna e avanzata. Ha ricevuto 84 F-15SA di nuova costruzione, la variante più avanzata della famiglia del caccia disponibile fino all’avvento dell’F-15EX Eagle II. Nel frattempo, la flotta di 68 velivoli F-15S, precedentemente in servizio, è stata aggiornata localmente a uno standard simile, noto come F-15SR (Saudi Retrofit). La RSAF utilizza anche 72 Eurofighter Typhoon insieme ai più datati, ma ancora in grado di operare, circa 80 Panavia Tornado IDS forniti dalla Gran Bretagna.

Resta quindi il dubbio che questo presunto accordo possa finalizzarsi vedendo l’ingresso in servizio in Arabia Saudita del caccia JF-17: potrebbe semplicemente essere una mossa diplomatica per cercare di convincere gli Stati Uniti a vendere a Riad gli F-35, come anche le parole del presidente Donald Trump avevano lasciato intendere qualche mese fa, quando aveva aperto a questa possibilità.

Difficilmente infatti il Pentagono permetterebbe all’Arabia Saudita di acquistare un caccia costruito con la partecipazione della Repubblica Popolare Cinese avendo la prospettiva di vendere il velivolo di quinta generazione di Lockheed-Martin. Inoltre, l’indiscrezione arriva in un momento di legami estremamente stretti tra il regno e gli Stati Uniti, con l’amministrazione Trump che vede l’Arabia Saudita come un alleato e un partner economico di primo piano. Rischiare tutto questo per un aereo da caccia a basso costo sembra remoto.

Esiste però una seconda possibilità, come riportato da RID: l’acquisto saudita potrebbe essere finalizzato a un successivo trasferimento dei JF-17 all’Aeronautica Sudanese. I due Paesi intrattengono infatti legami storici e religiosi e, negli ultimi anni, nel contesto della guerra civile in Sudan, le relazioni si sono ulteriormente evolute, con Riad che ha apertamente sostenuto le Sudanese Armed Forces contro le Rapid Support Forces (RSF) appoggiate dagli Emirati Arabi Uniti.

Le dotazioni del JF-17C Block III

L’ultima versione del caccia sino-pakistano, il JF-17C Block III, è dotata di radar AESA (Active Electronically Scanned Array) ed è compatibile con il missile aria-aria a lungo raggio cinese PL-15 anch’esso sperimentato con successo durante l’ultimo breve conflitto tra India e Pakistan a maggio 2025. Il JF-17 è un caccia monomotore monoposto multiruolo di classe media, a basso costo e in grado di raggiungere una velocità massima di Mach 1,6 e di avere un carico bellico massimo di circa 3700 chilogrammi (versione Block II).

Nonostante le migliorie della versione Block III tra cui sistemi di visualizzazione montati sul casco, moderni collegamenti dati e una maggiore capacità di guerra elettronica, le reali capacità del velivolo sono state ampiamente esagerate dalla propaganda cinese e pakistana post conflitto indo-pakistano: i risultati ottenuti dal Pakistan in quella breve guerra sono più da attribuire al sistema integrato di velivoli di sorveglianza e caccia piuttosto che alle capacità del JF- 17 o del J-11 cinese. L’India, infatti, per via della sottovalutazione dell’avversario dovuta a una scarsa intelligence, non ha schierato lo stesso dispositivo di sorveglianza aerea integrato coi propri caccia e coi velivoli da guerra elettronica. Nonostante questo la campagna aerea indiana è stata in grado di raggiungere i suoi obiettivi tattici, ovvero la distruzione delle batterie missilistiche pakistane e di depositi di munizioni/equipaggiamento.

In considerazione del fatto che l’Arabia Saudita non ha mai dimostrato di voler disporre di uno strumento aereo misto, ovvero basato su velivoli di diversa categoria, riteniamo che questa indiscrezione sul JF-17 sia più una mossa politica di Riad, come osservato per altre questioni nei tempi passati.

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