Un nuovo e potente e misterioso missile balistico a corto raggio è entrato silenziosamente nell’arsenale della Corea del Sud, attirando l’attenzione degli analisti militari internazionali. Si tratta dell’Hyunmoo-5, un sistema d’arma ancora avvolto dal riserbo, ma che – per dimensioni e potenza della testata – si colloca già in una categoria a sé. Secondo quanto riportato da The War Zone, il missile è ora operativamente schierato, nonostante non siano mai stati resi pubblici lanci di prova ufficiali.
L’Hyunmoo-5 rappresenta il missile balistico più grande mai sviluppato da Seul. La sua caratteristica più impressionante è la testata convenzionale, che supererebbe le 7,9 tonnellate di peso: un valore senza precedenti per un’arma non nucleare di questo tipo. Proprio questa “massa eccezionale” ne limita la gittata, stimata intorno ai 600 chilometri, ma conferisce al missile una capacità distruttiva pensata per un obiettivo molto preciso: colpire e perforare le strutture sotterranee più protette della Corea del Nord.
Secondo le ricostruzioni degli osservatori internazionali esperti di missili balistici, l’Hyunmoo-5 è stato concepito come una sorta di “bunker buster” balistico, in grado di sfruttare l’energia cinetica dell’impatto a velocità quasi ipersonica prima ancora della detonazione. In questo senso, il missile sudcoreano viene spesso paragonato, per ruolo e finalità, alle “super bombe” statunitensi del tipo GBU-57 Massive Ordnance Penetrator e successive, pur con modalità di impiego radicalmente diverse. A differenza di una bomba aviolanciata, l’Hyunmoo-5 non necessita della superiorità aerea immediata e può colpire bersagli fortificati in tempi estremamente ridotti.
Il missile è stato mostrato indirettamente per la prima volta durante la Giornata delle Forze Armate nell’ottobre 2024, quando Seul ha esibito il gigantesco veicolo lanciatore a 9 assi, confermando l’esistenza di un nuovo sistema definito allora come “missile balistico ad altissima potenza”. La denominazione ufficiale Hyunmoo-5 è arrivata solo in seguito, insieme all’annuncio della produzione in serie. Secondo fonti del Korea Herald, il dispiegamento operativo sarebbe iniziato alla fine del 2025, con una piena integrazione prevista entro il 2030.
L’Hyunmoo-5 si inserisce nel cosiddetto piano operativo sudcoreano “a tre assi”, l’architettura strategica pensata per dissuadere o rispondere a un eventuale attacco nucleare nordcoreano. In particolare, il missile è considerato uno strumento chiave del programma di punizione e ritorsione massiccia (KMPR), volto a colpire i centri di comando, le infrastrutture strategiche e la leadership di Pyongyang in caso di conflitto. Proprio per le sue capacità di penetrazione, l’arma potrebbe però svolgere anche un ruolo preventivo, mirando a neutralizzare le capacità di lancio nordcoreane nelle primissime fasi di una crisi.
Non mancano interrogativi più ampi. Sebbene Seul ribadisca che il proprio arsenale missilistico sia orientato esclusivamente alla minaccia nordcoreana, l’evoluzione dell’Hyunmoo-5 solleva interrogativi sul contesto regionale. La rimozione delle precedenti limitazioni sulla gittata dei missili balistici, concordate con gli Stati Uniti, offre ora alla Corea del Sud un margine di sviluppo molto più ampio, con implicazioni che vanno oltre la penisola coreana. In definitiva, come osservano gli analisti, il dispiegamento dell’Hyunmoo-5 non è solo un salto tecnologico, ma un segnale politico e strategico. Seul sta costruendo una deterrenza convenzionale sempre più credibile e distruttiva, nel tentativo di mantenere un fragile equilibrio del terrore con Pyongyang, in uno scenario regionale che appare ogni giorno più instabile e imprevedibile.
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