Accordi redditizi, commesse dorate, aumenti di capitale in vista e persino piani di espansione all’estero. Hanwha Aerospace, la più grande azienda di difesa della Corea del Sud, sta attraversando un momento particolarmente favorevole per il proprio business.
Da quando la Russia ha lanciato la sua operazione militare speciale in Ucraina, gli affari per il colosso di Seoul si sono letteralmente moltiplicati. Tra i principali committenti troviamo i Paesi europei e i membri della Nato, desiderosi di armarsi per tenere testa a Vladimir Putin.
È così che carri armati K2, obici K9, caccia Fa-50 e lanciarazzi Chunmoo hanno iniziato ad affluire in massa sul suolo europeo. E che miliardi di euro hanno preso la strada inversa, andando ad ingrassare le casse della Corea del Sud, il cui obiettivo dichiarato è entrare nella top 4 mondiale della classifica degli esportatori di armi entro il 2027.
Grazie a Hanwha, Seoul è passata dal 31esimo al nono posto della suddetta lista dal 2000 al 2022. Non solo: proprio nel 2022, il volume dell’export di armi made in Korea è schizzato alle stelle, toccando quota 17,3 miliardi di dollari (+140% su base annua).
Le armi di Hanwha
Negli ultimi giorni, Hanwha ha dichiarato di voler aumentare il capitale azionario di 2,5 miliardi di dollari per rafforzare la produzione nazionale ed estera di armi, e soddisfare così la crescente domanda internazionale. “Intendiamo assicurarci basi di produzione strategiche all’estero in Europa, Medio Oriente, Australia e Stati Uniti, dove si prevede una crescita della domanda di difesa a medio e lungo termine”, ha dichiarato l’azienda in una nota.
Cosa succederà in concreto? L’azienda investirà all’estero in basi di produzione per armi di difesa terrestre, anche attraverso la creazione di fabbriche locali e l’acquisto di quote di altre imprese del settore.
Un esempio? Hanwha allestirà una struttura in Romania: un impianto industriale nuovo di zecca che sorgerà nella regione di Dambovita. Questo dovrà far fronte alla commessa del ministero della Difesa di Bucarest, che ha chiesto sistemi di artiglieria K9 e veicoli porta munizioni K10, e, soprattutto, diventare l’hub di riferimento del gruppo per le attività europee.
I clienti del gruppo coreano
Nel frattempo, Hanwha Aerospace, il ramo aerospaziale del gruppo, ha firmato un accordo da 1,64 miliardi di dollari per la fornitura di 72 unità di artiglieria missilistica Chunmoo alla Polonia. L’intesa fa parte di un deal da 22 miliardi di dollari raggiunto tra Seoul e Varsavia nel 2022, che ha reso la nazione polacca uno dei clienti più importanti del gruppo sudcoreano.
Non solo: Hanwha Ocean, la sussidiaria navale di Hanwha Group, ha firmato un memorandum d’intesa con l’azienda polacca WB Electronics per rafforzare la collaborazione sul programma sottomarino Orka della Marina di Varsavia. Anche l’Estonia è pronta a bussare alla porta del colosso coreano. Pare che Tallinn, preoccupata dei ritardi statunitensi per l’invio degli Himars, stia valutando di rivolgersi a Hanwha per acquistare il K-239 Chunmoo.
Le richieste di armi provenienti dai membri della Nato e dai governi europei stanno dunque alimentando il colosso della difesa guidato dal Ceo Seung Youn Kim. Nel 2024, le vendite del gruppo hanno raggiunto il massimo storico di 11,24 trilioni di won (7,7 miliardi di dollari), con un incremento del 42,5% rispetto al 2023. L’utile operativo è aumentato del 190,2% su base annua (1,29 miliardi di dollari), mentre quello netto è salito del 160,5% (1,91 miliardi di dollari). Gli affari d’oro sono destinati a continuare.