Guerre spaziali Usa: Space Force e intelligence uniscono le forze in nome dei satelliti e delle informazioni

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Come far coesistere la raccolta informativa sempre più imponente operata dai satelliti da osservazione, a controllo civile e militare, degli Stati Uniti, la capacità operativa della Space Force americana e l’opera di analisi delle fonti e di elaborazione strategica propria delle agenzie d’intelligence? Nel mare magnum degli apparati di sicurezza a stelle e strisce, a cavallo tra istituzioni che hanno vari punti di riferimento e centri di comando distinti, le forze di Washington cercano una maggiore organicità.

In quest’ottica si sovrappongono priorità operative divergenti. La Space Force (Ussf), branca delle forze armate Usa, è titolata dell’operatività per le manovre che comprendono gli scenari di controllo e deterrenza nel dominio orbitale e suborbitale. È titolare delle operazioni di astronautica spaziale, del coordinamento delle operazioni di ricognizione sulla tutela dei satelliti e dei sistemi di lancio e del controllo delle comunicazioni militari. La sua attività si sovrappone solo in parte a quella di agenzie che svolgono attività d’intelligence al servizio della Difesa, come il National Reconnaissance Office e la National Geospatial-Intelligence Agency.

Questi due apparati strategici controllati dal Pentagono svolgono l’attento e sistemico compito di cogliere minacce e scenari critici dalla mole di dati ottenuti via satellite dagli Stati Uniti. Dai programmi nucleari nordcoreani alla concentrazione di forze russe prima dell’invasione dell’Ucraina nel 2021-2022, sono spesso Nro e Nga a garantire il primo campanello d’allarme a Washington.

Si pone oggigiorno per gli Usa il problema di far coesistere ecosistemi diversi. Space News ha di recente ricordato che “la National Geospatial-Intelligence Agency e la US Space Force stanno cercando di capire come lavorare fianco a fianco per raccogliere e distribuire intelligence spaziale agli utenti militari in tutto il mondo. I leader militari chiedono un accesso più rapido alle immagini dai satelliti commerciali , che a loro dire è fondamentale in situazioni in rapido cambiamento”.

A Springfield, Virginia, è stato di recente istituito uno hub di comunicazione tra Ussf, Nro e Nga al fine di creare economie di scala e garantire un coordinamento: i satelliti della Space Force al servizio delle costellazioni, d’intelligence e private, con cui le agenzie di Geoint ottengono le loro informazioni, le attività di monitoraggio e screening delle agenzie al fianco della capacità di elaborazione operativa della Space Force.

Il direttore dell’Nga, il viceammiraglio Frank Whitworth, ha spinto per l’accordo facendo sì che la sua agenzia avesse, ricorda Space News, “un ruolo cruciale nel definire le responsabilità per la futura costellazione satellitare Ground Moving Target Indicator (GMTI) , uno sforzo di sviluppo congiunto tra l’NRO e la Space Force. L’obiettivo è garantire un flusso di dati continuo e tempestivo da questi satelliti ai comandanti militari e agli analisti dell’intelligence”.

Avere le migliori tecnologie appare poco funzionale se, in sostanza, nello spazio si pecca della dottrina operativa per utilizzarle. La scelta delle agenzie di fare sistema su progetti-pilota mostra il grado d’urgenza a cui sono giunti gli operatori. Le istituzioni Usa, dal Pentagono alla Casa Bianca, devono ancora fare molti passi in avanti per regolare le norme d’ingaggio a un dominio che non si può pensare di frammentare tra aree funzionali divise ermeticamente come lo spazio. Pena la perdita del controllo sul ciclo dell’informazione. Ovvero ciò che fa davvero la differenza nella corsa al controllo delle orbite che coinvolge le grandi potenze.