Con una decisione a sorpresa, gli Stati Uniti hanno sospeso il dispiegamento in Polonia di 4mila soldati della Seconda Brigata corazzata, della Prima Divisione di Cavalleria. La notizia è stata diffusa mercoledì da fonti del Pentagono, provocando sorpresa in quanto la maggior parte dell’equipaggiamento della Brigata corazzata, che avrebbe dovuto dispiegarsi in Polonia e in altri Paesi del fianco orientale della NATO, era già stata spedita in Europa. Non è chiaro se la decisione di bloccare l’invio delle truppe significhi che l’intero dispiegamento verrà annullato o potenzialmente rinviato in un secondo momento, né è chiara la motivazione per questa scelta. Il comandante della marina USA Javan Rasnake, portavoce del Pentagono, ha affermato che il Dipartimento della Guerra “non ha nulla da annunciare al riguardo al momento”.
Il sospetto, però, è che il Pentagono stia mettendo in pratica la volontà della Casa Bianca di ridurre la presenza militare statunitense in Europa in quanto questa mossa segue l’annuncio di voler ritirare 5mila soldati dalla Germania. Anche per quanto riguarda questa prima decisione sono stati rilasciati pochi dettagli: il Pentagono ha affermato che sarà completato entro sei-dodici mesi. Si è diffusa la voce che il Secondo Reggimento di Cavalleria dell’esercito USA a Vilseck potrebbe essere tra le unità interessate. Alcuni media, citando funzionari della Difesa anonimi, hanno affermato che le unità coinvolte sarebbero una Brigata e un’unità di artiglieria a lungo raggio, il cui dispiegamento in Germania è previsto entro la fine dell’anno. Se confermato, ciò avrebbe delle implicazioni per il Secondo Reggimento di Cavalleria, l’unica unità di dimensioni pari a una Brigata presente in Germania come riferisce Stars and Stripes. Tuttavia, potrebbero esserci approcci alternativi a seconda di come il Pentagono intenda raggiungere la soglia dei 5mila soldati come ad esempio quello di ridurre le missioni di rotazione in Europa.
Dopo l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, il numero delle forze statunitensi in Europa è progressivamente aumentato: oggi, il contingente militare USA ammonta a circa 85mila uomini, di cui circa 15/20mila impiegati in incarichi temporanei, con rotazioni di truppe tra gli Stati Uniti e il territorio europeo. A ottobre, il Pentagono ha iniziato a ridurre alcune rotazioni, ponendo fine alla missione di rotazione della Seconda Brigata della 101esima Divisione Aviotrasportata in Romania e in altre zone del fianco orientale della NATO.
Dove sono le truppe Usa in Europa
La maggior parte delle truppe statunitensi in Europa è dislocata in Germania, con poco più di 34mila unità, a seguire l’Italia con circa 12mila, il Regno Unito con 10mila, la Spagna con 3.800, la Turchia con 1.600, il Belgio con 1.100 e Olanda, Grecia, Portogallo, Romania e Danimarca con meno di 500. In Polonia, attualmente, ci sono 370 militari statunitensi. Se il dispiegamento previsto della Brigata corazzata venisse definitivamente interrotto, insieme al successivo stop delle rotazioni, il numero di truppe USA in Europa tornerebbe approssimativamente ai livelli precedenti all’escalation del conflitto tra Russia e Ucraina.
In Polonia, nel 2023, è stata inaugurata la prima guarnigione stabile dell’esercito statunitense dopo le pressioni di Varsavia su Washington per avere una presenza permanente di soldati USA sul proprio territorio. La guarnigione è suddivisa tra 11 installazioni, presenti in tre comunità militari a Poznan, Powidz e Świętoszow. In Polonia è presente anche un’importante base della difesa missilistica della NATO: a Redzikowo si trova infatti il sistema statunitense AEGIS Ashore per l’intercettazione di missili balistici a raggio medio/intermedio, diventato operativo a luglio del 2024.
L’attuale presidenza statunitense ha più volte minacciato il ritiro delle sue truppe in Europa, già durante il primo mandato, come forma di pressione politica verso la Germania. Ma nonostante l’esigenza di redistribuire le forze in altri scacchieri più importanti per gli interessi USA – come quello del Pacifico Occidentale – un ritiro completo non è assolutamente pensabile a breve/medio termine. Germania e Italia sono due Paesi fondamentali per la proiezione di forza militare statunitense non solo in Europa orientale, ma nel macroteatro dell’Africa settentrionale, Medio Oriente e perfino sino all’Asia Centrale. In Germania, ad esempio, Ramstein è una base militare e aerea fondamentale per la logistica USA, ed è sede di infrastrutture indispensabili per le capacità dell’esercito statunitense: il più importante ospedale militare al di fuori degli Stati Uniti, ad esempio, si trova qui. Allo stesso modo l’Italia, per la sua stessa posizione geografica, offre le medesime capacità. Nel nostro Paese, oltre a esserci il comando della Sesta Flotta, sono presenti installazioni fondamentali per le forze statunitensi come una stazione del MUOS (Mobile User Objective System), ovvero un sistema di comunicazioni satellitari militari per la U.S. Navy che fa parte di una catena globale presente anche in Australia, le Hawaii e in Virginia (USA).
La ridistribuzione delle forze USA, se davvero risulterà effettiva, ridurrà la deterrenza convenzionale in Europa che dovrà essere compensata in qualche modo dai Paesi europei.