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I droni Jackal che portano la coccarda della Royal Air Force, piattaforme capaci di lanciare da remoto missili leggeri aria-superficie, aria-aria, terra-aria e terra-superficie sviluppati da Thales Air Defense, sembrano il risultato del perfezionamento “tecnico” degli elidroni armati e improvvisati sul campo di battaglia ucraino. Dove si stanno apprendendo le nuove regole del combattimento nell’era dei mezzi pilotati da remoto: la cosiddetta “guerra dei droni“.

Il Jackal nella mani di Londra

Questo Uav sviluppato da FlyBy Technology, classificato come Jackal (“Sciacallo” in inglese, ndr) è drone con l’aspetto di un grande e sofisticato quadcopter dotato di ben 8 motori che gli consentono di decollare e atterrare verticalmente, VTOL, raggiungendo velocità decisamente elevate per la sua categoria.

Lo Sciacallo, immortalato in un video dimostrativo con una livrea grigia simile a quella dei vecchi caccia Sea Harrier, con il famoso “roundel” della Royal Air Force nella versione moderna detta “low visibility”(bassa visibilità, come si usa su tutti velivoli di nuova generazione impiegati in combattimento, ndr) può trasportare un carico utile di 15 chilogrammi e raggiungere un’autonomia di oltre 100 chilometri.

Venendo impiegato come UAS, Unmanned Aircraft System, con scopi logistici o convertito in un UCAV, Unmanned Combat Aerial Vehicle, mediante l’istallazione nella sezione principale un lanciatore del tipo Lightweight Multirole Missile di Thales.

Armato con missili Martlet, veloci e letali

Il sistema di Thales consente a questo nuovo drone di lanciare missili Martlet guidati da un sensore laser contro bersagli immobili o in movimento con la stessa efficacia degli elicotteri imbarcati dalla Royal Navy del tipo Wildcat. Versione in forza al Fleet Air Arm britannico dell’ elicottero multiruolo AgustaWestland AW159 prodotto da Leonardo.

Il sistema di guida multimodale, guida laser e/o guida laser semi-attiva ed homing terminale a infrarossi, lancia un missile con una testa esplosiva di 3 kg con un motore a due stadi e raggio d’azione di 8 km per velocità massima di 1,5 mach. Quanto basta ed eliminare o infliggere gravi danni ad una vasta varietà di bersagli.

Se considerata l’efficacia dei droni commerciali “modificati” sul campo dalle forze speciali ucraine nella prima fase del conflitto con Mosca, e teniamo conto della loro efficacia, possiamo già immaginare la portata letale di uno sciacallo condotto dalle forze speciali britanniche, come ad esempio un team dei Royal Marines, in prima linea.

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